FISMU/ contro carenza di medici stabilizzare i 10mila “camici grigi” precari

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“Più borse di studio di specializzazione ma anche stabilizzazione per i 10mila medici precari”. Lo chiede Federazione italiana sindacale medici uniti (Fismu) che vede “qualche luce ma ancora troppe ombre, sull’iniziativa del Governo per contrastare la strutturale carenza di medici
del Servizio sanitario nazionale”, scrive la Fismu in una nota in cui si rivolge al ministro della Salute, Roberto Speranza per chiedere di rafforzare le politiche dell’Esecutivo Conte sul tema.

“Quest’anno – dice Dario Calì, il coordinatore dell’area dei precari di Fismu- il governo ha stanziato fondi per un cospicuo aumento delle borse di studio per le scuole di specializzazione, ma allo stesso tempo ha stanziato altrettante risorse per avere più accessi alla facoltà di medicina, rendendo così quasi nullo, in prospettiva, l’aumento dei posti per le specialità. Sembra un paradosso, quasi una presa in giro”. “Eppure – sottolinea Ernesto La Vecchia segretario FISMU Molise ( nella foto) – basterebbe che i colleghi esclusi per effetto dell’imbuto formativo
potessero accedere alla formazione e quindi al mondo del lavoro per appianare l’esigenza di medici.

Da anni chiediamo la stabilizzazione degli oltre 10000 precari già operanti nella nostra sanità.
“Lo stesso governo – aggiunge il dirigente Fismu Molisano – ha anche stanziato oltre 350 milioni per l’acquisto di apparecchiature diagnostiche per i medici di medicina generale. Ma ci chiediamo: con queste misure, nel futuro, chi potrà usare queste apparecchiature se mancheranno i medici? Se non si ripensa seriamente a un cospicuo finanziamento delle borse di studio tra pochi anni non avremo più abbastanza medici di famiglia e specialisti per rispondere alla domanda di salute di un Paese che continua ad invecchiare e a vedere in aumento soprattutto quelle patologie croniche che necessitano di assistenza continua”.


Si inizi a programmare una politica sanitaria che miri al futuro di questo Paese, investendo i fondi dove servono davvero e garantendo la giusta assistenza sanitaria a tutti i cittadini e su tutto il territorio nazionale. Per questa ragione abbiamo già avanzato diverse proposte e in varie occasioni: finanziamento di nuove borse, percorsi alternativi alle borse universitarie con la formazione lavoro negli ospedali, assunzione diretta dei precari nella medicina territoriale, che rischia di essere completamente cancellata. Tutte iniziative che potrebbero essere attuate in breve tempo con un tavolo di confronto e che risolverebbero immediatamente il problema dell’imbuto formativo e della carenza di medici” .

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