In Italia franano le tutele fondamentali

Il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, realizzato da “A Buon Diritto” e presentato il 28 gennaio, nella Sala stampa della Camera dei deputati fa un’analisi della situazione italiana che in sintesi riporta:

·        in Italia quasi una persona su 10 rinuncia alle cure, principalmente per le liste d’attesa,

·        63.868 persone sono detenute a fronte di 51.275 posti, con un sovraffollamento del 138,5%,

·        ci sono stati 79 suicidi in carcere nel 2025,

·        il 70% dei trattenimenti nei Cpr di Gjader in Albania non è convalidato dall’autorità giudiziaria,

·        99 femminicidi soni stati compiuti nel 2025, con il 73% delle donne che contattano il 1522 senza sporgere denuncia, e infine

·        il nostro Paese è al 49° posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa.

Dai presentatori è venuto fuori anche una considerazione circa la presenza degli agenti statunitensi dell’Ice ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina e a sulla relazione che corre tra il “quadro profondamente critico dello stato dei diritti fondamentali nel nostro Paese” e i decreti Sicurezza che si stanno succedendo, dichiarando apertamente che la “politica criminale del nostro governo si è rivelata un colossale fallimento”.

Nel rapporto sono riportati tanti temi di estrema attualità con la denuncia sulle inefficienze e le carenze che flagellano la società che in estrema sintesi sono:

·        il 94,5% dei Comuni è esposto a rischio idrogeologico,

·        l’istruzione diventa sempre più selettiva e diseguale,

·        i salari reali continuano a diminuire, le persone con disabilità subiscono un aumento del 66% delle violenze,

·        il diritto d’asilo “è svuotato da pratiche illegittime  

·        le politiche migratorie restano securitarie,

·        l’antiziganismo nei confronti delle persone Rom e sinti rimane a livelli altissimi sia nel discorso pubblico sia politico,

·        le persone lgbtqia+ sono quasi prive di tutele e monitoraggi,

·        oltre un quarto delle famiglie con minori vive a rischio povertà”.

Alfredo Magnifico

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