OSS, Infermieri e Medici precari in Molise, stabilizzazione subito. Il PCL sostiene la lotta dei precari della sanità Molise

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Oltre ovviamente a medici ed infermieri, anche gli Operatori Socio Sanitari (OSS) sono di essenziale importanza, soprattutto in questo periodo di Covid laddove le persone anziane e non autosufficienti, una volta ricoverate, non possono essere direttamente assistite sul posto da figli o parenti (peggio ancora gli anziani che non hanno più nessuno). 

Abbiamo tutti assistito alle denunce anche nel Molise dei casi strazianti di persone anziane abbandonate a se stesse che avevano gridato via telefono e video la propria condizione di  abbandono, nei casi più gravi purtroppo decedute.

Così come registriamo  ad esempio la segnalazione di un’anziana ultra-ottantenne al pronto soccorso di Isernia più o meno abbandonata per ore prima sulla panca dell’entrata esposta alla corrente dell’apri e chiudi della porta, poi su una barella, senza neanche un bicchiere d’acqua, che chiamava il figlio a in continuazione  con ansia e paura alle undici di sera, che era costretto lì fuori senza poter fare nulla atteso il divieto di entrare e di assistere la madre. Poi l’anziana si risolleva un po’ anche moralmente solo grazie ad una OSS che per puro caso si trova lì, e le trova una stanza decente dove appoggiarsi su un letto; ma poi più nessuno e di nuovo un travaglio.

Se l’umanità nello svolgimento del servizio sanitario dovrebbe essere una priorità, questi esempi purtroppo non sono isolati ma diffusi ancor di più nell’emergenza, tanto per far capire quanto sia importante assumere le OSS in modo stabile e ed in numero adeguato, onde garantire il minimo di assistenza ai ricoverati, soprattutto anziani e non autosufficienti, tanto più in tempi di Covid.

Invero i governi centrali e quello molisano  con i folli tagli antisociali hanno reso sotto organico medici, infermieri e OSS già in tempi normali.

Nondimeno per “fronteggiare” l’emergenza Covid con la legge di Bilancio 2021 sono stati erogati alla Regione Molise  cinque milioni e 645 mila euro, per l’ulteriore personale sanitario, onde assumere proprio OSS, infermieri e medici, utilizzando l’art.2 ter del Decreto “cura Italia”, come regolari dipendenti, sia pure con contratto a tempo determinato.   

Ed invece cosa hanno fatto ? Hanno scelto l’art.2 bis della stessa legge, assumendo “a partita IVA” per poche settimane a singhiozzo, cioè in una forma che di fatto discrimina e precarizza ancora di più, poiché priva questo personale dei diritti contrattuali di categoria.

Una scelta coerente la natura di classe delle destre padronali molisane  che reggono la Giunta Toma e dell’assessorato al Lavoro da sempre sciaguratamente in mano alla Lega iper liberista e nemica giurata dei lavoratori (al di là del desolante teatrino Marone-Calenda).

Di fronte a questa scelta socialmente vergognosa, la lacunosa “mozione consiliare” appare solo una “lavata di faccia” delle destre e delle minoranze di ogni colore,  che si conclude  con un patetico “impegnare Toma a verificare la possibilità di proroga e di stabilizzazione”  .  Ma quale verifica !

Si proceda e subito, visto che la stessa Legge di Bilancio ha prorogato al 31 dicembre 2021 la possibilità di assunzione con contratto di lavoro dipendente ex art.2 ter, e che sono perciò a disposizione  i fondi predetti !

E ricordiamo come questo personale precario ha svolto con sacrificio e bene la propria importante funzione durante il Covid, con gravi rischi, senza neanche avere diritti contrattuali della categoria. 

Il punto immediato vertenziale è che, se lor signori avessero scelto l’art.2 ter (cioè il contratto di lavoro dipendente) avrebbero potuto già immediatamente prorogare il rapporto sino a dicembre 2021; avendo fatto la sciagurata scelta della “partita IVA” ora hanno possibilità di proroga sino ad aprile 2021 (L.21/2021), per cui si rischia anche di rimanere senza queste unità.

 Pertanto, nell’immediato, diffidiamo la Giunta Regionale, la struttura commissariale, i vertici della ASREM ad:

  • Attivare immediatamente la procedura di assunzione con contratto di lavoro dipendente in base all’art.2 ter citato, mediante il prescritto bando  celere (nel quale deve essere inserita la valorizzazione del servizio svolto dai precari predetti presso la ASREM come prevede la predetta norma);
  • Attivare la ricognizione del personale sanitario precario che ha maturato il diritto alla stabilizzazione di all’art.20 D.Lgs 75/2017 (3 anni di servizio negli ultimi 8);
  • Procedere comunque alla proroga degli attuali rapporti anche ex art.2 bis sino alla loro trasformazione in lavoro dipendente per non interromperne l’impiego.

A questo obiettivo  immediato va però legata l’attivazione di una riorganizzazione del servizio sanitario molisano che preveda in modo stabile il personale dipendente (OSS, medici e infermieri) in numero sufficiente alle esigenze reali della prevenzione e della cura, visto che attualmente l’ASREM è sotto organico.

Vero che il governo centrale per favorire il grande capitale ha destinato solo delle briciole alla sanità, poiché a fronte di 209 miliardi di euro per il recovery fund  ne prevede solo 19 per la sanità, su un fabbisogno dichiarato di almeno 40 miliardi; ma i loro epigoni regionali del Molise hanno completato questo disastro sociale sulla pelle delle masse popolari molisane.

            Tutta la sinistra politica, sociale e sindacale molisana è dunque chiamata a sostenere questa vertenza in corso dei lavoratori precari della sanità, che è essenziale non solo per affermare il giusto diritto al lavoro, ma per garantire realmente il diritto alla salute.

Il PCL Molise unitamente al Coordinamento Molisano delle sinistre di opposizione (di cui fa pare con PCI, PMLI, LA Città Futura), la sosterrà su queste basi.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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