Politica regionale/ Ripartito il gioco dei quattro cantoni

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Come volevasi dimostrare, quello che era nell’aria, si è verificato ci riferiamo alle nuove adesioni al partito di Salvini che vede l’arrivo di calibri da novanta che stanno causando malumori, rimbrotti e mal di pancia leggasi puntualizzazioni da parte di alcuni notabili della Lega che non hanno gradito le uscite pubbliche e le nuove nomine senza esserne informati. Tuttavia, non sta assolutamente a noi giudicare le scelte fatte anche perché un detto locale dice “come ti fai il letto così, ci dormi”; ecco perchè ci auguriamo che il sonno (dei giusti) non sia agitato da fantasmi, altrimenti rischia di non allinearsi con i principi che regolano il delicato equilibrio delle cose e questo per il bene della collettività molisana è da scongiurare. Ci siamo “arrogati” il diritto di esternare queste considerazioni, in nome e per conto dell’elettore, perché le attese sono palesi. Le quali, sicuramente fanno da pendant con le metamorfosi, non quelle di Ovidio né tanto meno di Kafka, che hanno portato uno sommovimento del mondo politico locale. Situazione che non sappiamo fino a che punto possa giovare a chi le ha messe o vuole metterle in atto. Un non giovamento, almeno, questo è quello che crediamo, dovuto essenzialmente a una non presa di coscienza di chi è arrivato in cima e non teme in una possibile caduta.
Una caduta che, potrebbe essere evitata solamente se si mettessero da parte i “personalismi” che rappresentano il vero “ostacolo” che, non permette assolutamente il decollo della politica, quella con la “P” maiuscola nel Molise terra che oltre duemila anni fa, per la battagliera indole dei suoi abitanti i Sanniti, seppe soggiogare le aquile romane, ma questa è un’altra storia, anche perché i seguaci del neo ministro dell’interno adepti alle ideologie di Alberto Da Giussano, in quei tempi erano considerati “barbari”, non lo diciamo noi ma i libri di storia.
Per tornare alla questione ci siamo permessi giocare con il titolo dell’articolo parafrasando un gioco non più in auge, non per dileggiare nessuno, ma perché la situazione che si è venuta a creare ci ricorda molto da vicino il gioco dei quattro cantoni che divertiva perché c’era sempre qualcuno meno lesto degli altri che non riusciva a occupare lo spazio angolare. Un gioco che, nella fattispecie, questa è la cosa, forse più preoccupante, mostra spregiudicatezza da un lato e poca cautela dall’altra.
Un gioco enigmatico sotto certi aspetti, specialmente se si considera che il Molise è fresco di elezioni, anche se Machiavelli maestro di sagacia politica commenterebbe la situazione in questo modo: “Ia instabilità delle parti trae origine dai continui sconvolgimenti delle situazioni che introducono una variabile di imprevedibilità. Ecco perché la prima condizione per governare è quella di capire le situazioni che scaturiscono; cosa che non implica una visione deterministica, ma indica ciò che è obiettivamente dato indipendentemente dalla volontà e dal raggio d’azione qualunque esso sia”.

di Massimo Dalla Torre

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