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Sicurezza: non possiamo più far finta di niente

  • redazione informamolise
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Per anni abbiamo raccontato il Molise come una terra dove, nonostante mille difficoltà, si viveva ancora con serenità. Pochi servizi, infrastrutture carenti, una sanità sempre più in difficoltà, occasioni di lavoro che diminuivano anno dopo anno... Ma almeno avevamo una certezza. La sicurezza. Era quasi il prezzo da pagare per vivere in una piccola regione. Oggi anche quella certezza sta crollando.



Negli ultimi anni il Molise ha assistito a un susseguirsi di assalti ai bancomat, episodi di violenza, furti e fatti di cronaca che fino a qualche anno fa sembravano appartenere ad altre realtà. Solo tra il 2024 e il 2026 si contano oltre quindici assalti agli sportelli automatici, concentrati soprattutto nel Basso Molise. Una vera escalation che non può essere minimizzata o risolta rimuovendo i bancomat o disattivandoli nelle ore notturne. Sarebbe comico, se non fosse tragico.


La risposta politica, in alcuni casi, è stata certamente insufficiente o addirittura surreale.

Invece di riconoscere il problema e attivarsi immediatamente per contribuire a dare supporto alle Forze dell'ordine e agli organi competenti, si è scelto di replicare ai servizi giornalistici ad esempio (anche nazionali) con rassicurazioni o tentando di ridimensionare il problema. Un atteggiamento che, a mio avviso, complica ulteriormente il lavoro dei sindacati delle Forze dell'ordine, che da tempo denunciano le criticità e le esigenze del nostro territorio.


Gli stessi rappresentanti sindacali, come ad esempio UIL Polizia e SILP CGIL, parlano apertamente da tempo di una cronica e grave carenza di personale. (E non solo)

Ogni giorno le Forze dell'ordine lavorano con professionalità, coraggio e spirito di servizio, spesso con organici insufficienti e mezzi limitati. Esattamente come siamo ormai abituati a vedere medici e operatori della sanità pubblica, chiamati a garantire servizi essenziali nonostante anni di tagli e carenze di personale.


La responsabilità è dello Stato centrale, dei Ministeri... che probabilmente continuano a considerare territori come il Molise marginali rispetto alle grandi aree metropolitane.

Serve che il Governo investa seriamente nel rafforzamento degli organici di tutte le Forze dell'ordine presenti sul territorio, prestando ascolto alle esigenze locali.

È impossibile non porsi anche una domanda sulla nostra rappresentanza al Senato e al  Parlamento. 


Dove sono stati, in questi anni, i risultati della tanto decantata filiera istituzionale?

Quali benefici concreti sono arrivati ai molisani sul fronte della sicurezza?

Quali risultati abbiamo ottenuto sulla sanità pubblica, sull'economia, sulle infrastrutture o sul lavoro?


Francamente, faccio fatica a individuarli.

Ricordo invece un grande impegno politico, ad esempio, dedicato all'autonomia differenziata, per dare il colpo di grazia alla nostra regione.

Le responsabilità sono di chi avrebbe dovuto programmare, investire e rafforzare questi settori strategici, interessandosi ai problemi dei molisani e non soltanto ai seggi assegnati al Molise.


I cittadini continuano a pagare le tasse. (Le più alte d'italia)

Le imprese continuano a fare sacrifici.

Le famiglie continuano a stringere la cinghia.

Ma tutto questo a cosa serve?


È legittimo chiedersi se le priorità del Governo siano davvero quelle dei cittadini.

Mentre vengono destinati miliardi per spese militari...nelle nostre comunità mancano agenti, medici, infermieri, infrastrutture e servizi essenziali.


Compatibilmente con le possibilità economiche di ciascun Comune, mi auguro che i sindaci molisani investano nella Polizia Locale, rafforzando gli organici, incrementando i controlli e creando presidi capillari sul territorio.


La Polizia Locale non deve sostituire le altre Forze dell'ordine, ma può rappresentare un supporto importante in una fase così delicata, soprattutto in "qualche" comune che sembra quasi in autogestione, dove perfino la gestione del traffico appare spesso problematica.

Ignorare questi segnali oggi significa rischiare di affrontare domani un'emergenza ancor più grave.

Andrea Montesanto


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