Zes Adriatica interregionale, Fanelli: restano ancora da chiarire alcuni dubbi

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Zes Adriatica interregionale, alla vigilia della sua imminente partenza, restano ancora da chiarire alcuni dubbi conseguenti alla azione amministrativa della Regione Molise.

Dopo il via libera del Governo alla Zona Economica Speciale “Adriatica” che interessa le regioni Puglia e Molise e la sottoscrizione da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte del decreto formale della relativa istituzione, ancora oggi, infatti, non si hanno tracce delle aree interessate in Molise, che pure sono state identificate, così come si evince dalle delibere dea Regione Puglia. Alo stato attuale non è ancora dato sapere, con precisione, quali saranno le particelle catastali interessate dalla zona economica speciale ricadente in territorio molisano.

Si è compreso, indirettamente dai documenti della Regione Puglia, che il territorio sarà quello retro portuale di Termoli e Larino, l’area industriale più dinamica della Regione, dove insistono le maggiori attrattive per le imprese interessate ai benefici fiscali e amministrativi previsti dalla zona economica speciale. Ma anche Bojano e altri comuni. Nessuno di questi territori, però, è stato individuato ascoltando il partenariato, e soprattutto le imprese e le rappresentanze dei lavoratori, né l’indirizzo del Consiglio regionale, deputato formalmente dallo Statuto alla pianificazione e programmazione territoriale.

Come Partito Democratico, abbiamo sostenuto la stessa idea, sin da quando, in origine, il Molise era stato escluso. E solo grazie ad una forte azione politica della filiera del PD si riuscì, con il governo di centrosinistra che accolse la proposta dell’Anci di emendare l’articolo 4 bis del Decreto per il Sud per garantire una Zes ad ogni regione. Che noi indicammo, nel convegno nazione promosso il 12 ottobre 2017 nella sala consiliare del Comune di Termoli, nella zona retro portuale e nel suo nucleo industriale, anche per creare un collegamento con i benefici previste per le aree di crisi delle province di Campobasso ed Isernia.

Un impegno, dunque, che arriva da lontano e che, proprio nel momento di essere concretizzato, registra ancora preoccupanti zone d’ombra. Dalla mancata concertazione con il partenariato, alla richiesta di aumento degli ettari coinvolti (allo stato 516) mai avanzata formalmente dalla Regione,  alla cosiddetta “riserva” di territorio, decisa dal Governatore Toma, che di fatto congela i vantaggi per parti di territori che si è deciso di non zonizzare aspettando il domani e che sicuramente una volta emanato il decreto e conosciute le particelle catastali, sveglierà gli appetiti di tutti i Comuni esclusi con conseguente conflittualità difficile da gestire.

Ultimata la fase di istituzione, all’avvio di quella attuativa per la valutazione delle idee imprenditoriali che potranno insediarsi sul territorio, come saranno superati e risolti questi importanti interrogativi?

In attesa della pubblicazione dell’ultimo decreto, fin da ora annunciamo una forte campagna di informazione e coinvolgimento del territorio, nel tentativo di favorire investimenti davvero capaci di produrre lavoro ed economia. Ci impegneremo affinché il grande lavoro che da anni abbiamo portato avanti come centrosinistra per la zona economica speciale molisana, non venga depotenziato e sprecato.

Micaela Fanelli

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