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Sanità regionale, integrazione pubblico-privato. Scarabeo: per il bene dei cittadini la Regione accerti i diritti e i doveri delle strutture private

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“I requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie, sono alla base del rapporto di accreditamento delle strutture private con la Regione Molise. Requisiti che devono essere posseduti e quindi riscontrati dalla Regione stessa, fin dall’inizio dell’iter per il riconoscimento e l’autorizzazione stabilita dal Decreto 30 dicembre 1992, n. 502, riordino della disciplina in materia sanitaria. In modo particolare, data la situazione del sistema sanitario regionale e un nuovo scenario che andrebbe a prospettarsi con l’integrazione pubblico-privato, vanno tenuti in seria considerazione alcuni requisiti a mio avviso importanti, tra i quali, in particolar modo, quello finalizzato alla qualità delle prestazioni sanitarie a che vengano svolte in un regime di uguaglianza di diritti e quindi di doveri tra tutte le strutture al fine di offrire una libera scelta agli assistiti. La Regione Molise, con propria Legge ha dettato le norme in materia di autorizzazione e esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie per garantire l’erogazione di prestazioni efficaci e sicure oltre al miglioramento della qualità e delle strutture sanitarie. Un preciso vademecum che regola o dovrebbe farlo, il rapporto tra la stessa Regione che alla fine paga le prestazioni e chi opera nella sanità a servizio del cittadino nel rispetto, pieno, delle regole. Il mio dubbio, esternato al Presidente Frattura attraverso una specifica interrogazione, alla quale, spero, risponda entro i termini stabiliti cosa che non ha ancora fatto in merito alla mia precedente richiesta riferita all’istituto Neuromed, nasce dal fatto che la Regione Molise deve costantemente monitorare, accertandola, la presenza dei requisiti organizzativi delle strutture private, fin dall’atto dell’erogazione delle prestazioni e dei trattamenti resi in regime di accreditamento e quindi fatturati alla Regione stessa. In particolar modo ho chiesto se, relativamente al rapporto intercorrente con la Fondazione Giovanni Paolo II, che secondo il Piano operativo diventerà un partner importante per la sanità regionale attraverso la fusione con l’Ospedale Cardarelli di Campobasso, tali requisiti permangono, soprattutto in relazione alla dotazione organica della struttura privata che rappresenta un elemento imprescindibile per il pagamento delle prestazioni erogate.

E vi è di più, si accerti in che misura vengono rimborsati i farmaci oncologici ad elevato costo per la cura delle malattie tumorali, che, secondo le norme contemplate dal Decreto del Commissario ad Acta della Regione Molise, n. 51 del 07/08/2015, vanno pagati nella misura che non superi il loro costo d’acquisto. Insomma nessuna furbata da parte di nessuno, il rapporto sia equo, onesto, proficuo soprattutto per il cittadino che è l’unico a pagare, sia sulla propia pelle che nelle proprie tasche, integrazione pubblico –privato d’accordo, ma le regole valgano per tutti e tutti le rispettino.” Massimiliano Scarabeo

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