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Mezzogiorno, Fitto: “Da Piano Mattei a Zes strategia che guarda ai prossimi decenni”

(Adnkronos) – "Dal Piano Mattei alla Zes unica, alla revisione del Pnrr, c'è una strategia che come governo abbiamo messo in campo e che guarda ai prossimi anni e ai prossimi decenni e non solo ai prossimi giorni, come è accaduto in passato". Lo ha detto il ministro Raffaele Fitto intervenendo all'incontro 'Zes unica' organizzato dalla Fondazione Magna Grecia a Palermo. "Le proposte di riperimetrazione delle vecchie 8 Zes andavano in direzioni discutibili". Ha sottolineato.   "La Zes unica rappresenta una grande opportunità per un territorio molto ampio", ha aggiunto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Biennale Arte, a Venezia dalla Russia miliardari, collezionisti e turisti

(Adnkronos) – Artisti, certo. Ma anche miliardari, collezionisti e curatori. Il Padiglione della Russia ai Giardini della Biennale è stato ceduto alla Bolivia, ma il mondo russo che gravita intorno all'arte, e al mondo degli affari, era ben rappresentato a Venezia nei giorni dell'inaugurazione della 60/a Esposizione Internazionale. Quasi come se nulla fosse.  Lo yacht Odessa II del magnate Len Blavatnik – ex socio del colosso del petrolio Tnk-Bp acquisito da Rosneft, ora patron di Warner Music Group con la sua Access Industries, da tempo trasferito in Gran Bretagna, poi negli Stati Uniti – è rimasto attraccato quasi tutta la scorsa settimana alle Zattere, a pochi passi alla sede veneziana della Fondazione V-A-C finanziata da Leonid Mikhelson, patron di Novatek, importante gruppo russo del settore del gas, spazio e chiuso dall'inizio della guerra contro l'Ucraina.  La collezionista Inna Bazhenova, imprenditrice con interessi nel settore del gas e del petrolio, dopo il trasferimento, all'inizio degli anni Novanta, di tecnologie dall'aeronautica al settore dell'estrazione, ha lanciato la piattaforma per l'arte digitale Taex alla Scoletta dei Battioro e Tiraoro a Campo San Stae, sul Canal Grande. Fra i numerosi ospiti russi dell'inaugurazione della mostra "Scoletta dell'arte: Digital Reform", Olga Sviblova, direttrice del Museo per l'arte multimediale di Mosca Mamm, appena riaperto dopo una lunga ristrutturazione.  E due degli artisti del collettivo AES+F di cui sono collezionisti sia Blavatnik che l'imprenditore dell'IT, Aleksandr Popov, ancora residente a Mosca e anche lui avvistato a Venezia in questi giorni. Nel 2007 la loro opera "Last Riot" era stata scelta per il Padiglione della Russia per la Biennale. Il giorno dell'inizio dell'invasione contro l'Ucraina, AES+F aveva aggiunto uno sfondo nero all'account Instagram, firmato una petizione contro la guerra, "e iniziato a tacere". "Non un silenzio di conformismo o accordo. Ma di shock e impotenza", avevano scritto gli artisti in un comunicato da Berlino, dove risiedono. Ha partecipato all'inaugurazione della prima iniziativa di Taex, anche Daria Pushkova, direttrice del Centro russo di scienza e cultura di Roma.  Champagne e chiacchiere. Opere digitali di sei artisti contemporanei e di altrettanti 'classici', inclusi Théodore Géricault e Kazimir Malevich, disegni e dipinti dalla collezione privata della mecenate originaria di Nizhi Novgorod, che da tempo si è trasferita a Monte Carlo con il marito Dmitry Samorukov, e lo scorso autunno ha ceduto Art Newspaper, che aveva acquistato nel 2014, al gruppo AMTD di Hong Kong. "Digital Art Makes History Too" e Come and Play with Us" le scritte al neon montate sulla facciata del Palazzo costruito a inizio Settecento.  Il futuro? "Impossibile fare previsioni". "Ma io a Mosca ci sono nata e non me ne vado", il commento di una delle invitate. "Ieri ci siamo rincontrati dopo due anni, contenti di rivederci e di essere a Venezia – spiega parlando all'Adnkronos un'altra delle personalità presenti – Ma il nostro mondo dell'arte contemporanea, non è lo stesso di prima, anche se Mosca pullula di mostre e iniziative". I contributi pubblici dello Stato caduti a pioggia sulla società in questi anni di guerra devono aver interessato anche il settore dell'arte. Ritorno a un principio di realtà il giorno dopo alla Galleria itinerArte di Dorsoduro, dove Andrey Bilzho artista, autore e illustratore molto noto nel suo Paese per il personaggio di Petrovich, ha aperto la mostra "oddlander", scarpe d'oro ai piedi delle sedie, un letto da bambino con una bandiera da cerimonia sovietica come coperta, tavolini laccati con tecniche tradizionali russe, personaggi animali e tanti disegni alle pareti, molti dei quali sulla guerra e la repressione in Russia.  "Questo è il mio universo. L'ho trasferito qui", spiega all'Adnkronos l'artista, "nato tre mesi dopo la morte di Stalin in una famiglia di nemici del popolo" e che, dall'inizio dell'invasione, si è trasferito stabilmente a Venezia, dove vive con un visto da rinnovare ogni anno che non gli consente di lavorare e una casa come la sua mostra. Psichiatra prima di dedicarsi completamente al disegno, nei giorni successivi al 24 febbraio del 2024 ha ascoltato al telefono, cercando di contenerli, i traumi dei suoi contatti ucraini. Quasi tutti i suoi ospiti hanno lasciato la Russia, come lui. Incluso Marat Gelman, agente straniero dal 2021 e nell'elenco delle persone ricercate in Russia dall'anno successivo, già consulente politico del Cremlino e direttore del Museo di arte contemporanea di Perm, curatore ben integrato fino ai primi anni duemila. Nel 2014 si è trasferito in Montenegro, ora vive a Berlino, dove ha aperto una galleria che devolve parte dei suoi introiti a fondi ucraini. E ha appena presentato a New York la mostra "Blue Lard "#cancelrussianculture" dello scrittore Vladimir Sorokin.  Molti sono i russi anche fra i visitatori della mostra allestita a Cà Foscari "Uzbekistan: l'Avanguardia nel deserto. La forma e il simbolo", aperta sempre a ridosso dell'inaugurazione della Biennale e curata dalla direttrice dello Csar, Centro di studi sull'arte russa, Silvia Burini, al centro di polemiche nel 2014 per aver conferito e consegnato a Mosca, era allora prorettrice dell'ateneo veneziano, un riconoscimento all'allora ministro della Cultura Vladimiv Medinsky, e aver ricevuto, a sua volta, pochi mesi dopo al Cremlino, il Premio Pushkin. Così come molti sono i russi a spasso nelle calli o seduti al tavolo di un ristorante della città. Magari dopo aver letto "Moia Venezia – 2", la "guida alternativa" firmata da Bilzho. (dall'inviata Simona Poidomani)   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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“Harry ama Meghan ossessivamente, non la lascerà mai”: le parole dell’esperta

