Saluto di S.E.Mons. Pietro Santoro, Delegato CEAM Pastorale Giovanile, Castelpetroso

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Padre Santo,

i giovani del Molise e dell’Abruzzo hanno desiderato questo incontro come si desidera un dono lungamente atteso e coltivato nel cuore. Sono stati accompagnati dai loro Vescovi, dalla Pastorale Giovanile delle Diocesi e della Regione Conciliare. Sono venuti con le loro famiglie, perché la trasmissione della fede non può essere il cammino di viaggiatori solitari, ma trovare nella famiglia la possibilità di collocarsi nella logica del Magnificat, la logica che snoda il Signore “ di generazione in generazione “.I giovani sono qui, ognuno con le sue speranze, con i suoi desideri, ma tutti con la gioia di deporre nelle Sue mani l’invito dell’Evangelii Gaudium: “ rinnovare oggi stesso l’incontro personale con Gesù Cristo… a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta “. Un impegno che abbiamo ribadito durante le ore di preghiera e di testimonianze che hanno preceduto il Suo arrivo.

Padre Santo, come Lei costantemente ci educa, il Signore non si tiene, non si trattiene, ma si dona e si comunica con passione missionaria. Accadde alla prima Comunità Apostolica, quando lo Spirito spinse a lasciare il pavimento del Cenacolo per uscire, impolverati e sudati, lungo le strade. Deve accadere anche per noi, oggi. Vogliamo tradurre nella vita le Sue parole: “ La Chiesa è nata in uscita dal Cenacolo ed è partita con il pane spezzato tra le mani, le piaghe di Gesù negli occhi e lo spirito d’amore nel cuore “. Come a dire: gambe, mani ed occhi per Cristo, per il Vangelo.

I giovani della nostra terra sono buoni e generosi, ma portano anche cicatrici: disoccupazione, precarietà, esposizione al pensiero unico che getta diserbante etico sui loro sogni. Ma vogliono rimanere per essere i seminatori di una terra dove possano crescere le piante della fraternità, della giustizia, dove il perdono, ricevuto dalla misericordia di Dio diventi l’altro che Dio ci metta accanto come volto da custodire nella tenerezza. Maria ai piedi della croce accolse il “ Padre perdona “. E Maria ci restituisce il perdono come compito affidato alle nostre biografie. Non turisti verso la croce, ma discepoli dinanzi all’unica cattedra dell’amore che assume il destino di ogni uomo. Grazie Padre Santo. Abbia sempre la certezza della nostra comunione, del nostro affetto e della nostra preghiera.

  + Pietro SANTORO

 

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