#vengoconquestamiaadirvi/ La politica molisana pensa al Molise?

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Aumenta la nostra offerta di informazione. Inizia da questa settimana la collaborazione con la nostra testata da parte di Franco Di Biase, noto opinionista campobassano. Ampliamo, quindi, il nostro raggio di azione e proponiamo nuove firme e soprattutto nuovi spunti di riflessione ai nostri lettori. Presentiamo di seguito il suo primo contributo e gli rivolgiamo auguri di buon lavoro.

#vengoconquestamiaadirvi

La politica viene sempre vista dal punto di vista dei privilegi che porta a chi la fa. Oddio, come dire che non sia vero? Oggi, comunque, mi piacerebbe parlare del ruolo della politica, anzi del ruolo dei politici.

È bello pensare ai soldini che ti arrivano sul conto corrente la mattina del “27”, come si diceva una volta, ma è anche bello sapere perché questi soldi ti giungono sul conto non solo dovuti agli atti da votare e da adottare, voto in aula e programmazione dei fondi europei, tanto per dire, ma anche sulla funzione di volano che la politica dovrebbe svolgere sul territorio. Una volta la politica faceva crescere il territorio creando nuove attività produttive per poter, poi, dare libero sfogo al clientelismo e creare posti di lavoro con assunzioni “politiche” che spesso hanno portato al fallimento delle aziende troppo cariche di costi del personale che non rientrava nella capacità di assorbimento dell’azienda.

Questo know-how di pandemici guai portati al territorio italico, ma molisano; basti ricordare Gam, Zuccherificio, Stefana, ma anche Ittierre, per capire come mai la politica abbia sbagliato nel passato. Basandosi, forse, sugli sbagli del passato, la politica si è diretta al gestire il “giornaliero”, ha lasciato libera mano ai burocrati che gestiscono, giustamente, tutto da un punto di vista ragionieristico. È il caso tipico di quello che è successo in questi giorni con l’appalto delle pulizie/manutenzione ad una ditta francese, grazie ad un repentina apertura del tiretto di una scrivania, tiretto chiuso da tre anni. Nulla ho contro i francesi se non che utilizzano le ascelle per il trasporto delle baguette, ma questa è una mia convinzione. Ci siamo riempiti la bocca di Europa sotto tutti i punti di vista ma l’unica cosa buona dell’Europa, i fondi per lo sviluppo, alle volte siamo capaci di non spenderli, di non impiegarli, rovinando anche questa cosa positiva. L’Europa deve essere capita e gestita, ma anche controllata ed “utilizzata” secondo le nostre esigenze. Non possiamo, per esempio, rimanere impassibili alle nostre aziende che portano la sede sociale in Olanda, pagando la tasse in Olanda e continuando a chiedere all’Inps la cassa integrazione per gli operai che lavorano in Italia; doppio danno per i conti dello Stato.

Quindi, stavo dicendo, l’appalto delle pulizie /manutenzione …. Sembra, e dico sembra, che l’utilizzo della piattaforma CONSIP non sia proprio obbligatoria e vincolante per le aziende pubbliche. Nel corso degli anni si è potuto riscontrare che, per esempio, la risma di carta costasse di più sulla piattaforma CONSIP che non nella cartoleria sotto l’ufficio, ma questo è altro problema, sempre altro …. Si sempre altro perché in questo momento sarebbe il caso che la politica si svegliasse e riprendesse quello che è il suo ruolo principale: essere il vettore dello sviluppo e della crescita per una intera comunità, parliamo di quella molisana, gli altri ognuno per sé.

Quindi non tutto è sempre come sembra, anzi alle volte è il contrario, anche con le gare d’appalto? Sembrerebbe proprio di si.

Ricordo che da studente delle medie, ma non solo, ci obbligavano a fare le ricerche. Spesso ci si riuniva a casa dell’amico che, per sua fortuna, aveva la TRECCANI, fantastica enciclopedia dello scibile umano. Superata, purtroppo da tanto tempo, l’età adolescenziale, lo “sfizio” della ricerca mi è rimasto, mai avuto la TRECCANI , ma ora cerco di sopperire con la rete. Proprio sulla rete ho “scoperto” una direttiva europea (ecco il link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014L0023), che se non dispone, almeno consiglia, come si potrebbero fare le gare d’appalto per cercare di preservare le PMI che rappresentano il vero tessuto produttivo di una terra, specialmente se povera come la nostra. Potrebbe poi capitare che le gare d’appalto per importi debbano essere esperite con procedura europea, ma non si potrebbe pensare di “spaccottare” i diversi “capitoli” della gara, fare più di una gara per evitare le gare europee, per dare la possibilità alle aziende dell’obiettivo -1 del Molise di poter partecipare? Troppo impegno? Meglio fare il burocrate e passare le carte da un tiretto all’altro?

Quando nella direttiva si legge: “Di conseguenza, gli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), vengono privati dei loro diritti nell’ambito del mercato interno e perdono importanti opportunità commerciali, mentre le autorità pubbliche talvolta non riescono a utilizzare il denaro pubblico nella maniera migliore, in modo da offrire ai cittadini dell’Unione servizi di qualità ai prezzi migliori”.

Ecco, io spero che i nostri governanti, i nostri dirigenti regionali, questa normativa la leggano e la applichino. Facendo in questa maniera, seguendo le linee della direttiva, contribuirebbero a far crescere il territorio e non solo il loro conto in banca. Porterebbero questa terra ad essere una terra che porti benessere e crescita con aziende MOLISANE che verserebbero la tasse in MOLISE, generando introiti per la nostra terra.

Noi non possiamo essere come il consulente che si limita ad essere la longa manus dell’Agenzia delle Entrate, applicando solo le disposizioni statali senza dare un minimo di consulenza ai proprio clienti. Dobbiamo essere il consulente che gestisce i propri clienti come se gestisse la sua azienda, perché solo se crescono i suoi clienti crescerà anche lui, il consulente. Crescerà sia come reddito che come esperienza e professionalità.

Inutile che si inizi a pensar male: in famiglia registro cinque commercialisti di ben tre studi diversi e separati. Ai commercialisti io voglio bene, anche se due di loro, miei consulenti, mi assistono contabilmente.

Quindi, ritornando all’appalto delle pulizie/manutenzioni dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso: il compito della politica, i vertici ASREM sono di emanazione politica, dovrebbe essere anche quello di far crescere le aziende locali. Non siamo una regione ricca, lo sappiamo, ma non siamo nemmeno capaci di sfruttare le occasioni per bene, nemmeno di fronte alle direttive europee.

Scusate se insisto, ma non posso essere d’accordo. Statevi arrivederci.

Franco Di Biase

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