(Adnkronos) –
Il principe Harry non lascerà mai Meghan Markle perché nutre per lei un amore "ossessivo" e hanno un matrimonio "buono e forte". Lo sostiene la biografa reale Ingrid Seward, aggiungendo che la duchessa di Sussex resterà felicemente con il marito "fintanto che avrà il controllo". Parlando con il Sun, ha spiegato: "Penso che Harry abbia un amore ossessivo per Meghan. Non credo che la lascerà mai. Lei ha il controllo e penso che finché lo avrà sarà felice. Penso che il loro sia un buon matrimonio e che siano molto felici. Chi non lo sarebbe in quella splendida casa e con due adorabili bambini?". I commenti dell'esperta arrivano dopo che Harry e Meghan sono stati visti nel fine settimana a Wellington, in Florida, per le riprese di uno dei loro programmi Netflix, che alzerà il sipario su uno degli sport più esclusivi al mondo, il polo. I Sussex si tenevano per mano sul campo e sorridevano ai fotografi. La coppia è stata poi vista scambiarsi un dolce bacio. L'esperta di linguaggio del corpo Judi James ha detto che questo gesto mostra quanto siano simili Meghan e Harry. "La coppia si è già baciata altre volte durante le partite di polo – ha ricordato – Nel 2018 lo aveva fatto in occasione di un evento simile, dove Harry, pieno di passione dopo aver giocato, piantò un bacio molto sexy sulle labbra di Meghan. La sua espressione era seria e sembrava perso in quel momento mentre girava la testa e teneva il busto in avanti. Meghan ha inclinato la testa all'indietro nello stesso gesto di sottomissione che Diana ha usato quando ha baciato Charles il giorno del loro matrimonio. Il trofeo di polo sembrava irrilevante e quasi bisognava ricordare loro che avrebbe dovuto essere consegnato".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Meta AI promette di trasformare l’interazione con WhatsApp, Instagram e altre app di Meta

