Marinucci: Panem et circensem, termoli è tornata ai tempi dell’antica Roma

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In questi giorni di campagna elettorale sembra che Termoli sia tornata ai tempi dell’antica Roma in cui il cibo e un po’ di divertimento bastavano per fare felici i cittadini. In realtà si tentava di distogliere la loro attenzione dagli argomenti importanti, dai problemi che invece avrebbero dovuto essere al centro dell’attenzione, specialmente da chi intende prendersi cura della Res Pubblica. Così, tra un aperitivo e un boccale di birra, i vari candidati alla carica di sindaco incontrano i termolesi. “Quello che vorrei ricordare ai cittadini di Termoli – afferma il candidato sindaco Paolo Marinucci – è che non basta ritrovarsi con un bicchiere in mano per innescare un vero processo di cambiamento. Lo si è fatto per anni e si vedono chiaramente i risultati del decadimento dell’impegno politico.

Lungi da me l’idea di fare il bacchettone, ma credo proprio che sia tempo di cambiare atteggiamento, non fosse altro che per rispetto a chi fa fatica ad arrivare a fine mese o chi non ce la fa proprio più a tirare avanti”.
Incontrare i cittadini è fondamentale per ridare un viso espressivo a questa città così intristita e provata dall’immobilismo degli ultimi anni, segnati dalla crisi, certamente, ma anche da una cattiva amministrazione che non ha saputo interpretare le esigenze dei cittadini, delle aziende, delle associazioni.
“Da questa convinzione – continua Marinucci – è scaturito lo stile della campagna elettorale appena iniziata, improntata sulla sobrietà, che non vuol dire mestizia. E’ per questo che non mi vedrete offrire aperitivi, ma sarò sempre disposto a incontrare la gente, anzi sono il primo a fermarmi per strada, mentre cammino, per uno scambio di opinione con chi incontro e farò in modo di avere sempre tempo e modo di dialogare con chiunque abbia suggerimenti, osservazioni, proposte così come continuerò a fare se i termolesi sceglieranno me come Sindaco”.

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