Nel nostro Paese sono 165 i miliardi d’introito dal gioco d’azzardo
- redazione informamolise
- 20 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Mi saltano all’ occhio le denunce di Libera e "Mettiamoci in gioco" che forniscono i dati relativi alla diffusione del gioco d'azzardo in Italia ne viene fuori un grande paradosso; “cresce la raccolta, diminuiscono le entrate erariali”.

Esistono 55 diverse tipologie di lotterie istantanee (“nel 2023 erano 44”, 47 tipologie di “Gratta&Vinci” online (nel 2023 erano 24), 5 tipologie di giochi numerici a totalizzatore (Superenalotto, Win for Life, ecc.), 2 tipologie di bingo, di sala (attraverso 200 Sale Bingo presenti sul territorio nazionale) e a distanza.
Nel nostro Paese si sono giocati 111,7 miliardi di euro nel 2021, 136 nel 2022, oltre 150 miliardi nel 2023 e più di 157 miliardi nel 2024, 164,6 miliardi di nel corso del 2025, la raccolta ha superato di oltre sette miliardi di euro la quota del 2024 (+4,55% in termini percentuali). Dal 2004 al 2024 gli italiani hanno giocato complessivamente 1.774 miliardi di euro, con una media di oltre 88 miliardi l’anno. Nel 1990 la raccolta era di appena 4,8 miliardi: in trentacinque anni si è moltplicata di oltre trenta volte, con un tasso medio di crescita annuo dell’8,76%, molto superiore all’incremento del PIL nazionale.
Sono cifre esorbitanti, significa che ogni anno gli italiani giocano circa il 7,1% del PIL nazionale, a fronte che nel 2022, la spesa sanitaria pubblica dell’Italia è stata di poco superiore ai 130 miliardi di euro, cioè 6,7% del PIL.
Si tratta di un nuovo record per il nostro Paese, in una progressione che procede senza ostacoli da molti anni.
Significano che in ogni minuto, centinaia di persone investono tempo, denaro e soprattutto salute nella speranza di cambiare vita, l’azzardo è subdolo, le possibilità di vincita sono statisticamente molto basse e l’unico modo per poter vincere veramente è non giocare. Secondo i dati 18 milioni di persone hanno tentato la fortuna almeno una volta nell’ultimo anno; 5,5 milioni sono giocatori abituali; 1,5 milioni sono ormai giocatori patologici.
Dietro queste cifre spaventose ci sono i gravi costi sociali e sanitari che questo settore produce: difficoltà economiche, indebitamento, usura, separazioni e divorzi, infiltrazioni criminali, riciclaggio.
Tutto questo mentre una percentuale altissima di persone e famiglie resta sotto la soglia della povertà o nella vasta era della vulnerabilità, e i salari continuano a perdere potere d’acquisto.
La politica, dinanzi a un fenomeno di queste dimensioni, o è connivente oppure si volta dall’altra parte, tutti i governi che si sono succeduti non hanno mai proposto una legge organica che regolamentasse l’offerta del gioco fisico e del gioco online. Anzi, l’offerta è sempre aumentata e si sono introdotte nuove tipologie di gioco d’azzardo, magari legandole a eventi particolari tipo le lotterie nate per raccogliere fondi da destinare alle zone colpite da alluvioni e terremoti.
Senza proventi del gioco d’azzardo, obiettano però in tanti, non si chiudono i bilanci dello Stato la contraddizione è che nel 2004, a fronte di una raccolta di 25,6 miliardi di euro, all’erario sono spettati 7 miliardi; nel 2022, con una raccolta di 136 miliardi, all’erario ne sono andati 11. Senza calcolare quando si spende per contrastare e provare a rispondere agli effetti nefasti che il gioco d’azzardo provoca sulle persone, dal punto di vista sanitario, sociale ed economico.
L’azzardo è una delle più grosse cause di indebitamento, crea dipendenze importanti : le conseguenze sono catastrofiche per la vita delle persone, i figli di giocatori d’azzardo hanno problemi anche nel rendimento scolastico, oltre che problemi relazionali e affettivi.
Le cose sono andate peggiorando: è stato soppresso l’Osservatorio sul gioco d’azzardo e nel 2024 è stata approvata una legge che norma il gioco online, ma sul gioco fisico ancora non abbiamo una normativa efficace, i distanziometri non sono un provvedimento risolutivo, possono essere utili insieme a tanti altri interventi.
C’è bisogno di una legge organica che tenga insieme l’azzardo fisico e quello online, per ridurre l’offerta. Ma non mi sembra che questo sia nelle intenzioni della classe politica.
In questo mondo non si può parlare di gioco legale o di parlare di gioco con vincite di denaro perché la maggior parte della gente il denaro lo perde. Chiamiamolo per quello che è: azzardo che provoca la patologia.
Lo Stato ha incassato lo scorso anno lo 0,74% in meno rispetto all’anno precedente: il volume d’affari aumenta in modo vertiginoso, ma lo Stato incassa più o meno sempre la stessa cifra, a nulla è valso il richiamo della Corte dei Conti al Governo per le incongruenze esistenti tra i volumi del giocato, i soldi che restano nelle casse dell’erario e i costi sociali che giochi e scommesse producono.
Governo e Parlamento, di fronte a questo ennesimo boom dell’azzardo, recuperino:
· la loro funzione di: difesa dell’interesse pubblico
· la tutela della salute dei cittadini,
· varino al più presto una legge di regolamentazione del settore che riduca l’offerta di gioco, unica via per porre fine a una situazione gravissima e fuori controllo.
Per farla breve c’è sicuramente qualcosa che non funziona in questo nostro Benedetto Paese quando verifichiamo che il gioco d’azzardo ha registrato, nel 2025, un giro d’affari di 164,6 miliardi, circa il doppio dell’evasione fiscale e sei volte il valore della legge di bilancio per
il 2025, mentre l’introito per lo Stato è meno del 10%, mentre nel 2004 a fronte di una raccolta di 25,6 miliardi di euro, all’erario sono spettati 7 miliardi (27,3%), mentre nel 2022, con una raccolta di 136 miliardi, all’erario ne sono andati 11 (8,08%).
Alfredo Magnifico



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