Oltre 117 milioni le persone in fuga
- redazione informamolise
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Il Report dell'Unhcr in occasione della 75esimo World refugee day afferma che: “Per troppi la fuga inizia come una salvezza ma dura tutta la vita”, per la prima volta nell'ultimo decennio diminuisce il numero delle persone costrette a lasciare la propria casa a causa di guerre, persecuzioni e violenze.

Secondo i dati dell'Agenzia Onu, alla fine del 2025 le persone in fuga nel mondo erano 117,8 milioni, in calo rispetto ai 123 milioni registrati alla fine del 2024 che non modifica la dimensione di una crisi umanitaria; incide sulla riduzione l'aumento dei ritorni nei Paesi d'origine.
Nel corso del 2025 sono rientrate nelle proprie case 14,7 milioni di persone, di cui 4,4 milioni di rifugiati e 10,3 milioni di sfollati interni. I principali rientri hanno riguardato Afghanistan, Sudan e Siria.
L'Unhcr dichiara che molti di questi ritorni sono avvenuti in condizioni estremamente fragili e spesso sotto forti pressioni, senza adeguate garanzie di sicurezza e stabilità.
Nel solo 2025, 5,4 milioni di persone sono state costrette ad attraversare un confine internazionale per sfuggire a conflitti, persecuzioni o violazioni dei diritti umani.
Il 70% dei rifugiati vive in esilio da lunghi periodi, il 68% è accolto in Paesi a basso o medio reddito, spesso già alle prese con difficoltà economiche e sociali.
Alla fine del 2025 il numero complessivo dei rifugiati nel mondo era pari a 41,6 milioni, in diminuzione del 3% rispetto all'anno precedente.
Un dato positivo riguarda le persone apolidi: quasi 46 mila individui hanno ottenuto una cittadinanza in 24 diversi Paesi nel corso dell'ultimo anno.
L'Unhcr ha lanciato una nuova iniziativa: ridurre di oltre la metà, entro il 2035, il numero di rifugiati che vivono in condizioni di esilio prolungato e dipendono dagli aiuti umanitari; il raggiungimento di questo obiettivo passa attraverso tre direttrici principali:
· l'aumento dei ritorni volontari e sicuri nei Paesi d'origine,
· una maggiore inclusione dei rifugiati nei sistemi nazionali di istruzione, sanità e lavoro
· il rafforzamento delle vie legali di accesso ad altri Paesi, attraverso programmi di reinsediamento, ricongiungimenti familiari, permessi di lavoro e percorsi universitari.
Nel 2025 gli ingressi attraverso programmi di reinsediamento o sponsorizzazione umanitaria sono diminuiti di oltre la metà rispetto all'anno precedente, fermandosi a 81.800 persone, un dato che amplia ulteriormente il divario tra i bisogni umanitari e i posti effettivamente disponibili.
Alla fine del 2025 in Italia erano presenti oltre 132mila beneficiari di protezione internazionale, circa 234mila richiedenti asilo e più di 60mila cittadini ucraini titolari di protezione temporanea. Le persone apolidi presenti nel Paese sono stimate in circa 3mila.
Il diritto di cercare e ottenere asilo esiste proprio per situazioni come quelle che stiamo vivendo oggi "Garantire protezione a chi fugge non è soltanto un imperativo umanitario, ma un obbligo previsto dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale.
Secondo il rapporto, oltre il 70% dei rifugiati e delle persone che necessitano di protezione internazionale proviene da sei Paesi: Afghanistan, Sudan del Sud, Sudan, Siria, Ucraina e Venezuela. I principali Paesi ospitanti nel 2025 sono stati Colombia, Germania, Turchia, Uganda, Iran, Ciad e Pakistan.
Alla fine del 2025 risultano sfollate all'interno dei propri Paesi circa 68,6 milioni di persone a causa di conflitti e violenze. l Sudan continua a rappresentare la più grave crisi di sfollamento interno al mondo, con 9,1 milioni di persone costrette ad abbandonare la propria abitazione.
La guerra in Medio Oriente ha provocato circa un milione di sfollati interni in Libano entro metà maggio e 3,2 milioni di persone temporaneamente sfollate in Iran entro la fine di marzo.
Alfredo Magnifico