Molisani nel Mondo/ Monsignor Anthony Borrelli ricevette da Giovanni Paolo II il, prestigioso, “Prelato d’Onore di Sua Santità” . Era nato a Sant’Angelo del Pesco (IS)

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*rubrica a cura di Geremia Mancini e Mariateresa Di Lallo

Il Molise è fatto da molisani, anche da quei molisani che sono emigrati, perchè costretti o per scelta, soprattutto a cavallo delle due Guerre mondiali, ma sempre con un pensiero rivolto alla loro terra, e che si sono distinti in vari settori nel mondo. Con questa rubrica vogliamo ricordarli ma anche ridare dignità ai nostri borghi, ai nostri talenti e nel contempo riaccendere l’attenzione su questo piccolo lembo di terra, non solo per storia, cultura e paesaggi ma anche dal punto di vista degli ingegni. Purtroppo il Molise come i molisani illustri, non sono presenti sui libri di storia, ma è giusto far conoscere ai molisani in primis, alle giovani generazioni, che i loro avi, si sono distinti nel mondo, con sacrifici, allontanandosi dai propri familiari, a volte non riuscendo a tornare nella loro terra d’origine. Di settimana in settimana racconteremo la storia di ognuno di loro, ricordando anche il paese di nascita molisano. Per questo abbiamo deciso di unire la storia dei “molisani” emigrati con la storia del paese di nascita.

Monsignor Anthony Borrelli nacque a Sant’Angelo del Pesco il 24 novembre del 1930. I suoi genitori si chiamavano Nicola e Maria. Iniziò i suoi studi e la successiva formazione sacerdotale in Italia. La guerra divise la sua famiglia. Il padre e tre fratelli a Rankin in Pennsylvania e lui , con la madre ed altri due fratelli , in Italia. Solo nel giugno del 1947 la famiglia Borrelli potè riunirsi in Pennsylvania. Ed è negli Stati uniti che continuò i suo studi presso il “Pontifical College Josephinum”. In seguito, nel 1949, conseguì la laurea in filosofia presso il “Diocese of Columbus”. La laurea in teologia arrivò nel 1953. Fu ordinato sacerdote il 27 marzo del 1954 nella chiesa “Saint Joseph Cathedral” di Columbus. Presenziò il Vescovo di Columbus Michael J. Ready. Per un breve periodo fu viceparroco, sempre a Columbus, della parrocchia di “Saint Mary Magdalene Parish”.

Nel settembre del 1956 si dedicò agli studi giuridici e nel 1957 conseguì la specializzazione in Diritto Canonico. Fu allora che gli vennero date le prime responsabilità nel Tribunale Diocesano. Nello stesso anno fu nominato Notaio del Tribunale Diocesano e contestualmente assegnato prima alla Parrocchia di “Cristo Re” e poi a quella di “San Francesco d’Assisi”. Nel 1964 fu nominato delegato come Giudice istruttore per i casi di matrimonio sempre per il tribunale Diocesano. Nel 1969 fu nominato Vicario giudiziale del Tribunale. Intanto continuò a ricoprire l’incarico di Cappella Militare per il “Columbus St. Anthony Hospital “ (fino al 1978). Sarà poi Pastore ed Amministratore della “Saint Margaret of Cortona Parish” di Columbus.


Monsignor Anthony Borrelli fu per 25 anni Coordinatore diocesano della importante “Perpetual Help Parish”. In riconoscimento del suo servizio alla Chiesa, Mons. Borrelli fu nominato “Prelate of Honor by His Holiness” (Prelato d’Onore di Sua Santità) da Giovanni Paolo II il 24 settembre del 1992. Nel 2001 arrivò per lui il pensionamento. Continuò però a servire sia la Parrocchia di “Santa Margherita di Cortona” che il Tribunale Diocesano. Amato dai suoi fedele arrivò a festeggiare, con loro, il suo 60° anniversario di sacerdozio. Favorì numerose vocazioni. Morì il 24 aprile 2014.