(Adnkronos) – Meta, direttamente tramite il suo fondatore Mark Zuckerberg, ha annunciato il lancio di Meta AI. Il nuovo assistente intelligente di Meta è stato progettato per migliorare in modo significativo l'esperienza utente all'interno delle app più popolari, da WhatsApp a Instagram. Lo stesso Mark Zuckerberg, attraverso un post su Instagram ha definito il giorno del lancio un "Big Day" non preoccupandosi di nascondere l'entusiasmo per le avanzate capacità di Meta AI, che promette di assistere gli utenti in maniera proattiva nelle loro attività quotidiane, migliorando non solo l'interazione ma anche l'efficienza nell'uso delle app.. Diversamente dai precedenti investimenti nel Metaverso, che tuttavia ancora non hanno portato i risultati sperati, il lancio di Meta AI segna un cambiamento di strategia. La tecnologia, open source, permette agli sviluppatori di contribuire e adattare l'assistente alle esigenze specifiche degli utenti, garantendo un'integrazione più naturale e una maggiore personalizzazione. Meta AI sarà ovunque nelle app di Meta: dai feed di notizie alla ricerca, fino alle chat. L'utente potrà interagire con l’assistente per una vasta gamma di compiti o per richiedere qualunque informazione.
 

 Cosi lo stesso Zuckerberg in occasione del lancio di Meta AI: "Grandi novità, oggi, sull'intelligenza artificiale. Stiamo rilasciando la nuova versione di Meta AI, il nostro assistente a cui puoi porre qualsiasi domanda attraverso le nostre app e i nostri occhiali. Il nostro obiettivo è costruire l’intelligenza artificiale leader a livello mondiale.
 
Stiamo aggiornando Meta AI con il nostro nuovo modello di intelligenza artificiale Llama 3 all'avanguardia, di cui siamo open source. Con questo nuovo modello, crediamo che Meta AI sia ora l'assistente AI più intelligente che puoi utilizzare liberamente.
 
Stiamo rendendo Meta AI più facile da usare integrandola nelle caselle di ricerca nella parte superiore di WhatsApp, Instagram, Facebook e Messenger. Abbiamo anche creato un sito web, meta.ai, da utilizzare sul web.
 
Abbiamo anche creato alcune funzionalità di creazione uniche, come la possibilità di animare le foto. Meta AI ora genera immagini di alta qualità così velocemente che le crea e le aggiorna in tempo reale mentre stai digitando. Genererà anche un video di riproduzione del tuo processo di creazione."
 —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Malattie rare, primo libro bianco racconta vissuto 2 mln di donne pazienti e caregiver

