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Fitto sedi regionali, Movimento 5 Stelle: sperperi, disagi e poca trasparenza

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Dopo le trionfali dichiarazioni di Frattura sulla riduzione dei costi abbiamo verificato come stanno davvero le cose. Ebbene, sul sito della Regione l’elenco delle sedi in fitto è fermo al 2014. Inoltre nel 2016 l’ente ha speso più del 2015 e per due anni ha pagato 180 mila per uffici vuoti. Abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti.
Negli ultimi mesi i residenti più attenti di Campobasso avranno notato uno strano via vai di mezzi alle prese con tanti, forse troppi traslochi. Un valzer di uffici regionali che ci ha incuriosito, anche perché, in più di un’occasione, il governatore Paolo Frattura ha magnificato il suo operato, parlando di drastica riduzione proprio dei costi per le sedi regionali.
Per capire cosa ci fosse dietro l’andirivieni e per verificare le parole del governatore abbiamo fatto una cosa semplicissima: abbiamo visitato il sito della Regione Molise alla ricerca della lista immobili in fitto. Peccato che l’elenco è aggiornato al 2014. Per gli ultimi due anni, invece, niente. In pratica l’ente regionale non rispetta la normativa sulla trasparenza delle Pubbliche amministrazioni. Ma è solo l’inizio.
Il MoVimento 5 Stelle Molise ha deciso di fare un accesso agli atti e, dopo la risposta del Settore Patrimonio, ha scoperto che se nel 2014 per i fitti delle sedi, la Regione Molise ha speso 1 milione 900 mila euro, come pubblicato sul sito istituzionale, nel 2015 ha speso 1 milione 700 mila euro e nel 2016, 1 milione 873 mila euro. Per ogni anno, inoltre, vanno aggiunti 400 mila euro di spesa per i fitti degli uffici sostenuti dal Consiglio regionale. Di certo, per i fitti delle sedi regionali nel 2016 abbiamo addirittura speso di più rispetto al 2015.
Certo, ci sono state disdette importanti: via Giovannitti (Assessorato alle Attività produttive) via Toscana (Assessorato Sanità e Politiche sociali) via Sauro (Assessorato all’Agricoltura). Ma queste disdette vanno a rilento e sono poco funzionali. Ecco perché.
Ripercorrendo l’elenco delle determine di affidamento alle ditte di trasloco abbiamo notato che, ad esempio, gli uffici regionali in poco più di un anno e mezzo si sono spostati da via Mazzini a via Giovannitti, da qui a via Sauro e da via Sauro ora presumibilmente verranno traslocati in via Umberto I, presso la sede Ex Inail.
A proposito di ex Inail. Quella di via Umberto I sembra essere il caso simbolo di questa assurda gestione dei fitti. Un caso che assomiglia tanto a ciò che sta succedendo a Isernia. Nel capoluogo pentro la Regione sta pagando la locazione per gli uffici di via Farinacci e per quelli di via Berta. A Campobasso la Regione, secondo propria delibera, doveva lasciare la sede di via Toscana nel 2014 (determina numero 370) per andare in altri locali tra cui quelli dell’ex Inail. Tuttavia la determina dirigenziale che affida il servizio trasloco degli uffici è arrivata solo nel 2016, quindi solo da qualche settimana gli uffici regionali hanno iniziato a trasferirsi lì. Di conseguenza, per due anni la Regione ha pagato un doppio canone: 422 mila euro di fitto per la sede di via Toscana ai quali va aggiunto il nuovo fitto dell’ex Inail, cioè 34 mila euro per gli ultimi mesi del 2014, più circa 90 mila euro all’anno sia per 2015 che per il 2016. Dunque, la Regione ha pagato oltre 600 mila euro un doppio canone pagato per due anni.
Ce n’è abbastanza. In mattinata abbiamo presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità nella gestione di tutti i pagamenti legati ai fitti della Regione.
Per altro, tali attese e tutti questi spostamenti creano disorientamento ai cittadini e disagi anche ai dipendenti regionali ancora alle prese con locali sicuramente non di pregio. E qui dobbiamo aprire una doverosa parentesi.
L’inclinazione all’immobilismo della Regione è evidenziata anche dalla questione Roxy, l’area da tempo individuata come possibile nuova sede dell’ente regionale, proprio a Campobasso. Una struttura da anni abbandonata nonostante le promesse di Frattura fatte nel 2014 a seguito dell’incendio che colpì l’edificio, proprio a ridosso della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Da sempre il Movimento 5 stelle, sia a livello regionale che comunale, chiede di risolvere la questione. Se non la si vuole utilizzare in qualche modo o magari vendere, l’area andrebbe messa in sicurezza e bonificata. Nel prossimo consiglio comunale di Campobasso, infatti, il Movimento 5 Stelle tornerà a chiedere al sindaco Battista come vuole risolvere la questione.

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