Sant’Angelo del Pesco ricade nell’area Sannita-Frentana dei “Carracini”, che fu Abruzzo Citra, all’estremità nord-ovest della regione Molise, la parte dell’osso della provincia di Isernia.
Le origini risalgono all’anno mille con un agglomerato di case intorno ad un piccolo convento annesso ad una chiesa. Non si esclude l’appartenenza ai Longobardi. Si chiamò Sant’Angelo in Grifone. al 1320 è menzionato come “Sanctus Angelus de Pesculo” e nel 1452 conta 32 fuochi. Nel periodo feudale, Sant’Angelo è rimasto intimamente legato a Pescopennataro.
Il 9 novembre 1943 i tedeschi distrussero completamente il paese. Così a S. Angelo furono cancellate anche le ultime tracce del piccolo abitato che si stringeva attorno all’antico nucleo fortificato che, secondo la consuetudine longobarda, era stato dedicato a S. Michele Arcangelo. Rimane qualche rudere ed il toponimo catastale divia della chiesa vecchia nella parte più alta del colle che, nell’anno XVI del fascio, fu consolidato con una bella muraglia fatta con quei blocchi di pietra squadrata che qui, ancora oggi, si chiamano bolognini. Lo ricordano i fasci littori scolpiti su pietra, anche se una popolare damnatio memoriae ne ha parzialmente cancellato uno. Successivamente il paese fu ricostruito.

Chiesa S. Michele Arcangelo interno

Monumenti e arte:
-Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo
Questa chiesa risaliva all’anno Mille come si menziona in un inventario dell’Abate Curato don Antonio Litterio.” Al suo interno vi sono sette cappelle e sette altari (Sacramento, Rosario, Trinità, S. Maria di Montevergine, Suffragio, S. Antonio di Padova, S. Ippolito), una campana fusa ad Agnone (1690), arredi sacri in argento”. Nel 1761 fu dichiarata di regio patronato e il parroco regio arciprete, con concessione d’insegne pontificali (mitra aurea, pastorale, croce pettorale, guanti, trono, mozzettone vescovile). La chiesa è stata interamente rifatta nel 1886, su progetto del Genio Civile. Pianta rettangolare a semplice navata lunga: mt 25 x 20, altezza mt 15. Non sorge sui ruderi della vecchia badia, bensì nel centro dell’abitato, rasente la Sangritana. Nel 1896 un incendio distrusse tutti i paramenti sacri e l’archivio . Nella lunetta dell’abside è raffigurata l’Ultima cena. Il campanile, illuminato di notte, rende maestoso il profilo della costruzione. L’organo antico della chiesa è stato sostituito circa nella metà del secolo scorso a causa del deterioramento.

-Chiesa della Madonna del Carmelo
Sita presso il cimitero e risale al XVIII secolo. L’interno è a 3 navate con cappelle laterali alcune tele, tra cui un quadro rappresentate la Vergine nella gloria del cielo con il Bambino in braccio, ed una rappresentazione del cristo morto. Una imponente e monumentale scala a forbice immette nel piazzale davanti alla chiesa. Dal 1849 è sede di una congregazione.

-Eremo di San Luca. Situato nel bosco di Sant’Angelo, rappresenta uno dei più maestosi eremi ricavati da grotta. È affiancato da una chiesetta dedicata al Santo. Sul balcone naturale di San Luca vi si può ammirare un panorama su un’abetina e sulla Vallata del Sangro.

-Colle del Calvario
Sito verso Via Pisanelli. Consta di una piana con 3 croci in ferro battuto.
Per approfondimenti : Sant’Angelo del Pesco – Franco Valente

*Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”


*Mariateresa Di Lallo – giornalista pubblicista, appassionata di storia, usi e costumi medioevali e ricercatrice di tradizioni popolari molisane

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