Toma sotto scacco di Salvini, ma abbandona la programmazione per il turismo

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Dopo mesi di sacrifici e rinunce, il Molise che non si arrende prova a ripartire ma la politica regionale cammina con un altro passo, quello che la vede inchiodata al suo atavico “lockdown”.

Il governo regionale “tomacentrico” – scrive la consigliera regionale Patrizia Manzo – non riesce ad elaborare alcuna proposta degna di questo periodo così complicato, che sia in grado di intercettare le esigenze di prospettiva di migliaia di imprese, aziende, lavoratori che costituiscono il tessuto vitale dell’economia regionale. Il Consiglio regionale, luogo deputato per la programmazione, è chiamato da troppo tempo ormai a discutere atti datati e superati, mentre nulla si muove sotto il profilo dell’iniziativa legislativa, della strategia, dell’elaborazione di proposte che restituiscano ottimismo e speranza ai cittadini. In particolare, manca una seria programmazione per il settore turistico.

Mentre nel resto d’Italia le regioni si promuovono puntando ad attrarre presenze e visitatori, il Molise sceglie ancora una volta di non esistere. Non sarà che l’assessore Cotugno si è calato fin troppo nella parte di testimonial del brand “il Molise che non esiste”?

Ora invece – continua la portavoce del M5S- si dovrebbero investire risorse e professionalità per raccontarsi fuori dai confini regionali, per calamitare l’attenzione dei turisti, italiani e non, grazie agli attrattori che la natura ci ha regalato: il nostro territorio sano e sicuro, il distanziamento che qui è da sempre una dolce, vitale realtà, l’ambiente preservato da forme di inquinamento, i nostri meravigliosi borghi dove cultura, natura e arte si fondono in un connubio straordinario. Su queste caratteristiche dovremmo puntare con forza, con progetti innovativi e coraggiosi e non solo a parole come quelle che ascoltiamo da due anni!

Invece i comuni rivieraschi sono stati costretti a vietare temporaneamente la balneazione nelle spiagge libere, per colpa dei ritardi nell’approvazione dei vari piani e delle ordinanze. Si poteva, invece, realizzare politiche atte alla loro gestione e valorizzazione, anche coinvolgendo disoccupati e precari, così da creare nuovi posti di lavoro. Partendo con largo anticipo, avrebbero garantito a tutti il libero accesso al mare, sicuro e sostenibile.

Ennesimo esempio di un’occasione persa per ristabilire la naturale connessione tra pubblico e gestione del bene comune. Ma dalla Giunta non filtrano notizie né indicazioni. Ci si limita alle promesse di aiuti, agli impegni che, da qui ai prossimi 15 giorni, potrebbero concretizzarsi per migliaia di professionisti del settore turistico che, a fine giugno e se tutto andrà bene, saranno fuori tempo massimo per qualsiasi opportunità di rilancio.

Nel frattempo, l’unico problema che sembra agitare i sonni del presidente Toma è quello del quinto assessore in quota Lega, partito che preferisce macchiare la festa della Repubblica con una manifestazione incosciente e irriconoscente verso tutte le vittime di questa pandemia.

Dialogo, concertazione e ascolto per questa maggioranza sono solo concetti vuoti, che rimandano a promesse mai mantenute.

Oggi davvero ci sarebbe bisogno di allargare la platea, di coinvolgere tutte le forze politiche, le associazioni di categoria, i sindacati, le organizzazioni di settore per poter scrivere tutti insieme la migliore mappa per uscire da questo labirinto. L’Esecutivo regionale – conclude Patrizia Manzo – resta invece arroccato nella sua posizione attendista, si concentra sul quinto assessore che dovrà avere il bollino della Lega, invece di opportuni requisiti di professionalità e competenza. E mentre il tempo scorre, nell’attesa di completare il puzzle politico come se questo fosse l’unico problema di questa regione, si rischiano effetti collaterali mortali per i quali, fra poco, nessun vaccino sarà più utile.

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