API scrive al Ministro del Lavoro: inaccettabile dover restituire gli incentivi sulla mobilità

Agli inizi di dicembre nel corso di un incontro avuto con la rappresentanza dei Parlamentari molisani presso la sede sociale, era stata richiesto il rifinanziamento in seno alla legge di stabilità degli incentivi per le assunzioni dalle liste di mobilità (legge 236/1993), dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da imprese che occupano anche meno di 15 dipendenti, cosiddetta “piccola mobilità”, effettuate prima del 31 dicembre 2012. Dopo il varo della legge di stabilità 2015, che al comma 114 ha previsto la copertura finanziaria del beneficio, stanziando ben 35.550.000 euro, le aziende si sono viste recapitare in questi giorni i rettificativi dall’INPS per la restituzione dei benefici goduti.
L’Associazione della Piccola e Media Industria del Molise (API MOLISE) ha inviato oggi una nota urgente a firma della Presidente Matilde Iosue,  al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ed alla Sede Centrale dell’INPS, inoltrando la stessa per conoscenza anche ai Parlamentari molisani, all’Assessore Regionale al Lavoro Michele Petraroia, alle segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL ed alle Direzioni Territoriali dell’INPS per chiedere l’impegno di ciascuno affinché i rettificativi siano annullati quanto prima.
Nella nota, l’API evidenzia come  in un momento di grave crisi di liquidità delle piccole e medie imprese, ulteriormente accentuata dagli ultimi provvedimenti del Governo (sanzioni pecuniarie per errori nelle dichiarazioni di gara, split payment, tfr in busta, crediti verso la Pubblica Amministrazione non riscossi, costo del lavoro esorbitante) non appare minimamente concepibile che, pur in presenza di una Legge di stabilità dello Stato che ne prevede la copertura finanziaria, sia richiesto alle aziende la restituzione degli incentivi goduti.
Secondo la Presidente dell’API Matilde Iosue “si tratta di una situazione paradossale e grave perché le aziende sono costrette a restituire quanto percepito per essere in regola col DURC ed evitare il blocco della propria attività, pur in presenza di una legge che ha finanziato gli incentivi; è inammissibile che ogni occasione è buona per fare cassa sulle aziende”.

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