Comitato ex lavoratori Zuccherificio/ Perchè la Regione non ha vigilato su uno sperpero così consistente di denaro pubblico?

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Proprio in questi giorni sarebbe terminata la campagna saccarifera, ma ormai è acqua passata. Però è necessario dire qualcosa su quello che accadeva dal mese di luglio in poi. Tra noi forza motrice e i colletti bianchi, eravamo un centinaio di dipendenti fissi. Ma nel periodo di campagna si arrivava a quasi 300/400 persone raccomandate da tutte le forze politiche regionali e non. Una spesa di stipendi enorme, ma diciamo questo perché il nostro sito non era considerato per aiutare il sociale, ma era fonte di voti, cari molisani. Basti pensare che per fare la campagna erano più che sufficienti 70/80 fissi che dirigevano le macchine automatiche, mentre per la lavorazione erano sufficienti un centinaio di sensibili che da anni partecipavano in quanto conoscevano le macchine.

Quindi, tutte spese in più per il bilancio aziendale, per non parlare di ditte esterne amiche degli amici che superavano, non si sa che numero di persone, e addirittura un imprenditore ne aveva due con nome diverso. Molte volte le Rsu hanno posto il problema a chi di dovere ma… nulla è successo! Tutto questo è durato fino a quando c’era l’amministrazione Tesi.

Questa, però, è solo una piccola goccia nell’oceano. Il grande arrivava quando si dove fare l’ampliamento per essere competitivi con altri zuccherifici. Alla regione arrivavano progetti e macchine d’acquistare nuove e la commissione dava l’ok. Ma tutte queste macchine venivano prese da zuccherifici in via di smantellamento, alcuni da Policoro, come una turbina forse della prima guerra mondiale, un forno calce e una diffusione chiamata Rti a ciclo continuo, presi con pochi soldi, alla fine del montaggio e passati i collaudi con qualche… la regione pagava il progetto e l’acquisto dei nuovi macchinari. La storia si ripeteva ogni volta che si doveva fare un ampliamento, fino ad arrivare 2008, quando il privato dichiara un debito di 40 milioni di euro. Se ci fosse stato, a nostro avviso, il controllo del maggiore azionista, forse non si sarebbe arrivati a tanto. E che altro dobbiamo dire… dei macchinari comprati a Linares, in Spagna, costati solo di trasporto 800mila euro? Milioni di euro lasciati marcire, più il costo della manodopera, venuta da fuori, per costruire le infrastrutture che avrebbero dovuto sorreggere quegli impianti. 3 milioni e 200mila euro per un impianto con lo scarico a terra al ricevimento bietole, mai andato in funzione, perché non conforme.

Lo zucchero sparito nel nulla. E per coprirsi le spalle, la dirigenza, ha dato la colpa agli operai di una ditta esterna, che materialmente, confezionava questo zucchero in sacconi. Invece i conteggi erano esatti, bastava fare la somma del tonnellaggio del prodotto scaricato dalla fabbrica e si vedeva che l’ammanco c’era.

Questo è il forte dubbio: Come mai la Regione non ha vigilato su uno sperpero così consistente di denaro pubblico? Parliamo di milioni e milioni di euro buttati per impianti già obsoleti e mai entrati in funzione o di ammanchi sostanziosi sul prodotto finito, mai denunciati. Mai un’interrogazione al governo regionale. Ricordiamoci che il nostro datore di lavoro, era la Regione stessa. Primo maggiore azionista di Zumoli, poi unica proprietaria.
Comitato ex lavoratori dello Zuccherificio del Molise

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