Chiusura dell’Ufficio postale e disagi per i cittadini, il sindaco di Roccamandolfi scrive a Conte e Mattarella

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“Pur consapevole della drammatica situazione emergenziale che attanaglia il nostro Paese, non posso esimermi come Sindaco dal farmi portatore delle istanze dei miei concittadini che oramai da mesi lamentano l’assenza cronica di risposte di fronte alla disagevole condizione cui sono relegati.


Con questa missiva non si vuole solo rappresentare nello specifico la problematica che a breve andrò ad illustrare e che coinvolge il piccolo comune di Roccamandolfi che io amministro, ma si vorrebbe anche denunciare una sorta di senso di abbandono e di annichilimento che i piccoli comuni devono quotidianamente affrontare.

Indirizzare queste righe a Loro Ill.mi Presidenti è di sicuro un gesto di “extrema ratio” al quale sono giunto dopo che i diretti interlocutori hanno più volte baipassato l’argomento, senza fornire risposte esaustive alla comunità che rappresento.
La premessa non può non tener conto della particolare condizione socio-morfologica di Roccamandolfi, paesino molisano con meno di 900 anime situato a più di 800 mt. e composto da una popolazione in gran parte anziana, risultato, come per molti altri piccoli centri, della decrescita demografica dovuta ad assenza di nascite e aumento di emigrazione verso le città.


Il nostro è un paesino fatto di gente di sani principi e caparbia, che quasi sempre è dovuta bastare a sé stessa quando si sono palesate condizioni di difficoltà; l’emergenza epidemiologica in atto è stato l’ultimo banco di prova per una comunità già costretta quotidianamente a destreggiarsi tra difficoltà logistiche negli spostamenti e ataviche carenze infrastrutturali, anche nel campo delle telecomunicazioni.
Dinanzi all’ostico scenario testè menzionato, il piccolo Ufficio postale del paese era, soprattutto per la popolazione anziana, una sorta di luogo rassicurante e di punto di riferimento nella gestione giornaliera delle nostre vite.


Con l’insorgere dell’emergenza sanitaria e delle scelte di razionalizzazione dettate dalla società Poste spa, la popolazione ha vissuto un coacervo di emozioni che andavano dall’iniziale consapevolezza dell’eccezionalità del momento, alla seppur effimera speranza della natura provvisoria del provvedimento adottato, sino alla rassegnata accettazione di una decisione scellerata e non partecipata, giunta dall’alto come una spada di Damocle e di fronte alla quale il sottoscritto non può e non deve tacere.


Poste spa, seppur più volte interpellata e pressata, non ha fatto altro che ribadire il carattere contingente e temporaneo dell’apertura a giorni alterni dell’Ufficio postale di Roccamandolfi, dapprima giustificandola con l’emergenza sanitaria in corso e di seguito vincolandola a non meglio chiarite scelte di razionalizzazione aziendale.
Da Sindaco di un piccolo comune montano, devo con amarezza constatare come spesso la cittadinanza venga travolta da scelte calate dall’alto che favoriscono il più delle volte gli interessi suscettibili di monetizzazione rispetto a quelli che fanno il bene comune.

L’azienda Poste spa aveva paventato sino a poco tempo orsono una sorta di empatia con la disagevole condizione di isolamento in cui spesso sono costretti i piccoli comuni, addirittura arrivando ad organizzare una sorta di convention a Roma con l’ANCI, cui noi Sindaci siamo stati chiamati a partecipare e nella quale si volevano quasi erigere a sacrali principi quali la leale collaborazione e il reciproco scambio di informazioni tra comuni e azienda.
Alla luce invece di queste scelte unilaterali e insindacabili di chiusura a singhiozzo degli uffici postali, ritengo che Poste spa dovrebbe fare meno spot e proclami del politically correct e sondare invece dal vivo il polso e gli umori del territorio.


Una tale discrasia, che nel caso di specie interessa le Poste, ma che nella realtà dei fatti potrebbe essere plasmata su molteplici aspetti di vita quotidiana , è in modo ineluttabile foriera di condizioni di disuguaglianza e disparità che attanagliano la nostra società e che rendono quasi una chimera l’art. 3 della Cost., motivo per cui solo le più alte cariche istituzionali cui questa missiva è indirizzata , possono intervenire al fine di rimuovere quegli ostacoli di carattere sociale, economico e culturale che si frappongono all’attuazione del principio di uguaglianza sostanziale e formale.
Distinti saluti.

Il Sindaco di Roccamandolfi
Dott. Giacomo Lombardi

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