(Adnkronos) – In occasione dell’evento conclusivo della campagna Women in Rare – la centralità delle donne nelle malattie, è stato presentato oggi a Roma, al Senato, ‘Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro’, il primo libro bianco italiano, con informazioni, indagini qualitative e testimonianze di pazienti e caregiver. In Italia – spiega una nota – sono più di 2 milioni le donne che hanno a che fare quotidianamente con una malattia rara, più di 1 milione come pazienti e altrettante come caregiver di un familiare, molto spesso un figlio o una figlia. Il 70% di queste patologie insorge infatti in età pediatrica, con 19mila nuovi casi ogni anno e un totale di 2 milioni di persone colpite nel nostro Paese.  Per fare luce sulle difficoltà riscontrate dalle figure femminili nelle quotidiane attività di assistenza e cura di se stesse o di un parente e per rispondervi in modo efficace, nel 2023 è nato Women in Rare – la centralità delle donne nelle malattie rare, ideato e promosso da Alexion, AstraZeneca Rare Disease insieme a Uniamo (Federazione italiana malattie rare) con la partecipazione di Fondazione Onda Ets, EngageMinds Hun e Altems dell’Università Cattolica. Il progetto è stato realizzato con il contributo di un comitato scientifico composto da esperti afferenti a diverse specializzazioni nell’ambito della salute della donna e delle malattie rare, che lo ha supportato in tutte le fasi di sviluppo, fino alla definizione e approvazione del documento finale. Come rivela un’indagine realizzata per analizzare l’impatto delle malattie rare sulla vita delle pazienti e delle caregiver, “il 42% delle donne affette da malattia rara” intervistate dichiara che “la situazione economica è cambiata a seguito della diagnosi, con un peggioramento in 8 casi su 10 e un conseguente impatto psicologico nel nella maggior parte dei casi– afferma Giuseppe Arbia, direttore di Altems – Le spese addizionali che si sono trovate ad affrontare sono legate, nel 77% dei casi, a trattamenti medici, incluse le spese legate a viaggi per poter accedere a terapie e controlli (23%), mentre nel 19% dei casi a necessità relative alla gestione della casa e della famiglia. È stato inoltre visto che perdono in media 45,46 giorni di lavoro all’anno, corrispondenti a 3,78 giorni al mese. Per quanto riguarda le caregiver – continua Arbia – il 65% ha riferito che la diagnosi di malattia rara del proprio figlio, ha portato a un peggioramento della situazione economico-finanziaria con un peggioramento in 8 casi su 10 con ripercussioni psicologiche nel 78%. Le spese addizionali” sono da imputare “nel 69% dei casi a trattamenti medici, compresi i viaggi per poter accedere a cure e controlli (22%), e nel 28% dei casi sono relative alla gestione della casa e della famiglia. Per loro, in media, i giorni di lavoro persi sono 43,67 all’anno, 3,64 al mese”. Nelle malattie rare “esiste una prevalenza di genere femminile del 52,4%” che “sono 1 milione e 48mila – spiega Guendalina Graffigna, professoressa ordinaria di Psicologia dei consumi e della salute all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e direttrice del centro di Ricerca EngageMinds Hub che ha curato l’indagine – Il carico assistenziale dei pazienti è nel 90% dei casi assorbito da loro. Basti pensare che 1 milione e 400mila pazienti sono in età pediatrica, e 2 su 5 oggi hanno meno di 18 anni: a prendersi cura di loro sono molto spesso le madri, che in numerosi casi vivono la riduzione delle proprie attività lavorative, ludiche e relazionali, in un’identificazione totale con la malattia e con l’incarico assistenziale che ne consegue. Purtroppo, molto spesso, le figure femminili sono ritenute le più adatte a occuparsi di un familiare malato e risentono di pressioni legate al ruolo di cura, che le porta a rinunciare a moltissime delle attività sociali". Come osserva la presidente di Uniamo, Annalisa Scopinaro: “In Europa le malattie sono considerate rare quando colpiscono 1 persona su 2mila e questo fa capire come chi ne soffre possa sentirsi solo. Eppure l’Onu, con la sua risoluzione di 3 anni fa, ha richiamato con forza l’urgenza di promuovere e tutelare i diritti di queste persone. Per farlo, è indispensabile conoscere a fondo i loro problemi e le loro necessità e, a questo proposito, ci siamo accorti che mancavano dati precisi sull’impatto delle patologie rare (oggi se ne conoscono tra le 7 e le 8mila) sulla vita delle donne. Oggi, grazie a Women in Rare disponiamo di questi dati e li sottoponiamo all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. L’obiettivo – aggiunge – è sollecitare azioni che possano tutelare le donne caregiver nella loro attività di cura quotidiana, che spesso le conduce a lasciare il lavoro, e le pazienti con malattia rara riguardo alla medicina di precisione e alla prevenzione delle altre patologie. È necessario aiutare le prime con una legge specifica che si occupi del caregiving, e le seconde offrendo assistenza e consulenza”. Riferendosi ai risultati dell’indagine, “la maggior parte delle donne intervistate – commenta Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda Ets – ci ha raccontato che la patologia ha un’influenza negativa anche sulla percezione di sé e della propria femminilità e di sentirsi spesso in imbarazzo a causa delle limitazioni fisiche che comporta. Lo stesso avviene per la fertilità, un tema delicato per molte di loro. Con questa campagna vogliamo accendere i riflettori sulla condizione di queste donne, per chiedere interventi alle Istituzioni che vertano principalmente sull’offerta di supporto psicologico, sulla creazione di linee guida specifiche e percorsi diagnostici e su un’implementazione dei servizi sanitari territoriali con attenzione alla questione di genere”. A tale proposito, “come Alexion, AstraZeneca Rare Disease, azienda leader nello sviluppo di terapie per le malattie rare, abbiamo deciso di promuovere il progetto Women in Rare per contribuire a migliorare la conoscenza di aspetti rilevanti nella vita delle donne, come il carico portato da pazienti o caregiver e l’impatto che la malattia rara ha sulle loro vite – conclude Anna Chiara Rossi, VP& General Manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare Disease –. L’osservatorio privilegiato da cui operiamo ci offre l’opportunità di una visione consapevole dei problemi legati a queste patologie, per questo sentiamo la responsabilità di agire per favorire l’ascolto di queste persone e per dare loro voce. Con la realizzazione della campagna e la distribuzione del libro bianco, da cui emergono difficoltà e bisogni e da cui è possibile trarre gli strumenti per un’inversione di rotta, speriamo di riuscire a dare il via a un processo di cambiamento a favore di tutte le donne che si interfacciano ogni giorno con una malattia rara”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Europee, nel simbolo Pd non c’è il nome di Elly Schlein

