Cisl Poste: i vertici aziendali parlano solo di chiusure e razionalizzazioni

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Ieri mattina alle ore 11,30, presso la Filiale di Via Pietrunto a Campobasso, si è tenuto l’incontro tra i vertici Aziendali e le OO.SS. di Categoria, volto alla presentazione del piano industriale. Presenti all’incontro i Segretari interregionali Ezio Fosca e Antonio D’Alessandro della CISL Poste. I vertici di Poste hanno parlato solo di contenimento dei costi, che vedranno, ancora una volta, penalizzati i lavoratori ed i livelli occupazionali, già molto precari, in Molise. In particolare, il piano illustratoci – riferisce Antonio D’Alessandro – parla della chiusura dell’Ufficio Postale di Monteverde di Bojano e la razionalizzazione (apertura a giorni alterni) degli Uffici Postali di Campomarino Lido, Campochiaro, Casalciprano, Cercepiccola, Larino succ. 1, Monacilioni, Morrone nel Sannio, San Giovanni in Galdo, Montelongo, Trivento Centro, Macchia Val Fortore, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Castelpetroso e Castel Romano e San Pietro Avellana. Inoltre, ci saranno altre aperture a singhiozzo negli Uffici Postali di Sant’Angelo Limosano, Acquaviva D’Isernia e Roccasicura.
La CISL Poste, a tal proposito – continua Ezio Fosca -, ha espresso tutta la propria contrarietà a tale progetto, perché diminuire i punti di accesso alla rete, attraverso la chiusura degli uffici postali, farà sicuramente perdere delle opportunità di acquisire nuova clientela. La volontà di voler unicamente aggredire il mercato si scontra, a nostro giudizio, con la necessità di mantenere la vocazione sociale dei nostri uffici. E’ quindi necessario agire con un equilibrio maggiore offrendo ai cittadini anche servizi con caratteristiche diverse da quelli tradizionali (esempio poter diventare lo sportello della pubblica amministrazione con una vera rivoluzione digitale). Il progetto complessivo ci sembra orientato – aggiunge Antonio D’Alessandro – unicamente a un’operazione di taglio delle risorse, senza investire sulla rete degli uffici e sulle opportunità che offre, senza cogliere le reali opportunità che la nostra rete può offrire ai cittadini e al Paese. Infatti, territori così detti minori, invece di essere abbandonati, dovrebbero essere meglio presidiati con offerte innovative (sportello servizi pubblica amm.ne, servizi dedicati al cittadino anche a domicilio ecc.);
I vertici di Poste hanno assolutamente sorvolato le difficoltà esistenti, nonostante stimolati dalla CISL, di tentare di risolvere le problematiche esistenti, come:
–    Gli Organici insufficienti che non consentono la corretta copertura delle postazioni di sportello, con gravi ricadute sui lavoratori e sulla clientela;
–    Situazione di precarietà per i 100 part-time presenti nelle Poste Molisane;
–    UP che in moltissimi casi non rispettano agli standard di sicurezza;
–    Pressioni commerciali non coerenti con il protocollo sottoscritto;
–    Disagio dei Direttori Uffici Postali e dei livelli B lasciati da soli e penalizzati dal mancato riconoscimento delle indennità contrattuali previste per i monoperatori;
–    Incoerenza tra l’operatività quotidiana degli UP ed i contenuti del Manuale della Sicurezza, con forti problematiche in caso di audit ed utilizzo “distorto” del codice disciplinare;
–    Gestione inaccettabile delle ferie con obbligo mensile di giornate di ferie in luogo di una programmazione che tenga conto delle reali esigenze del lavoratore;
–    Strumenti di lavoro inadeguati, sistemi informatici spesso in tilt, dotazione degli uffici scarsa ed obsoleta;
–    Continue modifiche alla struttura commerciale;
–    Incentivazioni commerciali spesso incomprensibili, e comunque troppo complesse perché siano efficaci, e consuntivi non sempre accessibili al fine di poter correggere/controllare la propria azione;
–    Piani formativi e corsi inadeguati alle reali necessità e modalità di fruizione non conformi;
–    Orario di lavoro, convocazioni, distacchi, ecc.
Purtroppo i vertici Aziendali – conclude Antonio D’Alessandro – alle richieste sindacali si sono chiusi a riccio, mentre erano propensi solo a parlare di chiusure e razionalizzazioni.

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