Storia/ La memoria…smemorata

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Abbiamo appena ricordato nel mese scorso i campi di internamento imposti dal regime fascista dal 1940 anche il Molise: Agnone, Boiano, Casacalenda, Isernia, Vinchiaturo. Ma i prigionieri, anche quelli deportati nel Molise, chi erano? Soprattutto balcanici – anche Ebrei e Rom – provenienti dalla ex Jugoslavia dove imperversavano i crimini ordinati da Mussolini ed eseguiti dall’esercito regio e fascista italiano. L’Istria era stata regione multietnica e multilingue, dove anche gli italiani potevano sostanzialmente vivere in pace e fraternamente con le altre popolazioni ; ma ciò fino a quando fu ceduta dall’Impero Asburgico all’Italia: da qui iniziò la tragedia per tutti gli istriani, balcanici ed italiani. Così Mussolini nel 1920 disse a Pola che bisognava “espellere questa razza barbara, inferiore slava da tutto l’Adriatico”; il generale Biroli, iniziò i primi stermini in massa di civili , esortando i soldati: “ho sentito dire che siete dei buoni padri di famiglia. Ciò va bene a casa vostra, non qui. Qui non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori .” Il re e il duce iniziarono così negli anni ’20 la barbara campagna razzista antislava fatta di persecuzioni, privazioni linguistiche e culturali verso sloveni e croati, che mirava una ad vera e propria pulizia etnica antislava, combinandola con la falsa e pericolosa equazione “italiano uguale fascista”, e che si intensificò durante la guerra di occupazione dei Balcani e della Grecia .
I crimini di guerra contro l’umanità, commessi verso le popolazioni balcaniche dall’esercito regio-fascista italiano, furono tutti documentati e raccolti dalla Commissione per i crimini di guerra delle Nazioni Unite: tra l’aprile del 1941 e il settembre 1943 almeno 350 mila persone furono sterminate inclusi civili, donne e bambini inermi, tra campi di concentramento gestiti dagli italiani, rastrellamenti, fucilazioni, rappresaglie antipartigiane, distruzione e saccheggi di villaggi, eccidi e stupri. Altro che “ italiani brava gente”…! Nel capo di Kampor sull’isola di Arbe/Rab, ad esempio, la mortalità dei civili, in maggior parte donne, vecchi e bambini, superava la percentuale del campo nazista di Dachau. Ed è questo il vero oblio che c’è stato: il rapporto ONU sui crimini del regime fascista italiano nei Balcani, fu insabbiato. I criminali fascisti italiani, impuniti e riciclati negli apparati statali della nuova “Repubblica democratica” (rimasta in mano agli stessi capitalisti che avevano foraggiato il regime), tornarono alla bella vita con lauti stipendi e pensioni a spese dell’erario, complice la sciagurata amnistia dello stalinizzato Togliatti.
Ma la vergogna dell’oblio si estende anche ai recenti governi, non solo delle destre fasciste in doppio petto, che hanno varato la “ legge sul giorno della memoria”… smemorata), sino alle dichiarazioni mistificatorie che rese l’ex Presidente Napolitano facendo passare la Resistenza Jugoslava contro i nazifascisti, come “aggressione verso gli italiani”. E persino alla Rai. Per la prima volta questa raccolta dell’ONU è apparsa nel documentario Fascist legacy, nel 1989 per la Bbc ma fu acquistato dalla Rai che non lo ha mai messo in onda !Un acquisto finalizzato all’insabbiamento persistente ! Preferendo i film patacca mistificatori e occultatori sulla “questione delle Foibe” a cui fanno eco i salotti televisivi alla Vespa.
Solo se si leggono con attenzione le fonti storiche si potrà liberare “la questione delle Foibe“ dalle manipolazioni propagandistiche, con cui si tenta quel pericoloso revisionismo storico per delegittimare la Resistenza e trasformare gli aggressori (l’esercito regio-fascista italiano) in “difensori” degli aggrediti (gli italiani in quanto tali). La Resistenza della popolazione balcanica alla barbara occupazione fascista fu la più eroica e consistente d’Europa: ad essa parteciparono anche gli antifascisti italiani così come nella Resistenza italiana vi era il giusto e fraterno supporto dei partigiani Jugoslavi. Dunque la Resistenza Jugoslava non fu contro gli italiani, ma contro i criminali fascisti, fatta da jugoslavi ed italiani, uniti nella lotta di Liberazione. L’esodo di italiani dall’Istria non fu altro che la conseguenza, ingiusta, di tutta la barbarie fascista italiana nei Balcani, e più in generale dell’intreccio deleterio tra guerra capitalista spartitoria, nazionalismi speculari, e stalinismo, che aveva da tempo tradito e calpestato gli elementari principi di della Rivoluzione d’Ottobre.
La “vicenda delle Foibe” coinvolse questa reazione popolare alle atrocità dell’esercito fascista italiano, fermo restando che, se oltre ai criminali fascisti vi furono innocenti colpiti e balordi infiltrati, tali eccessi non appartengono ai valori Resistenza più avanzata, quella che nacque per costruire una società socialista, un mondo più giusto senza frontiere, dove tutti possono vivere in pace senza sciovinismi, nella libertà e nell’uguaglianza, italiani e slavi che sianmo.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – SEZIONE MOLISE

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