UIL: un Molise senza lavoro come può stare in piedi?

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“Corriamo il rischio, concreto e nel giro di pochi anni, di passare dal Molise con il più alto tasso di disoccupazione giovanile (oltre il 40%), ad un Molise che azzera anche quei posti di lavoro che si liberano! Senza lavoro, in assoluto. E allora che Molise ci attende? Che fine farà in Molise il mondo del lavoro, quel mondo che deve produrre beni e servizi? Che ce ne facciamo dei lavoratori?” Amara la riflessione di Tecla Boccardo, nel corso dell’iniziativa UIL, organizzata alla presenza del Guglielmo Loy, dirigente sindacale di lungo corso della UIL, attualmente Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS nazionale.

“Per questo ci è venuto facile passare da una riflessione su cosa sta accadendo con quota 100 (la nuova modalità di pensionamento recentemente introdotta) ad un’analisi più ampia su quanto dell’impatto che questa misura, aggiunta alle altre, avrà in prospettiva nella nostra Regione, senza una visione organica e senza un disegno strategico e programmatico per il ricambio e per la tenuta dei livelli occupazionali, produttivi e dei servizi minimi.”

Al momento all’INPS sono arrivate 131.000 domande, soprattutto lavoratori dipendenti del settore privato (un terzo dal manifatturiero, poco più del 10 % nel commercio e quasi altrettanto nel settore trasporti e magazzinaggio), ma con molti dipendenti pubblici, statali in testa; inaspettatamente rispetto alle previsioni ci sono  state maggiori domande al Sud. In Molise, ad oggi, già oltre 1000 domande di cui due terzi in provincia di Campobasso.

“A questo esodo di under 62enni non corrispondono nuove assunzioni, il tasso di sostituzione e di appena il 37% secondo un recente studio – documenta la Boccardo –la sostituzione, infatti, tra pensionati e nuovi assunti non sarà automatica. E questo in alcuni settori produttivi può essere un vero disastro. Pensiamo al rischio di “collasso” di tutta la Pubblica Amministrazione, dove ‘la grande fuga’ (si stima che 595mila occupati accederanno alla pensione nel triennio) può far cadere a pezzi l’intero sistema, anche perché Q100, si innesta in un quadro già di per se disastroso con il blocco del turn over e riduzione della spesa pubblica degli ultimi 15 anni.

Se non si procede immediatamente con un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni di giovani nelle Pubbliche Amministrazioni il disastro sarà inevitabile.”

La Segretaria generale della UIL ci tiene ad argomentare questo allarme con una sfilza di dati riferiti alla realtà locale, qualche esempio: “In ASREM, purtroppo, ancora sottoposta al piano di rientro, si sono persi 677 posti di lavoro negli ultimi 5 anni ed è una delle poche aziende che ha approvato un piano assunzionale. Infatti, sono previsti 121 pensionamenti nel comparto con un ricambio di circa 1/3 dell’attuale forza lavoro.

Nell’Ente Regione Molise non è stata prevista quest’anno non è stata prevista alcuna sostituzione. Per non parlare del privato. In FCA a Termoli dove la produzione è in calo: con questa nuova forma di pensionamento se ne andranno 60 dipendenti (molte di più se ne stimano nel triennio: 250/300), nuove assunzioni previste: nessuna. Negli ultimi dieci anni a Campobasso hanno chiuso i battenti 32 imprese commerciali e 30 a Isernia.”

“D’altra parte, questa è la Regione dove, nell’ultimo decennio della crisi, sono stati cancellati 5.000 posti di lavoro, nonostante cresce l’export.

Con un forte appello della Segretaria UIL: “Il tema del LAVORO va rimesso al centro dell’agenda politica. Rilanciamo oggi, la proposta dell’istituzione di un Osservatorio regionale che possa analizzare ed elaborare dati utili per una visione ampia e coerente della realtà, che orienti le scelte programmatiche del governo regionale, per definire quell’idea forte di sviluppo che sia in grado di invertire la rotta.”

“Dopo i primi mesi di sperimentazione, ha precisato Guglielmo Loy, cominciamo ad avere un’idea di massima rispetto all’impatto che la misura sta avendo nel tessuto produttivo”.

“E ad oggi registriamo un’adesione elevata solo rispetto ai pensionamenti che stanno toccando le amministrazioni centrali, la sanità e gli Enti Locali. Minore invece è l’impatto nei piccoli comuni e nelle aziende dove, per motivi diversi, il turn-over non si sta verificando”.

“Si registra, poi, uno scollegamento tra pensionamenti e posti di lavoro che mette in discussione la tenuta del sistema. Interventi di questo tipo, che intendono mettere in discussione il sistema previdenziale nella sua interezza, ha precisato LOY, devono essere basati su un disegno organico, affiancato a strumenti idonei che concretamente avviino un ricambio generazionale”.

“Equilibrio tra pensionati e pensionandi con lavoratori attivi, insieme ad attività parallele di politiche attive, è il vero tema del futuro, partendo dalla imprescindibile sostenibilità finanziaria”.

“Non dimenticando un dettaglio, però, ha concluso il Presidente del CIV INPS, che salvo i principi di sostenibilità e di aiuto alla persona, se contemporaneamente non si investe sulla crescita l’intervento rischia di penalizzare in prospettiva tutto il Paese”.

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