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Buoni pasto negati ai medici, il Tribunale condanna ASREM: Regolamento aziendale illegittimo

  • redazione informamolise
  • 10 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Nuova battuta d'arresto per ASREM sul fronte dei diritti dei dipendenti. Il Tribunale di Larino, con sentenza depositata l'8 luglio 2026, ha accolto il ricorso di un dirigente medico dell'ospedale San Timoteo di Termoli, rappresentato e difeso dall’avv. Luca Damiano del Foro di Vasto, riconoscendogli il diritto ai buoni pasto per i turni superiori alle sei ore e condannando l'Azienda sanitaria al risarcimento di

5.000 euro, oltre interessi, rivalutazione e spese legali.



Al centro della controversia il regolamento interno ASREM, che subordinava il diritto alla mensa o ai buoni pasto allo svolgimento di turni di almeno dodici ore continuative o superiori alle otto ore giornaliere.


Per il giudice, tale disciplina è in contrasto con la normativa nazionale e con il contratto collettivo della sanità, che riconoscono il diritto alla pausa e al relativo servizio sostitutivo già quando l'orario di lavoro supera le sei ore.


La sentenza richiama un consolidato orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui il buono pasto non rappresenta una componente della retribuzione, ma uno strumento di tutela del benessere del lavoratore. Proprio per questo, quando esigenze organizzative impediscono la pausa pranzo, il datore di lavoro è tenuto a

garantire un servizio sostitutivo attraverso l'erogazione dei ticket.


Significativo anche un passaggio evidenziato nella decisione: durante il processo la stessa ASREM ha modificato il proprio regolamento interno, adeguandolo alla giurisprudenza della Cassazione e prevedendo il diritto alla mensa per il personale che presta servizio per oltre sei ore giornaliere.


Un cambiamento che, secondo il Tribunale, conferma l'incompatibilità della precedente disciplina con le norme di rango superiore.


La pronuncia potrebbe avere effetti ben oltre il singolo caso. Molti dipendenti della sanità molisana che negli anni si sono visti negare i buoni pasto sulla base del vecchio regolamento potrebbero ora valutare iniziative analoghe per ottenere il riconoscimento del proprio diritto ed il risarcimento del danno subito.

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