AAA…cercasi identità politica, sempre che esista!

Anche questa mattina, sfogliando i giornali o leggendo i siti della stampa locale, ci corre l’obbligo di riproporre alcune considerazioni esternate già qualche tempo fa in merito ai cosiddetti “cambi di casacca” che mettono fortemente in dubbio la fede politica, qualora ne esistesse ancora una. Lo facciamo con la speranza che qualche cosa si smuova, anche se siamo sicuri che l’opportunismo ancora una volta ha fatto da padrone, leggasi la composizione delle liste in corsa per le prossime elezioni regionali del 22 aprile, caratterizzate da un travaso di persone da sinistra a destra e in misura minore da destra a sinistra. Chissà quante volte sfogliando i quotidiani o navigando su internet, sarà capitato di leggere, anche se per pura curiosità, gli inserti, non solo economici, pubblicati sulle ultime pagine. Annunci particolarmente curiosi perché mettono in vetrina e di conseguenza in offerta, oggetti o servizi che spaziano dal lavoro, all’edilizia, dal collezionismo, al matrimoniale e non ultimo all’hard sempre più crescente, sempre più pressante, ma questo è altro argomento. Dicevamo, chissà quante volte si è focalizzata l’attenzione su di un particolare prodotto o servizio il quale, nella maggior parte delle volte, maschera carenze altrimenti non sarebbe messo in piazza con tanta enfasi. Tuttavia, c’è, un settore che non occupa la parte finale della stampa in generale, perché è fin troppo presente sulle prime pagine, ci riferiamo a quello politico che ha caratteristiche insolite, cioè l’eterna ricerca della “fede politica e il moto perpetuo”, ci scusiamo con gli studiosi della fisica, tanto da far registrare specialmente nei periodi caldi come quello che stiamo vivendo interesse, anche se sarebbe meglio il contrario: disinteresse. Un settore che suscita curiosità senza sapere che dietro l’annuncio si cela qualcosa che non va perché quello che si propaganda e si vuole far passare per “unico” è difettato sotto tutti i punti di vista. Un settore che, alla luce della “transumanza” di personaggi più o meno noti di cui non comprenderemo mai la ratio, lascia sconcertati e sotto molti aspetti disorientati. Scelte fatte con la tecnica del “salto della quaglia” che non è una disciplina sportiva, ma è la prova provata che si è “giunti alla stagion dei fichi” come direbbero gli arguti toscani, visto che il tosco fino a qualche mese fa è andato di moda. Scelte che, a nostro modesto giudizio di uomini della strada, si possono inserire nel catalogo degli “inutili” e non in quello degli “introvabili” che il postino appone nelle cassette che sono fuori dai portoni dei condomini. Scelte e argomentazioni che non attraggono perché “inservibili” che Guido Gozzano definirebbe “di pessimo gusto”. Scelte e argomentazioni che costringono a non comprare più i giornali se non addirittura a spegnere i televisori o internet perché i “proclami” non interessano nessuno tanto meno i molisani non avvezzi “all’mbicc e m’bafamiell” che distruggono gli ideali della politica, quella con la “P” maiuscola che, purtroppo, anche nel Molise, ha assunto connotati diversi. Scusate la crudezza dell’articolo ma quando ce vò, ce vò.

di Massimo Dalla Torre

 

 

 

 

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