L’intervento/ In Molise l’incongruenza è di casa

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di Massimo Dalla Torre

In attesa degli sviluppi legati alla lettera/diffida, almeno questo è quello che si legge, che estromette dalla Lega le due consigliere regionali elette a palazzo D’Aimmo che, hanno disertato unitamente al consigliere Massimiliano Scarabeo l’ultima riunione di maggioranza , dobbiamo costatare che, nonostante si cerchi di nascondere la realtà dei fatti, in Molise l’incongruenza è di casa, cosa da aberrare, tanto da causare danni a dismisura.
Un qualcosa di anomalo che evidenzia come siamo ancora sotto il giogo di chi si diverte con le nostre sorti, perché ci giudica trastulli, che alla fine saranno accantonati e non più interessanti, anzi poco divertenti. I quali, hanno quale unico connotato: “l’enigma”.
Condizione di difficile comprensione, perché così si vuole, nonostante l’accorato appello da parte della società civile, che incita al riscatto dell’identità Molisana.
Un qualcosa che cozza pesantemente proprio con “l’incongruenza” che è pronta ad asfaltare chiunque cerchi di contrastarla, anche perché le armi in possesso la maggior parte delle volte sono caricate a salve e di conseguenza non colpiscono nessuno. Una lotta impari dove domina l’esteriorità che cozza con la sostanza, utile alla causa dei “Molisanes”.
Questa è la realtà dei fatti null’altro. Constatazioni dettate dall’osservazione e dall’analisi delle azioni anzi, non azioni, che lascia poco margine di manovra a chi cerca di riscattarsi da una spersonalizzazione in cui l’assenza assoluta di interlocutori con cui confrontarsi “divide et impera” come avrebbero detto i padri latini, il che rammenta la fissità delle statue Etrusche.
Le quali, con il sorriso enigmatico e lo sguardo proiettato verso “il nulla”, lasciano disarmati chiunque si soffermi a osservarle. Statue che, nella loro staticità millenaria, creano disagio, sconcerto e soprattutto dissenso, tant’è che è difficile dissiparlo. Una situazione che evidenzia come sia le domande sia i dubbi hanno trovato fissa dimora nella nostra realtà.
Una regione in cui la desertificazione politica, nonostante si cerchi di far passare certe tesi come la ricetta giusta per la rinascita, avanza a grandi passi occupando sempre più gli spazi, assolutamente inservibili. Una regione che, allo stato dei fatti, non fa prevedere nulla di buono, se non una cosa sola, apporre sui cartelli stradali che ne indicano i confini “chiuso per…” a chi ci crede ancora nel Molise la scelta di cosa e del perché.

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