“Posizione di Co.Di.S.A.M.- Co.Re.A. sull’ampliamento della MOMENTIVE”

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Mostriamo una forte contrarietà all’ampliamento per una serie di motivazioni tra cui il pericolo derivante dalla produzione di silani.  Ciò che realmente ci preoccupa e che non va sottovalutato sono le emissioni delle polveri ultrafini (dalle PM 2,5 fino alle nanoparticelle). Le PM2,5  a partire da quest’anno (01/01/2015) hanno come limite annuale 25 μg/m3  e, assieme al Black Carbon, sono direttamente collegate ad una serie di patologie respiratorie sia acute che croniche.  I dati messi a disposizione da Arpa Molise riguardano solo le PM10 ed in particolare risultano alte le concentrazioni registrate dalle centralina Termoli3 (Portocannone) e Termoli4 (Campomarino) che segnalano già, rispettivamente 12 e 6 sforamenti, per quest’anno, del limite dei 50 μg/m3 sui 35 previsti per l’intero anno (dato aggiornato al 19/03/2015). Il 17 ottobre 2013 IARC-WHO si è pronunciata ufficialmente sull’inquinamento atmosferico , classificandolo come cancerogeno per l’uomo di gruppo 1. In particolare si è affermato che:
·    “Esistono prove sufficienti (sufficient evidence) che l’inquinamento atmosferico sia cancerogeno per gli esseri umani. L’inquinamento atmosferico causa il cancro del polmone”.
·    “Esistono prove sufficienti (sufficient evidence) che il particolato atmosferico sia cancerogeno per gli esseri umani. Il particolato atmosferico causa il cancro del polmone”.
Non ci convincono le deduzioni fatte sull’impatto al suolo dovute alla ricaduta degli inquinanti emessi in atmosfera, così come l’inquinamento dell’acqua e le conclusioni sull’impatto sanitario. Non ci convincono i pareri forniti da ARPA Molise e ASREM in base ai quali la Regione Molise rilascia parere favorevole. Sostanzialmente si afferma che, ottemperate le giuste prescrizione e in assenza di dati epidemiologici certi per i quali si sollecita l’attivazione di ulteriori azioni di indagine a livello ambientale ed epidemiologico, si rilascia parere favorevole.  Non ci convince inoltre la  documentazione  su impatto ambientale e sanitario allegata alla richiesta di ampliamento  presentata dalla Momentive e ci chiediamo come sia possibile affermare che la nuova produzione non comporterà un aumento delle emissioni con relativa conservazione della “buona” qualità dell’aria in assenza di una Zonizzazione.
Ci si dimentica troppo spesso e troppo facilmente di studi condotti proprio in Basso Molise alcuni anni fa che hanno evidenziato alcuni fenomeni e patologie e che hanno posto delle serie domande cui ancora non si è data alcuna risposta.
Un recente studio pubblicato nel 2013 riguardante i casi infantili di asma (Ripabelli et al. BMC Public Health) attestava: l’asma è risultata significativamente associata a persone che vivono nella città di Termoli che a fronte di attività industriali/produttive, è sottoposta anche ad una maggiore pressione ambientale dovuta a presenza di strada a pedaggio, strada statale, ferrovia, porto e che possono provocare inquinamento atmosferico da traffico veicolare a motore e aumentare l’induzione di asma.
Uno studio sulla popolazione lichenica (organismo simbiotico tra un’alga e un fungo utilizzato per il monitoraggio della quantità dell’aria) evidenziava il riscontro, in una zona dell’area industriale di Termoli nelle immediate vicinanze del complesso Fiat, del cosiddetto “deserto lichenico” indice di grave compromissione ambientale.
Un’indagine epidemiologica su ambiente e salute nell’area di Termoli eseguita in collaborazione con I.S.S. e che ha interessato i comuni di Campomarino, Guglionesi, Petacciato, Portocannone, S. Martino in Pensilis, Termoli ha posto l’accento su diverse “eccedenze” statistiche che richiedevano ulteriori approfondimenti. In particolare:
·    Per quanto riguarda le emissioni di polveri in atmosfera, sulla base delle informazioni reperite e delle simulazioni effettuate, tenuto conto dell’incertezza dovuta alla metodologia di stima e alle parziale conoscenza dei fenomeni meteorologici locali, è emerso che le aree residenziali maggiormente interessate sono quelle dei comuni di Portocannone e Campomarino, e in misura minore di Termoli e Guglionesi. Tale situazione richiede ulteriori approfondimenti.
·    Indagini ulteriori paiono giustificate anche per gli ossidi di azoto, per i quali è ipotizzabile un superamento dei limiti orari per le ricadute a breve termine, e per le ricadute di sostanze organiche volatili, in particolare nelle aree residenziali di Campomarino..
·    Numerosi elementi di interesse emergono dallo studio di mortalità geografica. In particolare, incrementi significativi della mortalità per CANCRO POLMONARE nella popolazione complessiva (uomini e donne) si osservano A CAMPOMARINO E PORTOCANNONE, i due comuni per i quali si sono stimate le maggiori esposizioni alle emissioni di polveri e alle ricadute di sostanze organiche volatili. Gli incrementi di mortalità per tumori del sistema LINFOEMOPOIETICO si concentrano soprattutto a TERMOLI E A GUGLIONESI.
Questi studi pongono domande alle quali occorre dare una risposta valida, non si può dare parere favorevole all’ampliamento di una industria che necessariamente produrrà più inquinamento senza avere informazioni di base affermando che si sollecita l’attivazione di indagini epidemiologiche! Le indagini vanno fatte prima di autorizzare l’ampliamento non dopo!
In Italia esistono leggi in materia di prevenzione, protezione e tutela di salute e ambiente, nonché importanti articoli della Costituzione che puntualmente vengo disattesi o solo parzialmente attuati e che favoriscono fenomeni diffusi di inquinamento ambientale. Tali fenomeni contribuiscono ad aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari, respiratorie, cronico-degenerative e neoplastiche tale da generare una grave situazione sanitaria nelle popolazioni italiane.
In conclusione ci chiediamo come mai non venga adottato il Principio di Precauzione e quello Responsabilità che, citando il compianto e stimato Lorenzo Tomatis, impone di “accettare il dovere di informare e impedire l’occultamento di informazioni su possibili rischi per la salute ed evitare che si continui a considerare l’intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali saggiare tutto quanto è capace di inventare il progresso tecnologico”; e  facciamo una domanda: cui prodest?!

Co.Di.S.A.M. – Co.Re.A.

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