(Adnkronos) – Una delegazione del Pd è arrivata al Viminale per depositare il simbolo elettorale per le europee. Nel simbolo non c'è il nome della segretaria Elly Schlein mentre compare il riferimento al Pse. Il termine ultimo per la presentazione dei simboli è alle 16.  "E' stato proposto di inserire il mio nome nel logo elettorale. Si è aperta una discussione ieri in Direzione e anche fuori. Ringrazio chi ha fatto quella proposta ma il contributo migliore che posso dare a questa squadra, lo posso dare correndo assieme alla lista. Questa proposta mi è sembrata più divisiva che rafforzativa", ha detto Elly Schlein in diretta Instagram.  "Voglio dare una mano anche io a questa squadra, sono anche io candidata per portare il Pd più in alto possibile. Io ho la speranza di poter dare una mano a eleggere il più possibile di queste persone. Siamo a una sfida cruciale, lo si dice sempre ma questa volta siamo davvero a un bivio", le parole della leader dem. "Mi prendo questa responsabilità, anche se resterò in Italia per contrastare ogni giorno le politiche sbagliate del governo Meloni".  Per Schlein "è necessario" un impegno diretto con la candidatura "visto quello che sta accadendo qui. Abbiamo visto più volte questa destra attaccare i diritti delle persone, intaccare welfare e sanità pubblica. Stanno trasformando la Rai in un megafono dell'esecutivo, non è più servizio pubblico: piena solidarietà ai giornalisti e agli intellettuali che hanno subito censure. Questa è una destra che sta portando avanti riforme pericolose: l'autonomia spacca l'Italia ed è frutto di un baratto cinico che hanno fatto con il premierato", modello che "non esiste da nessuna altra parte del mondo e che scardina l'equilibrio della Costituzione", ha scandito. "Se insieme facciamo questa sfida, l'alternativa c'è già domani. Se ci aiutate, rafforzerete anche l'alternativa al governo più di destra della storia repubblicana", ha detto Schlein.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Natalità, Castagna (Dip. Editoria Palazzo Chigi): “I giovani non vogliono più fare figli”

