Polo Civico di Campobasso: forse arriva l’onda d’urto?

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E’ ormai un fiume in piena. Il fenomeno Polo Civico per le elezioni comunali di Campobasso sta andando oltre ogni presumibile aspettativa. L’iniziativa lanciata da Massimo Romano e da Michele Scasserra qualche giorno addietro sta acquisendo una forza, ed una vitalità, che non si vedeva da anni. E’una gara a chi aderisce, a chi sostiene, a chi vuole partecipare. Arrivano dovunque, attratti probabilmente dalla forza, dall’energia che i due propositori hanno voluto immettere nell’iniziativa. Si va da Nunzia Lattanzio a Ulisse Di Giacomo, dalla nuova politica ai movimenti, da Fare per fermare il declino a consiglieri comunali della passata maggioranza.

Sembrerebbe una grande ammucchiata ma c’è qualcosa che può dare un senso diverso, di nuovo a questa originale iniziativa dei due giovani protagonisti. Sullo sfondo c’è la voglia di rinnovare, di uscire dall’immobilismo, la voglia di fare qualcosa per il futuro di Campobasso. Ad agevolare il Polo Civico c’è stato ovviamente l’esito della primarie del centrosinistra, che ha premiato la continuità amministrativa e politica degli ultimi venti anni del capoluogo regionale. Antonio Battista è una degnissima persona ma è inevitabile che la sua candidatura è figlia del suo passato, che è il passato di un uomo ligio e leale al suo partito, all’amministrazione di Augusto Massa e di Giuseppe Di Fabio, passando per l’opposizione alla giunta Di Bartolomeo. Battista, che ha avuto comunque un’investitura ampia e partecipata, lascia però grandi spazi ad una proposta politica di completo rinnovamento, in sintonia con lo spirito dei tempi e con quanto sta avvenendo sulla scena politica nazionale. Romano e Scasserra hanno sinora indovinato tutto, hanno toccato corde profonde dei cittadini campobassani. Ora hanno di fronte a loro la fase più complessa ma anche più affascinante. Se sapranno gestire l’enorme consenso,  proveniente anche da settori discutibili o legati al passato di cui si beneficano in queste ore, mettendolo a sistema di un’iniziativa che non è fatta di equilibrismi o spartizioni di prebende, il futuro potrebbe essere il loro, e del loro ambizioso progetto. E se ce la faranno, intercettando la voglia di dare un domani, ed una speranza,  a questa città maltrattata e ferita potranno regalare un futuro politico di primo livello non solo a Campobasso ma, in prospettiva, all’intero Molise.

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