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Scuole sicure, Di Clemente: è necessario uscire dalla logica delle improvvisazioni e delle “emergenze” anno per anno

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tiz di clemente

Il Pcl Molise ha sostenuto per quel che ha potuto la manifestazione organizzata da studenti, insegnanti e genitori oggi giovedì 10 novembre a Isernia sul problema delle scuole sicure . La mobilitazione popolare è il necessario punto di partenza per rimuovere una situazione deleteria che investe l’essenziale diritto allo studio, generata da anni di mala gestio locale combinata con le politiche di taglio alla scuola, dei governi capitalisti di destra o del “centrosinistra”.

In particolare ricordiamo la nefasta e grossolana gestione della giunta isernina di destra del decennio iniziato nel 2002 e delle varie giunte provinciali, allorquando i drammatici eventi di S. Giuliano riportarono in auge tale tematica: da allora nessuna pianificazione né tecnica né finanziaria fu intrapresa nè verso un polo scolastico moderno e sicuro, né verso un piano generale di seria messa in sicurezza dell’esistente.
Ma ci si interessò intensamente a reperire ingenti risorse per mega opere folli e inutili; i 52 milioni del mega auditorium-cementorium o i 4 milioni per i soli progettisti del “lotto zero” tratti dal fondo per la coesione sociale, per un’opera inutile che ne potrebbe costare altri 170. Chi ha tratto profitto da tali follie se non le solite consorterie borghesi ? Ne è vero il loro “vincolo di destinazione imposto da altri”: ad esempio, il Comune di Isernia, invece di proporre l’inutile mega appalto dell’auditorium (finito sotto inchiesta per la cricca-P3 che decideva le spartizioni a livello centrale), in occasione delle “celebrazioni dell’unità d’Italia” ben si poteva proporre il finanziamento del polo scolastico-culturale. Un sindaco con un mimino di intelletto (politico) e buon senso, così avrebbe fatto.
Sicchè, oltre alla mannaia dei nefasti governi contro la scuola pubblica, sulle scuole di Isernia per tutti questi anni - dal 2002 ne sono passati ben 14 - si è agito con improvvisazioni, “a tentoni”, senza un piano serio, magari inseguendo un susseguirsi appalti e onerosi fitti a privati, dietro i quali muovevano solo i soliti comitati affaristici; ed infatti tali interventi con fondi pubblici non hanno risolto il problema se è vero come è vero che quasi tutte le scuole presentano bassi indici di sicurezza ed ogni anno si riparte con le solite tiritere.

Di certo ora accorre affrontare l’emergenza, rispetto alla quale proponiamo di aggiungere alle varie soluzioni in itinere, un atto autoritativo urgente per pubblica utilità verso la Banca d’Italia, che imponga di mettere a disposizione l’edificio di Isernia Via XXIV Maggio: è vergognoso che in simili situazioni un edificio di tal fatta rimanga inutilizzato, tanto più che di fatto si tratta di proprietà pubblica, atteso che la Banca d’Italia ne è divenuta proprietaria con i soldi dei lavoratori che pagano le tasse anche per avere scuole sicure, a parte la grande rapina sociale che i banchieri ogni anno consumano verso le classi lavoratrici e più deboli.
Ma nel mentre si affronta l’urgenza, è necessario uscire dalla logica delle improvvisazioni e delle “emergenze” anno per anno, definire finalmente una pianificazione tecnica e finanziaria che sia socialmente e democraticamente controllata da studenti, insegnanti e genitori, per il futuro polo scolastico sicuro e moderno, e/o per una reale messa in sicurezza dell’esistente patrimonio scolastico.

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