Ospedale San Timoteo, Monaco: La situazione è al collasso. L’Asrem non può lavarsene le mani

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“Da quando sono consigliere regionale non ricordo una estate in cui non sia intervenuto sulla situazione che ogni anno, proprio come una influenza di stagione, vede protagonista il nosocomio termolese” – esplode la rabbia del vicepresidente Filippo Monaco a constatare ancora una volta la grave difficoltà che il San Timoteo di Termoli si trova ad affrontare nella stagione turistica.
“Se qualcuno della Direzione Generale della Asrem avesse il buon senso di andare a controllare cosa succede a Termoli in questi giorni, si renderebbe conto che la gestione delle emergenze sanitarie al San Timoteo è decisamente carente, scarsa, insufficiente! Personale lasciato totalmente allo sbando: medici, infermieri e ausiliari che non riescono, nel numero, a far fronte ad una utenza che puntualmente, nel periodo estivo, triplica la sua portata. Che sia per il blocco dei rinnovi del personale a tempo determinato o che vi sia una responsabilità di altra natura, una sola domanda mi viene da fare: ma siamo davvero degli scellerati in questa Regione? E si ha pure il coraggio di dire che bisogna puntare sul turismo: ma come ci si può farcire la bocca di tante belle speranze se poi, magari, al turista non riusciamo nemmeno a garantirgli la sicurezza sanitaria? Questa volta non accetterò che mi si dica che il mio è un comportamento strumentale e che l’azienda sanitaria aveva già provveduto a verificare le criticità se poi,ad oggi, a stagione quasi finita, le criticità sono le stesse se non peggiori. Non accetterò scusanti di alcun tipo: chi governa qualsiasi tipo di ente deve saper risolvere i problemi. E la salute, ricordo, non è un problema o un dovere, è un DIRITTO!”
“Mi appello dunque al direttore generale e quello sanitario dell’Asrem a recarsi personalmente al San Timoteo e guardare con i propri occhi le file di pazienti in attesa di un riscontro sanitario; che visitino ogni reparto per rendersi conto di quanto complicata e ingestibile sia diventata la situazione. Non si può abbandonare una struttura che offre servizi al cittadino di primaria importanza allo sbando totale, non si può trattare il malato, il paziente, o chiunque abbia necessità di farsi curare con insufficienza e prossimità perché manca il personale atto e perché quello che coraggiosamente presta la sua opera è lasciato totalmente allo sbando. Ma vi siete mai chiesti se uno dei vostri familiari si trovasse al San Timoteo? L’indignazione deve essere globale. Ed io sono stufo di assistere annualmente a questo sfascio.”

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