(Adnkronos) – "In Italia non c'è solo la transizione digitale che è stata accelerata dal Covid, ma abbiamo una transizione in più che è quella demografica. Non facciamo più figli e questo è un problema molto grave. Non vedo centrare l'argomento dai partiti. Il caso della natalità però non ha a che fare con la situazione economica della famiglia. Il Child free è concentrato soprattutto al Centro e al Nord dove i giovani non si vogliono più assumere la fatica di crescere un figlio". Lo ha detto Silvia Castagna, Membro del Comitato AI del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri partecipando all'incontro 'Criticità e sfide future' nell'ambito dell'incontro su 'Zes Unica' organizzata dalla Fondazione Magna Grecia a Palermo.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Sostenibilità, Generali apre alla comunità l’Oasi Gregorina affiliata al Wwf

(Adnkronos) – Nell’ambito di Generali Act4Green, il grande progetto dedicato all’ambiente di Generali, è stata presentata oggi a Roma l’Oasi Gregorina, affiliata al sistema nazionale Wwf: un’area naturale e agricola di 25 ettari, all’interno dell’omonima tenuta del Gruppo Leone Alato che la Compagnia restituisce alla comunità. L’Oasi, situata a Castrocaro Terme e Terra del Sole (Forlì-Cesena), è caratterizzata da diversi habitat, il bosco, il vigneto e il prato mellifero, e rappresenta un ecosistema, ormai poco comune, dove convivono con equilibro la tradizionale vocazione agricola e un ambiente naturale incontaminato che dà casa a una ricca biodiversità: lupi, chirotteri e istrici ne sono, ad esempio, ospiti abituali. L’Oasi sorge in un’area di grande interesse naturalistico, geologico e storico ed è oggetto di un’attenta opera di progettazione paesaggistica a cura di un think tank composto da designer e scienziati vegetali che elabora strategie e soluzioni creative basate sulle scoperte scientifiche. L’obiettivo è di restituire alla comunità un luogo unico dove vivere un’esperienza di connessione con la natura, un luogo di socialità, condivisione ed educazione pensato per tutti, soprattutto per le generazioni che verranno. L ’Oasi Gregorina aprirà i battenti al pubblico con visite dedicate alle scuole e alle realtà del Terzo Settore del territorio, a visitatori su prenotazione e ai dipendenti di Generali Country Italia e Gruppo Leone Alato nelle giornate del 4, 9 e 11 maggio con giochi, laboratori e sorprese per tutte le età. Nel dettaglio, l’opera di progettazione paesaggistica, il cui completamento è previsto entro la primavera del 2025, andrà ad arricchire l’Oasi di nuovi elementi che puntano a farne un’area naturalistica a forte vocazione sociale, nel più profondo rispetto per il territorio che la ospita. Gli interventi saranno improntati alla completa accessibilità, con un attento studio su percorsi, strutture, supporti informativi fisici e digitali, fruibili da tutti. Centrali nel progetto saranno anche l’impiego di tecniche e di materiali ecosostenibili e l’uso sapiente della tecnologia più avanzata per monitorare la biodiversità e gli impollinatori, il benessere degli ecosistemi e lo stoccaggio di CO2 da parte degli alberi.  “È molto importante che una grande impresa, come Generali, che rappresenta una parte della storia imprenditoriale italiana e si colloca sul mercato internazionale, consideri strategico un settore come quello dell’agricoltura e decida di investire non sul domani ma sul dopodomani. Negli ultimi anni abbiamo visto sia il privato che il pubblico dedicarsi a cose momentanee, mentre noi troviamo in progetti di questa natura una visione strategica che guarda all’interesse soprattutto delle future generazioni”, sottolinea il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.  "Fare sostenibilità, principio ispiratore del nostro piano strategico 'Lifetime Partner 24: Driving Growth', per noi significa essere un'azienda trasformativa per generare un impatto positivo nelle comunità in cui operiamo e per creare valore condiviso nel lungo periodo per tutti gli stakeholder- spiega Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo di Generali Italia e presidente del Gruppo Leone Alato – Accanto al progetto di piantumazione di 1 milione di alberi, avviato lo scorso anno, oggi con Oasi Gregorina scriviamo un nuovo importante capitolo del progetto Generali Act4Green. Un piccolo, grande, contributo per la costruzione di un pianeta migliore, da lasciare in eredità alle future generazioni”.  “L’inaugurazione dell’Oasi Gregorina, Affiliata Wwf, è per noi una grande soddisfazione, perché oltre ad aver contribuito ad aumentare la biodiversità locale, in connessione con importanti aree naturali limitrofe, l’Oasi Gregorina pone anche l’attenzione sul tema dell’agricoltura e sulla transizione verso la coltivazione biologica. La protezione della biodiversità e le pratiche agricole devono e possono coesistere e guardare allo stesso obiettivo: per raggiungere il 30% di territorio protetto è fondamentale anche l’apporto dei privati. Aprire l’Oasi al pubblico è un’occasione per sensibilizzare migliaia di persone al rispetto della natura e far scoprire loro quanto essa sia cruciale per il nostro benessere”, afferma Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Italia. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Sostenibilità, Salvemini (Mase): “Per questa sfida abbiamo bisogno di iniziativa di tutti”

