Comune di Isernia, i consiglieri di maggioranza lasciano l’aula dopo l’azzeramento delle deleghe

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Dopo che il sindaco di Isernia, nel corso della seduta consiliare di oggi pomeriggio, ha revocato tutte le deleghe in atto agli assessori e ai consi­ glieri comunali, Davide Avicolli, capogruppo di ‘Isernia di Tutti’, ha preso la parola in aula per leggere un documento firmato da egli stesso e da altri nove consiglieri di maggioranza. Questo il contenuto del do­ cumento:

” La nostra presenza è dovuta soltanto al rispetto istituzionale per questo luogo e per la carica che ricopriamo e per questo vogliamo rendere conto in questa sede, al cospetto della cittadinanza, dei motivi della nostra scelta di oggi.  La nostra posizione critica non è dovuta a disinteresse verso temi evi­ dentemente importanti né tanto meno alla rivendicazione di ruoli o incari­ chi politici in giunta o altrove. Abbiamo sempre ritenuto che la Giunta sia uno strumento e non un fine; uno strumento di governo della nostra città, uno strumento di cambiamento, un servizio per la collettività e non un fine per raggiungere obiettivi politici personali. Il nostro malcontento e la no­ stra delusione sono di natura prettamente amministrativa, riguardano il modo in cui questo esecutivo sta governando la città e affondano le loro radici in alcune scelte che riteniamo spesso sbagliate dal punto di vista metodologico e talvolta persino nel merito. Ogni intervento su ‘temi e luo­ ghi sensibili’ dovrebbe avvenire sempre con la massima delicatezza, con­ divisione e partecipazione, perché la condivisione è un valore aggiunto che garantisce il successo dell’opera una volta realizzata. L’esecutivo dovrebbe raccordarsi puntualmente con gli altri organi istituzionali nei processi deci­ sionali che culminano in queste scelte strategiche ristabilendo i rispettivi ruoli e ricercando gli strumenti di partecipazione democratica per la citta­ dinanza.
Senza entrare nel merito delle questioni all’ordine del giorno, riteniamo che l’attenzione vada posta sull’aspetto procedurale delle decisioni prese o da prendere e sulla reale capacità di incidere sulle sfide del presente pro­ grammando quelle future. Le criticità strutturali riguardanti il tema del personale sono evidenti e note da tempo. I dipendenti rivendicano una maggiore trasparenza ed equità nelle scelte, segnalano una situazione di crescente conflittualità, incertezza organizzativa e decisionale. Tutto ciò andrebbe a scapito dei principi di efficienza, efficacia ed economicità che dovrebbero caratterizzare una pubblica amministrazione costituzional­ mente orientata. Anche la gestione del delicato tema dell’università non ha brillato per visione prospettica, le scelte di questo esecutivo riguardanti spostamenti reali o presunti sia di Unimol che de La Sapienza non sono state condivise né con il Consiglio Comunale né tanto meno con la cittadi­ nanza.
Prendiamo, pertanto, le distanze da ogni decisione calata dall’alto e che non sia rispettosa del ruolo istituzionale e delle procedure democratiche richieste. Ci sembra oggi doveroso segnalare il pericolo incombente, su questa gestione politico-amministrativa, che può derivare dal sovverti­mento del normale rapporto tra il Consiglio e la Giunta. L’organo esecutivo troppo spesso ha tentato di orientare il Consiglio mettendolo davanti a de­cisioni già prese, esautorando di fatto il suo ruolo di organo supremo di indirizzo e di controllo. Un Consiglio Comunale è tale soltanto se viene messo in condizione di esercitare pienamente questo ruolo centrale nella dialettica democratica cittadina.  Assenza di programmazione strategica, di discontinuità con le scelte e i metodi passati, di trasparenza e di coinvolgimento nelle procedure, stanno rallentando pericolosamente questa macchina amministrativa. Tutto ciò ri­ schia di determinarne un immobilismo che va scongiurato al più presto per evitare che possa degenerare in una vera e propria paralisi ammini­ strativa. Incapacità di ascolto e scarsa propensione al dialogo nei confronti di Consiglio, Commissioni, personale e opinione pubblica, stanno rappre­sentando il principale limite di questo esecutivo, vero comundenomina­ tore delle critiche che oggi riceve.  La cittadinanza sta mostrando quotidianamente grande sensibilità e partecipazione, sentimenti questi che, oltre a meritare rispetto e atten­ zione, devono essere per noi motivo di una riflessione profonda e di un’azione decisa e responsabile.
Questo documento vuole rappresentare un tentativo di rilancio dell’azione amministrativa che può avvenire soltanto attraverso una pro­ fonda rivisitazione di un ‘modus operandi’ che sta mettendo seriamente in discussione il legame fiduciario con i consiglieri comunali e con la cittadi­ nanza stessa. Da questo momento ci porremo in una posizione di critica costruttiva, valutando di volta in volta le scelte da fare e le risposte che verranno for­nite davanti alle domande di cambiamento e di partecipazione che emer­gono con forza da questo Consiglio e da questa città.
Siamo consapevoli del fatto che la nostra presa di posizione oggi non potrà essere da sola risolutiva, ma siamo altrettanto convinti che debba rappresentare un segnale forte per questo esecutivo e un’apertura im­portante di dialogo con i nostri concittadini. Un impegno preso non resta mai fine a se stesso, ma è giusto e doveroso che comporti delle precise responsabilità politiche di tutti noi, nei confronti della città di Isernia. Per le ragioni finora esposte, pur riconoscendo l’importanza dei temi all’ordine del giorno e la sensibilità di chi li ha posti all’attenzione di quest’aula, riteniamo necessario non partecipare al dibattito che seguirà.

I consiglieri comunali: Avicolli Davide, Bontempo Ovidio, Dall’Olio Linda, Di Baggio Domenico, Di Placido Ilario, Galasso Andrea, Mezzanotte Pal­ lotta Michele, Monaco Benedetta, Pietrangelo Cesare, Scarabeo Francesca.

A.C.

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