Chiusura delle filiali Banca Carim, le Fisac Cgil Molise e Abruzzo scrivono ai vescovi, chiedendo un intervento

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Riceviamo e pubblichiamo la missiva a firma dei segretari Fisac Cgil del Molis e dell’Abruzzo inviata ai Vescovi.
Eccellenza Reverendissima,
ci consenta anzitutto di esprimerLe, anticipatamente, un sentimento di autentica riconoscenza per quello che Ella potrà e saprà esperire per la salvaguardia dei livelli occupazionali nella nostra regione e della dignità di onesti lavoratori e delle loro famiglie.Se ci rivolgiamo ai Suoi buoni uffici, è perché siamo fiduciosi che un Suo intervento nella vicenda che ci occupa non possa passare inosservato. Il comunicato stampa che Le alleghiamo è di per se esplicativo, tuttavia ci permettiamo di fornirLe  un ulteriore spunto di riflessione.


Banca Carim nel lontano 2003, in un’ottica di espansione della propria rete territoriale, acquisì, tra gli altri, alcuni sportelli Unicredit nella Regione Molise. Ora, a distanza di 12 anni, intende chiudere quegli stessi sportelli, unitamente a quelli della Regione Abruzzo, dichiarando al contempo esuberi di personale per 60 unità di cui 40 nelle predette regioni. E questo, come può arguire dal comunicato, non per ragioni squisitamente economiche, bensì per ragioni strategiche e senza tenere in alcuna considerazione le pesanti ripercussioni per i dipendenti interessati da tali provvedimenti e per le loro famiglie di cui alcune, peraltro, monoreddito.
Una condotta questa che, a nostro sommesso parere, appare tanto più censurabile in quanto posta in essere da un istituto il cui socio di maggioranza è la Fondazione Banca Carim che, a propria volta, al proprio interno può vantare la forte presenza di un movimento ecclesiale cattolico quale è Comunione e Liberazione.

Luigi Osvaldo Maria Sansone Segretario Generale Fisac Cgil Molise
Francesco Trivelli Coordinatore Regionale Fisac Cgil Abruzzo

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