L’Impresa è il pilastro, lo Stato la sua stampella, il Governo non accetti il Piano Colao

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Era francamente difficile immaginare un piano cosi desolante come quello presentato da Colao. Le 21 slide di cui si compone colpiscono soprattutto per l’assenza di un’idea portante, capace di tenerle insieme, che non sia il logoro canovaccio di ciò che è già stato e che si vuole continuare a fare esistere. Proprio in una situazione come l’attuale vi sarebbe bisogno di un indirizzo chiaro.

Vittorio Colao è stato voluto fortemente dalla Confindustria a capo della task force che ha stilato il piano per il rilancio dell’Italia dopo l’epidemia di nuova Sars – Cov2 che ci ha colpiti. Chiaramente la task force guidato dall’ uomo della Confindustria ha presentato un piano di 121 pagine favorevole alla grande industria con proposte che se attuate smantelleranno: la Scuola Pubblica; il codice degli appalti; solo per fare qualche esempio.

Il mezzogiorno d’Italia viene messo ancora di più ai margini e non esiste un piano per l’edilizia residenziale pubblica a fronde di una industrializzazione della scuola pubblica, forse il piano peggiore del documento Colao. Nel punto della società “più inclusiva ed equa” si pensa di moltiplicare glia asili nido per coprire le esigenze “del 60% dei bambini” in 3 anni, niente di clamoroso, ma un intervento decisivo per l’universalizzazione dello stato sociale e del reddito è fuori da questo orizzonte. Piano Colao ancora:
· incredibile ma vero sull’agricoltura neanche una parola;
· rinviare il pagamento dell’imposte sui redditi di giugno-luglio;
· no responsabilità penale del datore di lavoro;
· aumento costo del lavoro e defiscalizzazione.

Per quanto riguarda – si osserva nella relazione – l’aumento del costo del lavoro per le misure organizzative, o recupero di produzione, si tratterebbe di introdurre una defiscalizzazione temporanea delle maggiorazioni, previste dai contratti collettivi, per indennità di turni aggiuntivi e lavoro festivo o notturno, introdotte per adottare i protocolli di sicurezza e attuare il distanziamento. Così come anche per quegli straordinari richiesti per recuperare la produzione persa in questi mesi di blocco”.

Per questa misura di introdurre la defiscalizzazione su alcune forme di retribuzioni, niente di nuovo sotto al sole in quanto si tratta di misure già adottate negli anni scorsi. Siamo fortemente contrari a queste misure di defiscalizzazione di alcuni istituti contrattuali in quanto sono misure solo e soltanto a favore della Grande Industria e a totale discapito dei lavoratori che percepiranno sempre di più delle pensioni da fame con il calcolo delle pensioni con il sistema contributivo e per cui meno contributi si verseranno e meno pensioni si percepiranno a fronte dei Grandi Padroni che sempre più si arricchiranno .

Il piano di Vittorio Colao prevede anche lo smantellamento del codice degli appalti (codice) voluto fortemente anche dai sindacati di categoria degli edili. Lo smantellamento del codice degli appalti vuole significare anche che questo nostro paese deve essere sempre in stato di emergenza permanente con la nomina di commissari straordinari per costruire qualunque cosa. Lo smantellamento del codice degli appalti, con la proclamazione dello stato di emergenza permanente, voluta chiaramente dai Grandi Costruttori Edili che vogliono vedersi assegnare le grandi opere senza gare di appalto come per esempio in occasione della ricostruzione dopo devastanti calamità naturali e come per il metodo Genova (come lo chiamano) per la ricostruzione del Ponte Morandi. Diciamo no allo smantellamento del codice degli appalti perché porterebbe a infiltrazione della malavita organizzata negli appalti, porterebbe a concessioni di sub appalti senza regole a totale discapito dei lavoratori, della sicurezza sul lavoro in un settore fracassato dagli infortuni più delle volte mortali.

Questo sono alcune cose del piano i Vittorio Colao super negative: per i lavoratori; per gli studenti; per gli Insegnanti, per i meno abbienti in generale.

Piano Colao super favorevole alla ” grande Industria, grande capitale, grandi costruttori edili”

Piano Colao da respingere totalmente e anche le OO. SS. dei lavoratori si dovrebbero organizzare sul territorio e nel paese per costringere il Governo a non accettare il piano Colao.

Pasquale Sisto – Segretario Regionale PRC – SE

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