Sanità/Primiani (M5S): rete soccorso drammaticamente inadeguata

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Se non si vuole credere alle denunce che da mesi, se non da anni, il MoVimento 5 Stelle lancia sulla fragilità della rete del soccorso in Molise, basta leggere la cronaca di questi giorni per comprendere la drammaticità dell’attuale disorganizzazione sul territorio.
Una disorganizzazione per la quale sempre più spesso mancano le ambulanze perché quelle poche che ci sono, vengono utilizzate per il trasporto dei cittadini positivi al Coronavirus. Così accade che si verifica un incidente a Campomarino ma manca l’ambulanza di Termoli e bisogna attendere quella dalla provincia di Foggia. O capita che a Bojano si debba attendere il 118 da Campobasso oppure che a Pozzilli si debba aspettare l’ambulanza da Frosolone e ad Agnone quella di Trivento. Sono esempi di una rete dell’emergenza che lascia il campo all’improvvisazione quotidiana, una rete priva di programmazione, priva di indirizzo.
La prima responsabilità è quindi dell’Asrem: è infatti l’Asrem che deve spiegare ad esempio perché Termoli con 35000 abitanti sia servita da una sola ambulanza; è l’Asrem che deve spiegare perché in Molise le ambulanze restano poche anche ora che devono garantire il trasporto dei pazienti Covid ed è sempre l’Asrem che ha il dovere di trovare una soluzione adeguata a tutelare la salute di tutti i molisani, ovunque si trovino e nel più breve tempo possibile, perché di mezzo c’è la vita delle persone.
Ho intenzione di riportare la questione del 118 in Consiglio regionale perché anche le istituzioni hanno il dovere di muoversi per cambiare questo stato di cose. Non dimentichiamo, infatti, che l’attuale rete del soccorso risente della scelta politica di prevedere l’unico ospedale Covid regionale al Cardarelli di Campobasso. Una scelta sponsorizzata sia dal Dg Asrem Oreste Florenzano sia dal presidente Toma, contro la volontà di cittadini, sindaci, personale medico, sindacati, oltre che contro la volontà del MoVimento 5 Stelle.
Inoltre non è normale che a reggere tutto il sistema debbano essere solo le associazioni convenzionate con il 118, quindi sarebbe opportuno che anche le ambulanze degli ospedali siano utilizzate per il trasporto Covid. Siamo in un momento di assoluta difficoltà e serve un sistema sanitario che sappia utilizzare al meglio ogni risorsa per garantire risposte capillari e adeguate alla situazione.
Su questo piano credo sia anche ora di inquadrare a livello normativo gli autisti soccorritori che operano a 4 euro l’ora, senza assunzione e senza diritti pur garantendo un servizio essenziale. Io credo che la situazione di questi operatori meriti una legge regionale ad hoc che disciplini requisiti, formazione e compensi.

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