LARINascita contraria al nuovo istituto agrario in Villa Romano-Petteruti

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In seguito alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Totaro, membro della quarta commissione regionale, nonché dal Sindaco Notarangelo, riguardanti la situazione degli istituti scolastici larinesi, Liceo F. D’Ovidio ed ITAG San Pardo, il movimento LARINascita vuole esprimere la propria opinione su una tematica di tale importanza, quale quella dell’edilizia scolastica, proprio per la funzione che svolgono tali strutture per l’intera città oltre che per l’offerta formativa proposta anche per i risvolti economici prodotti.Si è preferito porre l’attenzione sul Liceo D’Ovidio così come sull’ITAG San Pardo eppure, trattando a trecentosessanta gradi l’edilizia scolastica larinese, si può affermare che all’incirca le medesime problematiche legate alla struttura destinata ad attività didattica sono rintracciabili, anche in forma più acuta, sia per quanto riguarda le scuole materne come anche alcune sezioni della scuola elementare del comune frentano.

E’ innegabile che il Liceo D’Ovidio meriti una sede più adeguata e funzionale, così da porre fine ad una precarietà ormai annosa, e la prospettiva di trasferirne la sede presso C.da Cappuccini può apparire condivisibile qualora, in ottica futura, si volesse prediligere la centralizzazione dei servizi scolastici secondari inseriti organicamente all’interno della cittadina.
Destano più di qualche perplessità invece le ulteriori considerazioni sulle quali si sono soffermati prima il consigliere Totaro, e successivamente il sindaco Notarangelo, riguardanti la futura sede dell’ITAG San Pardo per la quale entrambi individuano la soluzione ottimale per la costruzione l’area adiacente Villa Romano-Petteruti destinando quest’ultima ad uffici didattico-amministrativi.
A parte l’impatto paesaggistico e urbanistico, che deriverebbe dall’edificazione di una struttura di certo non dalle piccole dimensioni da adibire a scuola pubblica nell’area a ridosso della stazione ferroviaria e in una zona a forte incidenza del traffico veicolare vista la presenza della strada statale, bisogna ricordare che il sito scelto, ormai qualche anno fa, per l’edificazione dell’istituto era già stato oggetto di indagini geologiche, sia da parte dei periti della scuola che dei tecnici provinciali e quest’ultime, risultate negative, avevano fatto propendere la Provincia di Campobasso ad indicare C.da Cappuccini come sito ove erigere il nuovo plesso.
L’indirizzo provinciale favorirebbe senza dubbio la realizzazione di un unico polo scolastico costituito dall’ ITAG San Pardo e dal Liceo Classico e Scientifico modi campus universitario.
Villa Romano-Petteruti, villa liberty e sito di interesse artistico e culturale, utilizzando i finanziamenti destinati alla stessa, potrebbe essere inserita in un quadro di recupero dei principali beni storico-archeologici presenti nel territorio larinese diventando Centro di Servizi Culturali (musei, biblioteca, sala conferenze, caffè letterario …) anche godendo di un vero Giardino Botanico che andrebbe ad integrarsi con il Parco nel Vallone della terra, i quali comunque potrebbero essere oggetto di attività di studio da parte dei discenti dell’ITAG.
Se poi, come ripetutamente affermato, le ragioni principali a sostegno della necessità di costruire la sede dell’istituto agrario a ridosso di Villa Romano-Petteruti, fossero legate solo alla vicinanza dell’azienda ove esplicare l’attività didattica, sarebbe d’obbligo evidenziare che la maggior parte dell’azienda di cui lo stesso istituto dispone è situata ben oltre la distanza che dividerebbe C.da Cappuccini da Villa Romano-Petteruti. Quindi, se l’attività didattica da anni si è svolta regolarmente di tal guisa continuerebbe a svolgersi ove dovesse erigersi l’istituto presso il sito già indicato dall’ente provinciale. Ma le perplessità rischiano ancora di aumentare se solo, ragionando in chiave di efficienza economica, si presta attenzione al fatto che mentre si discute sull’ubicazione dell’istituto tecnico agrario, il convitto ad esso annesso, costa alle casse pubbliche più di 20.000 euro mensili di canone di locazione introitati da un privato.
Il Movimento LARINascita ritiene comprensibile la nostalgia degli ex allievi dell’istituto agrario, desiderosi di tornare a vedere la scuola nella sua sede storica, tuttavia non può non constatare come le motivazioni solide che si pongono a sostegno di tale scelta davvero non risultano intelligibili.

Movimento LARINascita

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