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Dietro le vittime del lavoro, nero e sub appalto 

redazione informamolise
1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

Nel 2024 gli occupati "irregolari" sono saliti a 3,3 milioni, di conseguenza con l'aumento del sommerso sono aumentate le tragedie nei cantieri e nei campi: una sfida per istituzioni e imprese.



Si potrebbe fare l'appello; l'incidente stradale in cui sono morti quattro braccianti a Naro (Agrigento) Salvatore Calignano sul tetto del capannone abusivo di Caivano, lavorava in nero a 61 anni e cade morendo, Nicu Terletchi, 35 anni, operaio moldavo, morto in un cantiere di Padova dove stava lavorando in nero, il giovanissimo Riccardo Valentin Moraru, appena 20 anni, operaio romeno morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone in costruzione a Barbarano Mossano, anche lui senza un regolare contratto, Pasquale Petraccia che di anni ne aveva invece 83 morto a Scerne di Pineto colto da un malore mentre lavorava in nero in un cantiere, assieme a un altro operaio di 77 anni, anche lui senza contratto, Giuseppe Fossato, 63 anni, morto dopo essere stato colpito da un mezzo meccanico mentre lavorava in nero in un’azienda agricola nel territorio di Bovolone, il suo corpo era stato spostato nel tentativo di nascondere le irregolarita', Daniluc Tiberi Mai, romeno di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41, morti a Palermo sbalzati a terra da 25 metri mentre stavano lavorando in nero per un’impresa edile che ufficialmente non operava da dieci anni, Rahali Abdellah, 38 anni, algerino, precipitato da 15 metri in un cantiere irregolare a San Marcellino nel Casertano, assieme a una decina di altri operai, tutti “in nero”. 


Fantasmi apparsi con un'identità solo dopo la morte, tutti morti nel 2026 (in 9 mesi più di 700), morti che producono Pil, a dirlo è l’Istat nell’annuale rapporto sull’economia non osservata, sommerso e illegale, un enorme tesoro che resta nell’ombra, un mercato parallelo in parte mafioso e criminale. 


Nel 2024 oltre 218 miliardi di euro con un’incidenza sul Pil del 9,9%, la fetta più consistente è l’economia sommersa che sale a 198,4 miliardi, in particolare per la crescita del lavoro irregolare, che arriva a 187,8 miliardi, aumentando del 3,9%, circa 3,1 miliardi, frutto di un’occupazione in nero che continua a crescere a un ritmo superiore rispetto a quella in regola. 


Ben 3 milioni e 277mila occupati con un aumento di 145mila rispetto al 2023 (+4,6%): quasi tre volte la crescita del lavoro regolare (+1,6%).


Lavoro “Nero” in ottima salute ma a spese dei lavoratori. 

Dietro i freddi dati ci sono persone e famiglie, una contabilità di morte, non “morti bianche” ma “operaicidi”. 


Morti inaccettabili ancor più in un Paese che al primo articolo della Costituzione scrive “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, invece sono milioni le vittime del Pil “fantasma”, vittime drammaticamente concrete come ben sanno le loro famiglie.


«La sicurezza sul lavoro è come l’aria che respiriamo: ci accorgiamo della sua importanza solo quando viene tragicamente a mancare, ed è sempre troppo tardi!» è inumano che si giochi alla roulette russa, ogni giorno tre persone o più escono di casa e parte il colpo fatale che taglia la via del rientro. 


Tocca alla politica e all’economia scegliere, perché non c’è aumento del Pil che le possa giustificare, ce lo confermano le tante inchieste della magistratura che, grazie all’ottima legge 199 “anticaporalato” che sta per compiere dieci anni, riescono non solo a colpire l’illegalità, ma soprattutto a far rientrare le imprese nelle regole, nessuna chiude o fallisce. 


Pil e Vita possono convivere e dare buoni frutti, basterebbe scegliere strumenti giusti, aumentare i controlli, penalizzare i “furbi” ma anche spingerli a un vero ravvedimento, e magari eliminare la catena di appalti e sub appalti.

Alfredo Magnifico 

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