Fondo Monetario Internazionale: Cresce l’economia italiana,rallenta la mondiale

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Il giudizio del Fondo monetario internazionale, nel Rapporto economico autunnale, fissa allo 0,8% l’incremento del Pil nel nostro paese quest’anno e all’1,3% il prossimo, prevedendo per l’economia italiana una crescita più forte delle attese. I numeri sono, ancora, inferiori alle previsioni del Governo Italiano (+0,9% e +1,6%) ma rivedono al rialzo dello 0,1% le aspettative comunicate dallo stesso istituto di Washington nel luglio scorso e ancora più verso l’alto rispetto ai dati di aprile, pari rispettivamente allo 0,3% su quest’anno e allo 0,2% sul prossimo.Buone notizie anche per la disoccupazione destinata a scendere sotto la soglia del 12%. Secondo i tecnici del Fondo il tasso dei senza lavoro calerà dal 12,7% del 2014 al 12,2% nel 2015 e fino all’11,9% nel 2016.L’inflazione tornerà a salire nel 2016, spingendosi allo 0,7% dallo 0,2% di quest’anno.L’aumento dei consumi domestici si attesterà attorno all’1%, con quelli privati in aumento dello 0,7% nel 2015 e dell’1,1% nel 2016. Il Fondo monetario taglia invece le stime di crescita globale. Sul quadro complessivo pesano tre potenti forze, innanzitutto, la trasformazione in corso dell’economia cinese, che sta spostando i suoi driver dall’export e la manifattura ai consumi interni e ai servizi; quindi, la caduta dei prezzi delle materie prime; infine, l’incombente aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.Tra le ombre più scure: un ulteriore calo del prezzo del petrolio e delle materie prime, una frenata dell’economia cinese più ampia di quanto previsto, un aggiustamento violento dei mercati finanziari, un ulteriore apprezzamento del dollaro, le tensioni geopolitiche in Ucraina e Medio Oriente. Nelle economie avanzate una politica monetaria accomodante continua a essere essenziale. Ma il Fondo invita anche i Paesi con spazio fiscale, come la Germania, a utilizzarlo per stimolare gli investimenti pubblici, specialmente in infrastrutture di qualità. I paesi emergenti dovrebbero invece aumentare la loro resistenza agli shock esterni, diversificando le loro economie.  Alfredo Magnifico

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