Mercati finanziari/ In questo sfascio, Putin è il nostro presidente?

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Le vere notizie, a volte, sono nascoste in articoli di dettaglio, spesso sconosciute ai più. Ed una vera notizia, capace di influenzare il futuro economico e sociale dell’umanità per i prossimi decenni, è legata ad un rapporto del comitato per lo sviluppo economico dell’Australia. In base a quanto definito da questo panel di esperti il 40% dei posti di lavoro esistenti nel paese dei canguri, ossia circa 5 milioni di buste paghe, sparirà perché soppiantato dalle macchine, dai computer e dai robot. Nel 2030 alcuni lavori, anche di natura molto professionale, come quello del contabile o dell’agente immobiliare, semplicemente non ci saranno più. E quindi continua il Ceda (Comittee of Economic Develepmont of Australia) le persone dovranno migliorare la propria educazione e affinare le proprie competenze per poter svolgere lavori che i computer e i robot non possono (ancora?) svolgere. Un notizione, vista anche l’autorevolezza della fonte (il Ceda è un’istituzione ufficiale australiana) che ovviamente non ha alcun spazio in Italia, neanche nella comunicazione specializzata economica. Da noi si vive di Renzi che ha deciso di fare il Renzi (una minaccia?), di immigrati sfanculati dalla Francia in barba a qualsiasi trattato o sogno europeo, di Tsipras che va dall’amico Putin per far capire che lui, dei tedeschi e dell’amico americano, ne ha piene le scatole. A tal proposito, per capire l’aria che tira, basta dire che su Facebook è nato un gruppo italiano intitolato “Vladimir Putin è il mio presidente”. D’altronde con i personaggi che governano l’Italia, mister cazzaro e la sua coorte (ma l’avete sentito quel viceministro, Pistola Pistelli che abbandona l’incarico governativo per andare ne privato e poi si scopre che il privato è l’Eni che è gestito dal governo italiano?!) un parlamento di Razzi e cazzi la tentazione dell’uomo forte ci può pure stare. E ‘l’uomo forte non è certo il felpatissimo Salvini (un Renzi che a differenza dell’originale non ha letto nemmeno Topolino o Tex Willer) ma un Vladimir di importazione, uno che, a richio di paranoia e di tirannismo, va sempre avanti sino in fondo. In questo quadro desolante i mercati finanziari continuano a perdere anche oggi, e sembra  la cosa più logica. Più di un punto la flessione di Ftse Mib e Dax, spread a 152 (forse la sconfitta  della Boschi ad Arezzo lo ha spaventato) dollaro a 1,12 sull’euro. (Pietro Colagiovanni)

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