(Adnkronos) – "La sostenibilità si declina in tre grandi macroaree: ambientale, economica e sociale. È una grandissima sfida che abbiamo davanti. Abbiamo bisogno dell'iniziativa, della fantasia di tutti, privati, pubblici, aziende, cittadini, per portare avanti questa sfida fino al 2050 in modo sostenibile, da un punto di vista ambientale certamente, ma soprattutto sociale e economico". Così Francesca Salvemini, capo Segreteria tecnica del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, intervenendo alla presentazione di Generali Act4Green – Oasi Gregorina, a Palazzo della Cancelleria, a Roma. "Quindi questo progetto è benvenuto e apprezzato. È uno dei tanti tasselli che sono necessari per costruire questa sostenibilità, questa transizione verso l'economia sostenibile", aggiunge.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Lucini (Generali): “In Oasi Gregorina conservazione ed educazione”

(Adnkronos) – "Per noi l'Oasi Gregorina vuole essere di esempio su come si possa fare in modo innovativo conservazione della biodiversità, conservazione dell'ambiente naturale e anche educazione, innanzitutto delle nuove generazioni". Così Barbara Lucini, responsabile Sustainability & Social Responsibility Generali Country Italia, in occasione della presentazione di Generali Act4Green – Oasi Gregorina, a Palazzo della Cancelleria, a Roma. "Questa iniziativa si inserisce pienamente nella nostra azione di sostenibilità e responsabilità sociale – spiega – L'Oasi Gregorina che lanciamo ufficialmente oggi è parte del più grande progetto Generali Act4Green, progetto che come Generali dedichiamo all'ambiente. L'Oasi è un ambiente di eccezionale bellezza, di grande interesse naturalistico e geologico, e la lanciamo oggi come Oasi affiliata al sistema nazionale delle Oasi Wwf. Vuole essere un esempio di un ecosistema dove convivono all'interno di tanti habitat la tradizionale vocazione agricola e un ambiente ricco di biodiversità".  "Sarà aperta nelle giornate del 4, 9 e 11 maggio con tre giornate dedicate alle scuole, agli enti del terzo settore del territorio, ai nostri dipendenti e ai visitatori che si prenoteranno per la visita. Abbiamo in serbo un programma ricco di attività, sorprese e laboratori all'aperto – racconta – Il grosso degli interventi di riqualificazione del paesaggio inizierà in autunno e si concluderà la primavera prossima". Gli interventi "sono ispirati innanzitutto alla massima accessibilità dei percorsi, delle strutture, dei supporti informativi: quindi un'Oasi fruibile da tutti. In secondo luogo, l'Oasi userà e sceglierà materiali e tecniche ecosostenibili e un uso sapiente della tecnologia, che è a servizio della natura e di un'esperienza in qualche modo aumentata da parte del visitatore. Quindi per comprendere il ruolo delle piante nello stoccare l'anidride carbonica, per sapere qual è lo stato di forma della biodiversità, degli impollinatori e così via".  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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