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Coldiretti Molise al Palaindoor ad Ancona per difendere il Grano italiano

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Ci sarà anche una folta delegazione molisana alla tappa marchigiana del Tour “Le Raegioni del Cuore” che la Confederazione nazionale Coldiretti terrà ad Ancona venerdì 28 ottobre. A prender parte alla grande manifestazione, che si terrà all’interno e fuori del Palaindoor del capoluogo marchigiano, ci saranno dunque anche i produttori cerealicoli molisani, guidati dal direttore e dal presidente regionale di Coldiretti Molise, Saverio Viola e Tommaso Giagnacovo.
Alla vigilia delle semine che rischiano di sancire la definitiva estinzione del grano italiano, la manifestazione di venerdì 28 vuole porre l’accento sulle speculazioni che hanno praticamente dimezzato le quotazioni del grano portandolo ai valori più bassi di 30 anni fa, causando la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e il rischio desertificazione per quasi 2 milioni di ettari (il 15% della superficie agricola nazionale) che si trovano peraltro soprattutto nelle aree più difficili del Paese.
Per trattare questi temi è stata scelta la città di Ancona in quanto sede di un importante porto di sbarco di grano straniero ma anche perché le Marche è la regione dove è nato Nazareno Strampelli, genetista, agronomo e inventore delle più straordinarie varietà di grano italiano che sono ora a rischio di scomparsa.
“Dopo l’ottenimento dell’obbligo dell’indicazione di origine per il latte e i prodotti lattiero-caseari ed il superamento dell’Irpef agricola – osserva il direttore di Coldiretti Molise, Saverio Viola - ancora più grandi prospettive si aprono sul fronte della tutela del Made in Italy e dunque del rilancio dell’agricoltura anche molisana”.
“I passi successivi che la Coldiretti si accinge a compiere - prosegue Viola - sono quelli dell’ottenimento di una legislazione ad hoc che preveda l’obbligatorietà dell’etichettatura di tutti i prodotti a cominciare dal grano. Questo perché – sottolinea il direttore regionale di Coldiretti, in riferimento al grano – in un periodo storico in cui sempre maggiore è l’attenzione del consumatore verso la provenienza del prodotto, è illogico utilizzare un grano non tracciato, ovvero del quale non si conosce la provenienza geografica, l’anno di produzione e la presenza o meno, al suo interno, di glifosato, per produrre pane e pasta che poi giungono sulle nostre tavole”.
Nel corso della giornata sono annunciate azioni eclatanti per far conoscere a Istituzioni e cittadini il valore del grano italiano per il futuro dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy quali la pasta e il pane.

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