World Press Freedom Day: giornalisti minacciati, si restringe la libertà di stampa

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Il rapporto Unesco sulla situazione dei media, alla vigilia della Giornata mondiale. Aumentano i reporter uccisi, si espandono l’accesso alle informazioni ma anche le minacce del potere. Ad Accra la conferenza internazionale, campagna di decine di testate in difesa del pluralismo

di RAFFAELLA MENICHINI www.repubblica.it

Si celebra il 3 maggio il World Press Freedom Day, la giornata internazionale della libertà di stampa patrocinata dall’Unesco. Quest’anno alle celebrazioni per la giornata e alla presentazione dell’ultimo rapporto dell’organizzazione Onu a proposito di libertà di stampa si accompagna anche una campagna di sensibilizzazione cui hanno aderito alcune delle maggiori testate internazionali, tra cui Repubblica per l’Italia, sul tema “Leggi di più, ascolta di più, capisci di più”: un invito ai cittadini a informarsi il più possibile, diversificando le fonti, incrociando, verificando.

Mai come quest’anno la libera stampa è stata sotto il tiro incrociato di avversari di diversa natura. Il rapporto dell’Unesco World Trends in Freedom of Expression – che copre il quinquiennio 2012-2017 – individua quattro aree critiche: libertà, pluralismo, indipendenza e sicurezza. Con alcune note positive, come l’aumento dell’accesso all’informazione – sempre più paesi (da 90 nel 2011 a 112 nel 2016, soprattutto nell’Asia del Pacifico e in Africa) hanno adottato leggi sulla libertà di stampa. O la rapida crescita di quanti hanno accesso a Internet e dunque alle informazioni online: quasi la metà della popolazione mondiale (48% nel 2017). Ma parallelamente sono cresciute le minacce e le restrizioni. Sono stati ben 56 i casi di totale blocco di internet nel 2016 (furono 18 nel 2015). Con l’espandersi delle piattaforme transnazionali (come Facebook) si mette in evidenza il rischio delle “bolle informative”, ma anche la tendenza crescente agli attacchi di governi populisti contro il “cane da guardia” del giornalismo e il conseguente trend di sfiducia nella credibilità dei media. Un focus viene dedicato anche alle donne nell’informazione: sono 1 su 4 nei vertici dei media, 1 su 3 tra i reporter, 1 su 5 tra gli esperti intervistati.

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