Scurti al Centro destra termolese: Benvenuti alla Fiera dell’Ovvietà!

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Corre l’obbligo di rispondere alla maggioranza del Comune di Termoli – anche se non so esattamente chi siano gli autori del comunicato – visto che sono stato tirato in ballo e buttato in pasto alla “gogna mediatica” senza capirne le reali motivazioni, dato che il dibattito – seppur acceso – con la Direzione del Circolo PD di Termoli era di altra natura e certamente non può essere paragonato con il ruolo che svolgo come docente. Sarebbe come chiedere al Sindaco di Termoli di dimettersi dal ruolo di docente perché è diventato Sindaco, il che un po’ rasenta la fiera dell’ovvietà per la quale – in un certo senso – mi trovo qui a scrivere pur avendo altre cose da fare. Sono un docente precario e lo affermo con una certa fierezza, la stessa identica fierezza che contraddistingue tutti gli appartenenti alla mia categoria e che svolgono il loro lavoro con dedizione e passione, seppur nell’incertezza sul loro futuro lavorativo. Un docente precario dal 2004 – molto prima, dunque, l’inizio della mia carriera politica che mi ha visto candidato come consigliere comunale per la prima volta nel 2014, circa 10 anni dopo! – che , come tutti i docenti, è iscritto in una graduatoria scolastica provinciale e viene convocato, annualmente, in base allo scorrimento della graduatoria per l’assegnazione della cattedra che, ogni anno, può essere in un istituto scolastico diverso e, certamente, non grazie all’intervento di un Dirigente scolastico. Tali graduatorie provinciali tengono conto di requisiti oggettivi e non soggettivi: quotazioni dei titoli e dunque lauree, master e certificazioni informatiche che posso vantare di possedere e che, mi preme dirlo, mi consentono di essere tra i primi posti in graduatoria per ogni classe di insegnamento dove sono iscritto! Resto un po’ basito dal fatto che si finga di non sapere quali siano le procedure di assegnazione delle cattedre e si affidino alla stampa giudizi di condotta professionale che rischiano di ledere l’immagine di una persona, di un onesto lavoratore precario che, semmai, dovrebbe essere annoverato tra quelli che vivono purtroppo nel precariato. Ma tant’è … Chiaramente il mio intervento non è per pretendere scuse, perché mi bastano i segni di solidarietà e vicinanza dei tanti che mi conoscono da sempre e non hanno motivo di dubitare della mia persona, ma sono anche consigliere Comunale e Segretario di Federazione PD del Basso Molise, quindi ho l’obbligo morale di dare risposte alle persone che mi hanno votato, ma anche a tutte le iscritte e gli iscritti del Partito Democratico che nel Basso Molise rappresento. Ma soprattutto perché sono un insegnante che, ogni giorno, insegna ai suoi studenti l’importanza dell’etica e che a causa di quanto dato in pasto alla stampa, è stato leso nel suo ruolo professionale. Posso solo registrare dunque, con un certo rammarico, che la maggioranza ha scelto di lanciarsi in invettive sulla mia persona e sulla mia condotta professionale, invece di rispondere nel merito di quanto il circolo di Termoli chiedeva, cosa che succede, ahimè, sempre. Se è vero che non voglio scuse, però, mi preme ribadire un concetto che in politica, purtroppo, spesso dimentichiamo: il rispetto per la persona ed in particolar modo per l’universo femminile, non dovrebbe mai mancare perché prima di ogni altra cosa siamo esseri umani da trattare con il dovuto rispetto. Leggere ancora oggi battute e aggettivi finalizzati a denigrare e sminuire il ruolo delle Donne in politica, è offensivo per la città di Termoli, è offensivo per le donne tutte, ed è offensivo per chi scrive. Ho creduto fortemente nella Conferenza delle Donne Democratiche, così come ho creduto fortemente nell’apporto positivo che le donne avrebbero portato nella Federazione PD del Basso Molise e leggere attacchi velatamente sessisti mi offende, perché stride fortemente con i valori del mio partito che sono anche i miei e che mi porterebbero a sentirmi offeso anche se gli attacchi fossero indirizzati ad una donna mia avversaria politica, perché credo che ledere la dignità personale e politica di una donna sia una sconfitta per la parità tanto millantata anche dalla destra.

Oscar Scurti

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