L'imprenditoria femminile cresce più della media
Le aziende guidate da donne sono 1,48 milioni, quasi un quarto del totale, e nell’ultimo triennio hanno superato la media nazionale per crescita del fatturato e solidità finanziaria (fonte: Osservatorio Prometeia per Women ONBoarding di UniCredit).

Un segnale confermato anche da Unioncamere: mentre il tessuto imprenditoriale complessivo arretra, le società di capitali guidate da donne crescono del 2,6%.
Anche nei settori a più alta intensità tecnologica il ritmo è incoraggiante: nell'Ict le imprese femminili sono aumentate del 27% tra il 2014 e il 2024, contro il 19% di quelle non femminili (fonte: Osservatorio Rita Levi Montalcini Svimez-W20).
Restano le criticità; accesso al credito, sottocapitalizzazione, divario salariale e il quadro che emerge non è più solo di resistenza ma di crescita.
In questo contesto la fotografia dell' imprenditoria femminile risulta essere sempre più giovane e orientata all'innovazione, con una netta focalizzazione sulle grandi sfide del nostro tempo.
Le imprenditrici selezionate provengono per il 52,8% dal Nord Italia, mentre il Centro-Sud rappresenta il 45,3% della short list, a conferma di una capacità innovativa sempre più distribuita sul territorio inoltre si conferma una presenza internazionale con una realtà con sede nei Paesi Bassi.
L'età media delle FAB50 è di 42 anni e la maggioranza appartiene alle generazioni Millennial e Gen Z, con imprenditrici giovani fino al 1998, segno di un ricambio generazionale già in atto.
Le FAB50 di GammaDonna raccontano un'imprenditoria femminile che non occupa nicchie, ma presidia gli ambiti in cui si gioca la competitività del Paese: salute, transizione ecologica, manifattura avanzata, economia circolare, con una forte componente di innovazione digitale e di intelligenza artificiale applicata.
Colpisce la qualità dell'innovazione: non solo nuove tecnologie, ma nuovi modelli di impresa, di leadership e di creazione di valore.
Alfredo Magnifico



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