San Giuliano di Puglia, 13 anni dal terremoto. Frattura: la cura del nostro territorio, un dovere di tutti nel ricordo delle vittime del crollo della scuola Jovine

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Di seguito la riflessione del presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, sul tredicesimo anniversario di San Giuliano di Puglia condivisa con il consiglio regionale durante la seduta istituzionale dedicata al giorno della memoria.

Lo scorso gennaio, un convegno dedicato alla sicurezza degli edifici scolastici. Lì un ragazzo, giovane uomo prossimo alla laurea in geologia: Dino, bambino 13 anni fa sopravvissuto al crollo della Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia. Dedicherà il suo impegno allo studio dei fenomeni sismici. Una laurea, la sua, di un peso specifico diverso.

La storia di Dino, la sua scelta universitaria, di più: la sua scelta di vita, è una storia che ci coinvolge, una storia che insegna tanto a tutti noi. E’ il legame indissolubile con un’altra storia che non si cancella, una storia corale e drammatica, inesauribile per sofferenza e spesso per rabbia, cui Dino ha voluto dedicare quella possibilità di vita a lui confermata, ai suoi piccoli compagni di banco negata. Dino ha trasformato paura e ricordo in conoscenza, è un gesto che ci commuove e ci invita a riflettere.

Oggi il Molise si ferma nella memoria di un dolore che anno dopo anno si rinnova senza trovare pace. Un dolore che è lì avvinghiato al ricordo del volto di 27 bambini e della loro maestra Carmela, un dolore che richiama tutti noi a doveri precisi. Primo tra tutti il dovere della sicurezza degli edifici scolastici, un tema che dall’immensa sofferenza vissuta a San Giuliano di Puglia è diventato centrale nell’agenda del Paese. Il nostro Molise ha dettato purtroppo l’urgenza nazionale. È stato l’urlo della sofferenza di San Giuliano, nel 2002, a richiamarci al dovere di garantire ai nostri bambini, ai nostri insegnanti, al personale che vive la scuola ogni giorno, spazi sicuri. Tanto si è fatto, ma tanto ancora resta da fare.

Abbiamo imparato, anche negli anni successivi a San Giuliano purtroppo per le innumerevoli calamità naturali che hanno distrutto il nostro territorio e continuano a offenderlo, che la cura di esso è il primo passo da compiere per non avere più macerie attorno a noi.

Siamo tutti chiamati a contribuire al cambiamento che inchioda ciascuno di noi a responsabilità ben precise e scandite nei nomi dei bambini da 13 anni pianti dai loro genitori ogni giorno. Da allora la Regione ha posto la massima attenzione alle infrastrutture scolastiche, destinando risorse per la messa in sicurezza, completamento e realizzazione di nuovi edifici a norma. Ogni cosa fatta perché sicuro diventi sinonimo di normale. Ogni cosa realizzata per dire mai più.

Mai più anche per i piccoli sopravvissuti al crollo, mai più per chi con un grembiulino addosso ha retto ore e ore il peso di gravissime macerie. Mai più per tutte le famiglie dilaniate e straziate di San Giuliano, mai più per chi aveva tutta la vita davanti e all’improvviso non ce l’ha avuta più.

Mai più per tutti loro, Luca, Morena, Valentina, Raffaele, Paolo, Antonella, Maria, Michela, Valentina, Martina, Giovanna, Maria, Luigi, Maria Celeste, Sergio, Antonio, Luigi, Gianni, Antonio, Gianmaria, Luca, Melissa, Lorenzo, Giovanna, Costanza, Domenico, Umberto, mai più per la maestra Carmela. Mai più per nessun altro.

Questa giornata di lutto collettivo è il Mai più che il Molise destina a tutte quelle lacrime senza consolazione.

Paolo di Laura Frattura

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