Le pari opportunità: verso l’ultimo canto del cigno o come l’araba fenice?

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Il 2019 è stato e sarà un anno importante, infatti ricorrono due anniversari che sono stati decisivi per le politiche delle donne: il 25° anniversario dal Programma d’azione della Conferenza su Popolazione e Sviluppo del Cairo (1994) e il quinquennio dall’Agenda globale dello sviluppo sostenibile lanciata dall’ONU nel 2015 con i suoi 17 obiettivi.

Così come lo sarà il 2020, anno in cui ricorre il 25° anniversario dalla Conferenza e dalla Piattaforma d’Azione di Pechino (1995), tappa fondamentale per i diritti delle donne.

Esordisce così nella sua nota la Consigliera di Parità della Provincia di Campobasso Giuditta Lembo – ” Queste Conferenze e queste azioni hanno cambiato il paradigma nell’attuare i diritti e la libertà di scelta delle donne. Guardando agli ultimi 50 anni molti notevoli progressi sono stati promossi dai governi nazionali, europei, società civile ed organismi internazionali, tuttavia restano ancora molti problemi, mentre incede una lenta erosione dei diritti che sembravano acquisiti.

Le libertà personali e collettive, l’uguaglianza, la non discriminazione, ottenuti con anni di dure lotte sociali e politiche sono princìpi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione dai quali non si può arretrare di un solo passo. La libertà, l’autonomia, la scolarizzazione, la salute e il lavoro delle donne sono essenziali alla democrazia e alla convivenza civile in tutto il mondo. Purtroppo, come confermato da più parti, se da un lato sono state approvate leggi e interventi indirizzati a tutelare la dignità e i diritti delle donne, dall’altro paradossalmente si sta assistendo ad un periodo buio ed oscurantista che mai avremmo pensato di dover rivivere che depotenzia gli organismi di parità con tagli di risorse, che depaupera le pari opportunità ormai prive di ministero, le quali, nonostante le numerose raccomandazioni e agende internazionali, non vengono neppure adeguatamente proposte e tradotte in azioni incisive e declinate correttamente affinchè si possa dire che anche nel nostro Paese si sono sfruttati al massimo i progressi compiuti sino ad oggi per andare incontro ad un futuro migliore per tutte e tutti.

Allora sarebbe auspicabile un’alleanza trasversale tra donne, superando gli steccati e le soggettività identitarie per dischiudere nuove opportunità e possibilità, con la speranza che le donne antepongano sempre la loro identità di genere prima di qualsiasi altra appartenenza. E’ una battaglia che si vince solo se unite: donne dei movimenti, delle associazioni, degli ordini professionali, del sindacato, delle imprese, del commercio e artigianato, del mondo agricolo, della scuola e dell’Università, un variegato mondo unito però da una chiara e ferma necessità ossia quella di fermare questa deriva antidemocratica già in atto nel nostro Paese e in tante parti del mondo. Le donne possono e devono portare uno sguardo diverso e la forza delle donne può essere la vera leva per sovvertire questo senso di marcia. D’altronde la storia, ci insegna che nei periodi più oscuri e minacciosi sono spesso le donne a prendere in mano la situazione e a scendere in piazza, a opporsi a regimi dittatoriali, a lottare per i loro diritti e per quelli del proprio Paese.

Gli Stati Generali delle donne hanno costruito e stanno potenziando una rete che già per i prossimi mesi ha una agenda piena di appuntamenti e sarà reattiva, coesa e organizzata e che ci troverà pronte nei prossimi mesi dove ci aspettano due appuntamenti importanti : il 12-14 novembre il summit di Nairobi (in occasione del 25° anniversario del Programma di Azione della Conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo) e Pechino 2020 (in occasione del 25° anniversario della Conferenza e della Piattaforma di azione di Pechino) e che per l’occasione vedrà anche il Molise protagonista di nuove iniziative. E nell’augurio che anche le donne e gli uomini della nostra regione possano condividere tali iniziative, voglio condividere e riportare le seguenti parole della filosofa Rosangela Pesenti: “(…) Quando le donne rinunciano a pensare alla propria esistenza libera come luogo di costruzione di un processo pacifico di giustizia sociale, di pari opportunità per le generazioni successive (e non solo per i propri bambini e bambine), quando si chiudono dentro le piccole strategie di conquista del proprio microterritorio, (che sia una casa o una carriera), il patriarcato vince su tutte e i diritti vengono corrosi ad ogni livello. Dovremmo ricordare che il patriarcato è una struttura mentale, oltre che sociale, molto antica, sostenuta dalle religioni e dai vari sistemi di potere, trasmessa dal conformismo educativo di genere, amplificato oggi dalla pubblicità e dai media (…)”.

E’il momento di agire conclude la Lembo -piuttosto che continuare a credere e sperare che prima o poi troveremo qualcuno che lo faccia per noi!

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