La molisana Mina Capussi espone a Roma alla Chiesa del Gesù

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Mina Cappussi, pittrice oltre che nota giornalista, espone nella Chiesa del Gesù, considerata la chiesa madre dell’ordine dei Gesuiti di Roma, tra Via del Plebiscito e Piazza Argentina a ridosso di piazza Venezia, nel cuore pulsante della Capitale d’Italia. Una Chiesa emblematica, che trasuda storia a partire dalla sua fondazione, da parte di Sant’Ignazio di Lojola nel 1551, oggi cornice di un evento artistico d’eccezione, la mostra Ciack si Mostra, organizzata dall’Associazione Artisti di Roma presieduta da Giuseppe Di Bella, grazie alla disponibilità e alla lungimiranza di Padre Daniele, che ha autorizzato il vernissage e l’esposizione nel luogo che accoglie la tomba di Sant’Ignazio di Lojola. Mina Cappussi, ormai adottata dalla Capitale, dove ha esposto in due personali al Ministero dei Beni Culturali, nella vicina via del Collegio Romano e allo Stadio Domiziano di piazza Navona, porterà nella Chiesa del Gesù, frequentata da Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Giulio Andreotti, due opere particolari: Samnites, opera-omaggio al popolo italico che si stanziò in Molise e fronteggiò con coraggio l’avanzata dell’Impero Romano, e Urphanomen Ceruleo, già esposto a Bologna Art Expo dove ha ricevuto gli apprezzamenti di Philippe Daverio e Giorgio Grasso. Sarà possibile visionare le opere sabato 1 e domenica 2 agosto, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Domenica alle 18.00 il Finissage alla presenza di Giuseppe Di Bella, presidente del sodalizio e curatore della mostra, Marina Loffredo, storico dell’Arte tra i fondatori degli Artisti di Roma, Paola Charelli, pure co-fondatrice, con la collaborazione di Giordano De Cesaris.
L’occasione è ghiotta per poter ammirare questa splendida chiesa dalla singolare ricchezza artistica che la segnala come un capitolo importante della storia dell’arte ed è uno dei monumenti più visitati di Roma. Al suo interno un grande specchio centrale riflette la magnifica volta affrescata e consente di ammirarne la minuziosità dei particolari senza sforzo e anzi amplificandone la grandiosità. Accedendo alle stanze di Sant’Ignazio, inoltre, appare un corridoio prospettico capace di creare illusioni ottiche meravigliose. “Ti metti al centro – scrive Roby di Italia Terapia – e tutto quadra. Ti sposti e scopri le “bugie” di Andrea Pozzo”.
Ma non è finita. All’interno della Chiesa del Gesù, ogni pomeriggio, da duecento anni a questa parte, si può assistere alla cosiddetta “macchina barocca”: sull’altare, ad un certo punto, alle 17.30 precise, al suono di un organo invisibile, come una specie di orologio a cucù, il quadro che si vede entrando a sinistra avanza scoprendo la statua di Sant’Ignazio di Lojola sotto un gioco sapiente di luci che ne fanno risaltare i lineamenti. E qui c’è tutto l’orgoglio di Padre Daniele perché è grazie a lui se la macchina barocca è stata rimessa in funzione per la gioia dei turisti, ma anche dei tanti fedeli affezionati al luogo sacro dove si tennero, tra gli altri, i funerali di Enrico Mattei e quelli di Alcide De Gasperi e padre Taggi confessava Giulio Andreotti. E sempre qui venne benedetta la salma di Aldo Moro dopo che era stato ucciso dalle Brigate Rosse.
“Non è un caso – spiega Mina Cappussi, che ha esposto a New York, Dubai, Abu Dhabi, Costa Rica – che la mia precedente personale a Roma si sia tenuta nel Salone Monumentale Crociera, oggi sede del Ministero dei Beni Culturali, già Biblioteca Major, fondato da S. Ignazio di Loyola, nel palazzo del Collegio Romano, sede principale a Roma della Compagnia di Gesù. Oggi le mie opere tornano in una chiesa simbolo, che addirittura accoglie le spoglie di Sant’Ignazio. Qualcuno li chiama sincronismi. Io li chiamo segni”.

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