” Parkinzone”: con il Neuromed al fianco dei malati di Parkinson

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Lezione conclusiva di un intero anno di lavoro dell’Associazione ParkinZone Onlus che, in collaborazione con l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed, sostiene i pazienti. Ieri nella sala del ristorante Anphitryon di Venafro i pazienti affetti da Malattia di Parkinson hanno mostrato le attività svolte nel corso della stagione 2013-2014 ed i risultati raggiunti nella gestione della malattia tramite la danza, la recitazione, la musicoterapia. L’obiettivo: prendersi cura oltre che dei sintomi motori del Parkinson quali il tremore, il rallentamento, la rigidità, anche dei sintomi non motori come la depressione, l’apatia, l’anedonia (l’incapacità di trarre soddisfazione da attività piacevoli) spesso trascurati.
“Le nuove frontiere della ricerca sulla Malattia di Parkinson sono state aperte dagli studi sulla genetica che hanno consentito di verificare delle mutazioni riconosciute come essere causa della Malattia stessa e dei parkinsonismi. – afferma il dottor Nicola Modugno, Neurologo dell’IRCCS Neuromed e Presidente dell’Associazione ParkinZone –  In futuro potremo avere tante nuove informazioni sulla malattia proprio dagli studi di genetica. Ma un campo estremamente interessante è quello della fenomenologia dei sintomi che la malattia causa, la cosiddetta sintomatologia non motoria o associata. Studi dimostrano che, – precisa il dottor Modugno – in associazione ai disturbi del movimento che determinano la malattia di Parkinson quali il tremore, la lentezza, la rigidità, le instabilità posturali ed i disturbi del cammino, esiste una serie di sintomi che interessano domini specifici del dolore, disturbi  del sonno e dell’umore come l’ansia e la depressione e disturbi psichici in generale, tutti connessi alla malattia. Possono inoltre essere presenti disturbi del sistema nervoso ‘simpatico’ collegato al controllo dei visceri interni. In sostanza si è arrivati a capire che numerosi sono i fenomeni associati all’evoluzione della malattia neurodegenerativa che ne complicano il management. Abbiamo poche armi farmacologiche per la gestione della sintomatologia associata e non motoria, dunque è importante stabilire delle strategie di natura complementare come il teatro , la musica, la danza – da illustrate e condividere con il paziente – che consentono di migliorare le condizioni dei malati al fine di superare i limiti e l’isolamento causati dalla malattia di Parkinson”.
Un’attività portata avanti da un gruppo altamente specializzato di medici, fisioterapisti, neurologi, attori, che pone il paziente in un ambiente familiare all’interno del quale condivide il suo problema con gli altri grazie al dialogo e al lavoro di gruppo. Le tecniche utilizzate permettono di migliorare quei meccanismi motori e non motori resi deficitari dal Parkinson come l’espressione, la voce, l’equilibrio,  che la tradizionale fisioterapia o terapia farmacologica non riescono a compensare del tutto.

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