Ortis: aumentare i limiti dimensionali delle imprese artigiane

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Superare i parametri della normativa vigente sull’artigianato e aumentare così i limiti
dimensionali delle imprese artigiane.
Questo lo spirito del Disegno di legge che vede come primo firmatario il portavoce al
Senato del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Ortis, di recente depositato a Palazzo
Madama.
Una proposta snella, quella del senatore penstasellato, che in un solo articolo mira a
modificare il criterio previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera a), della Legge quadro
sull’artigianato n. 443 del 1985, al fine di aumentare i limiti dimensionali attualmente
previsti, nell’ottica di garantire la permanenza della qualifica di impresa artigiana,
nonché il mantenimento dei requisiti sostanziali ed essenziali dello status agevolativo.

“Il settore dell’artigianato – spiega Ortis – rappresenta una straordinaria e soprattutto
peculiare ricchezza del nostro Paese, nel quale convivono realtà profondamente
differenti tra loro, tutte accomunate però dalla conclamata competenza tecnica e dalla
riconosciuta qualità dei prodotti. Una ricchezza, negli ultimi anni, sempre più insidiata
dal mutato e mutevole scenario economico, nazionale e globale, che costringe le
piccole e medie imprese a variare tempestivamente la produzione per seguire i
movimenti del mercato. Di qui la necessità, per le imprese, di poter aumentare la
presenza di artigiani nell’organico: figure altamente qualificate e capaci di agire con
flessibilità, in grado di consentire all’azienda di cambiare e rimodulare i prodotti con
facilità”.

“La legge in vigore – continua l’esponente pentastellato – stabilisce che l’impresa
artigiana può essere condotta con prestazione d’opera di personale diretto e guidato
dall’imprenditore, purché non siano superati determinati limiti dimensionali, che
appaiono oggi più che mai eccessivamente rigidi, oltre i quali la legge pone una
presunzione di totale carenza del requisito della natura artigiana dell’impresa. La
conseguenza è la sicura perdita della qualifica di impresa artigiana e, quindi,
dell’intero corpus di agevolazioni e benefici previsti per il settore. A cascata, si viene
così a determinare un contestuale e considerevole aumento dei costi, tali da
costringere l’azienda a lavorazioni di qualità certamente inferiore; oppure, da portare
l’imprenditore a non assumere altro personale, perdendo, conseguentemente,
capacità competitiva”.
“Con la mia proposta – ancora il senatore – si punta a superare i limiti dimensionali
attualmente fissati, garantendo sia la permanenza della qualifica di impresa artigiana
che il mantenimento dei requisiti sostanziali ed essenziali dello status agevolativo. In
più – conclude – si creerebbe un naturale incremento dei livelli di occupazione e,
quindi, lo sviluppo dell’impresa artigiana nel suo complesso”.

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