Crisi idropotabile, il Basso Molise faccia quadrato e non pensi al rimpallo di responsabilità

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Siamo appena alla prima ondata di caldo e in Basso Molise siamo già, si potrebbe dire immersi se il termine non avesse il gusto della beffa, alla prima crisi idropotabile.

L’azienda regionale Molise Acque ha infatti inviato in 24h due comunicazioni di riduzione e sospensione del flusso idrico; comunicazioni inviate ai comuni di: Larino, Ururi, S. Martino in Pensilis, Portocannone, Campomarino, Termoli, Petacciato, Montenero di Bisaccia e San Giacomo degli Schiavoni. Nello specifico, la prima comunicazione riguarda la riduzione del 20% del flusso idrico, da imputarsi alle perdite abbondanti delle reti idriche cittadine; mentre la seconda è da imputarsi a problemi tecnici riscontrati al potabilizzatore del Liscione.

ùEcco che in giorno assolato di giugno, sono esplose le grandi questioni legate alla gestione della risorsa idrica in Molise; risorsa di cui la Regione è ricchissima. Questioni che si protraggono da decenni. Dinanzi ad una situazione tutt’altro che rassicurante, si osserva un quadro del tutto frammentario in termini di risposta da dare ai cittadini; i quali sono giustamente sempre più disorientati, arrabbiati e delusi. Un rimpallo di responsabilità tra i soggetti interessati dal fenomeno (Comuni, Regione e
Molise Acque) che non solo non risolve granché, ma amplifica quel senso di impotenza e rassegnazione che in Basso Molise si vive oramai ogni stagione estiva.

La soluzione starebbe nel ribaltare il modo di approcciare il problema. Ai cittadini in fondo poco interessa la percentuale di responsabilità dei vari enti e istituzioni, ai cittadini interessa non avere più il problema o quantomeno conoscere il percorso che si sta mettendo in atto per risolverlo in prospettiva. L’unica alternativa, in quest’ottica, è quella di costruire un’unità d’intenti che porti tutti gli attori a pianificare insieme una strategia condivisa per arrivare a risolvere definitivamente l’allaccio del Basso Molise alla rete di adduzione denominata “molisano centrale”.

Tutto questo in tempi certi e brevi. Un’azione che permetterà un uso più corretto (sia in termini di tipologia di utenza, sia in termini di portate) dell’acquedotto del Liscione e dell’impianto di potabilizzazione annesso.
Un’azione che porterà acqua di sorgente al mare, con un impatto positivo sia sulle popolazioni residenti, sia su quelle fluttuanti legate allo sviluppo turistico del Molise. In concomitanza a ciò, va messa in campo una battaglia forte, nei confronti dell’Europa e del Governo centrale, per far arrivare gli investimenti che servono ai Comuni bassomolisani affinché si predisponga un piano di
manutenzione straordinario sulle reti idriche cittadine, divenuti dei veri e propri colabrodo in termini di risorsa idrica e di economie locali. Infatti la situazione finanziaria dei Comuni non permetterà loro di intervenire in modo adeguato e sensato sulle reti idriche.

Solo l’azione condivisa dei Comuni, dei rappresentanti in seno all’ANCI e al Comitato delle Regioni, della Regione Molise, della delegazione parlamentare ed europarlamentare e delle forze sociali, può portare ad ottenere una soluzione straordinaria del problema idrico, unico margine allo spreco di una risorsa che dovrebbe essere cara a tutti perché bene comune e diritto costituzionale, con la quale potremmo migliorare la qualità della vita di migliaia di cittadini e le economie di un intero territorio. Solo così potremmo non dover vivere il paradosso che vede una regione ricca di risorsa idrica, galleggiare appena.

Nicola Palombo
Consigliere Comunale Montenero

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