Trasporto regionale, Faisa – Fit e Uilt: la Regione ha chiesto il parere dell’ avvocatura di Stato

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In data 13/01/15, le OO.SS. Faisa – Fit e Uilt, dietro convocazione, si sono incontrate con il presidente della Giunta Regionale, Paolo Di Laura Frattura, e l’assessore ai trasporti, Pierpaolo Nagni. Le OO.SS. hanno esposto la grave condizione della maggior parte dei lavoratori del TPL regionale; il sistematico ritardo del pagamento dello stipendio rappresenta solo l’atto finale di una situazione degradata a tal punto da richiedere un’urgente modifica nei rapporti anche fra ente regionale e società del settore. Sinteticamente, è stato evidenziato il paradosso del ritardo degli stipendi a fronte della puntuale erogazione dei mandati di pagamento regionali; le pesanti vessazioni subite, che aggravano la già deprimente situazione, i licenziamenti e le sanzioni illegittime, il grave ritardo nel versamento ai fondi previdenziali, la “antidiluviana” gestione del personale, ecc… Il tasso d’inefficienza del settore è così elevato che solo un continuo e crescente impiego di risorse ne permette il funzionamento. Solitamente, al benessere delle aziende corrisponde il benessere dei lavoratori, nel caso specifico al benessere delle aziende corrisponde un crescente malessere dei dipendenti. A fronte delle numerose rimostranze, rispetto all’amministrazione passata, abbiamo potuto rilevare la volontà di “normalizzare” la situazione anche attraverso l’irrogazione delle sanzioni, quando ne ricorrono i presupposti, per il mancato rispetto delle regole; la possibilità di un maggior controllo del settore attraverso l’adozione di nuove tecnologie; la revisione dei rapporti contrattuali non più basati sul semplice, anacronistico e scontato riconoscimento a piè di lista dei costi (tale sistema ha garantito solo le ditte e non i lavoratori – eliminando le inefficienze, altre risorse sarebbero disponibili per i servizi di trasporto). Nel corso della riunione è stato illustrato anche l’iter del bando di gara, ormai pronto per essere pubblicato, probabilmente appena dopo la sentenza del TAR Molise, prevista per la seconda metà del mese di febbraio c.a., in merito al ricorso proposto dalla ditta ATM, per l’assegnazione della gara per il T.P.L.. Tale cambiamento è dovuto anche al maggior impegno dei lavoratori.
Rispetto ad un recente passato, sempre più lavoratori, chi più timidamente chi più coraggiosamente, sono pronti a reclamare per i diritti negati. Certamente ce ne sono altri, che con il loro comportamento (favorito ad arte dalle imprese) ritardano il processo e per i quali l’assegnazione di autobus nuovi o turni più comodi è l’aspirazione massima, poco importa se non gli venivano riconosciuti tutti i tempi di lavoro, i riposi legali, le diverse competenze economiche, le residenze di servizio valide, ecc… Chiaramente, ancora molto c’è da fare per “svecchiare” il settore; infatti, ci tocca assistere, con una certa frequenza, anche a petizioni, che competerebbero alle aziende (reiterate richieste di assegnazione del bando di gara, prive di motivazioni logiche, oppure di risorse o immotivate o per colmare le inefficienze, senza preoccupazione alcuna sulla sostenibilità del sistema), da parte di singoli “sindacalisti”. Speriamo di relegare alla preistoria, come dovuto, anche tale vecchiume.
Per quanto riguarda il punto nodale della riunione, cioè il regolare pagamento dello stipendio, la regione, prendendo atto della proposta da noi formulata, ha chiesto il parere dell’avvocatura di stato. L’eventuale parere positivo potrebbe risolvere l’annoso problema del pagamento degli stipendi, senza ricorrere ad azioni di sciopero (in questo momento le società ne sono avvantaggiate, perché la regione non è in grado di controllare i chilometri non effettuati per sciopero e detrarli dal compenso loro spettante) e ad azioni legali (i tempi occorrenti per i decreti, precetti ed eventuali pignoramenti sono maggiori dei ritardi subiti).

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