Valorizzazione e tutela delle piccole attività commerciali nei borghi e nei centri Storici, Fanelli presenta pdl

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“Valorizzazione e tutela delle piccole attività commerciali nei borghi e nei centri Storici”, è il titolo di una proposta di legge -contraddistinta con il n. 95- presentata dal Consigliere regionale Micaela Fanelli.
La proposta di legge si pone l’obiettivo di valorizzare le attività che, grazie all’impegno nel tempo, alle capacità organizzative, di passaggio generazionale e di adattamento a nuovi stili e consumi, contribuiscono allo sviluppo e alla identità dell’economia locale e regionale, nonché alla promozione e al miglioramento del tessuto urbano. Tali attività costituiscono –si legge nella relazione illustrativa della proposta- un presidio sociale ma anche storico culturale e tradizionale del territorio molisano.
In quest’ottica, il secondo comma, dell’art. 2, della pdl, definisce innanzitutto le piccole attività commerciali, di presidio sociale storiche e di tradizione, quelle caratterizzate da una combinazione di fattori legati alla presenza in piccoli borghi, alla continuità nel tempo alla gestione, alla tipologia merceologica offerta, alla collocazione in strutture architettoniche anche vetuste, nonché in centri storici di particolare interesse, al mantenimento di attrezzature storiche, all’espressività sociale, economica e culturale dell’offerta e dell’ambientazione in stretta coerenza con il contesto locale. Sono categorie di tale patrimonio: a) i negozi storici, intesi quali unità locali che svolgono attività di commercio al dettaglio in sede fissa; b) i locali storici, intesi quali unità locali esclusivamente o prevalentemente dedite alla ristorazione o alla somministrazione di alimenti e bevande; c) le botteghe artigiane storiche, intese quali unità locali che svolgono la vendita diretta al dettaglio di beni o, con vetrine poste su strada o situate al piano terreno degli edifici; d) le attività commerciali minori, intese quali unità locali che svolgono la vendita diretta al dettaglio di beni o servizi diversi da quelle di cui ai punti a, b e c.
La pdl prevede quindi che la Regione Molise promuova interventi specifici per le piccole attività commerciali volti a: 1) sostenere il passaggio generazionale e la trasmissione di impresa per favorire la continuità della gestione e il rilancio occupazionale, nonché l’inserimento lavorativo dei giovani; b2favorire l’associazionismo locale per la promozione della cultura d’impresa; 3) difendere e sostenere il patrimonio sociale, storico e di tradizione attraverso la valorizzazione e la tutela delle attività che ne mantengono integra l’attività e l’esistenza; 4) sostenere interventi di restauro e conservazione di beni immobiliari, insegne, attrezzature, macchinari, arredi, finiture e decori originali legati all’attività; 5) sostenere interventi di sviluppo, innovazione e miglioramento della qualità dei servizi, per consolidare la competitività e il posizionamento sul mercato delle piccole imprese in un’ottica di integrazione tra socialità, storicità e modernità; 6) accrescere l’attrattività dei piccoli borghi e degli addensamenti dei luoghi storici del commercio, valorizzando le vie storiche e gli itinerari turistici e commerciali; 7) favorire, sostenere e valorizzare la promozione e l’utilizzo di prodotti agroalimentari di provenienza regionale.
Viene in ultimo previsto nel testo dell’iniziativa legislativa, che la Regione valorizzi lo sviluppo del commercio elettronico anche attraverso la concessione di contributi a favore delle piccole attività commerciali anche in forma aggregata, ai fini della realizzazione di programmi d’intervento nel settore del commercio elettronico, nel rispetto, ove previsto, del regime “de minimis” di cui alla vigente normativa europea. Pertanto i programmi di intervento nel settore del commercio elettronico (e-commerce) dovranno prevedere la valorizzazione di prodotti molisani e di filiera in misura proporzionalmente maggiore rispetto a tutte le altre categorie di prodotti commerciabili.
La proposta di legge passa ora all’esame della Commissione consiliare competente per materia, che dopo l’espressione del parere di rito, la indirizzerà al Consiglio regionale per le definizioni del caso.

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