La Legge Fornero non funziona, Venittelli : va abrogata

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“Il procedimento speciale in materia di lavoro introdotto dalla cosiddetta legge Fornero (n. 92 del 2012) ha dimostrato di non funzionare, il nuovo rito ha infatti sollevato notevoli problemi di ordine processuale causando l’effetto di allontanare il tema centrale della legittimità o meno del licenziamento”. Con queste parole l’onorevole molisana del Pd Laura Venittelli ha presentato ieri, nella sala stampa della Camera dei deputati, la proposta di legge per l’abrogazione della cosiddetta legge Fornero. Alla conferenza stampa hanno preso parte oltre al deputato molisano, prima firmataria della proposta di legge di iniziativa parlamentare, anche l’avvocato Bruno Piacci, membro del Consiglio Nazionale Forense del distretto Corte d’appello di Napoli e l’onorevole Walter Verini, capogruppo del Partito democratico in commissione Giustizia a Montecitorio. L’onorevole Venittelli ha illustrato le ragioni di questo progetto normativo, che mira a mettere ordine in un contesto di riforme non più rinviabile, associando due tra le emergenze più delicate che il Paese vive: Lavoro e Giustizia.
“Avere un corretto e spedito funzionamento del sistema giudiziario è vitale per dare certezze e garanzie alle attività economiche e all’occupazione, è fondamentale per rivitalizzare l’investimento di capitali italiani e stranieri, è indispensabile per riportare dinamismo e competitività all’economia italiana. E così, in linea con il principio di semplificazione e snellimento delle procedure della macchina giudiziaria che va di pari passo con la tutela dei diritti di tutti i lavoratori, propongo una modifica del cosiddetto rito Fornero”, ha affermato la parlamentare eletta in Molise.
Per l’on. Venittelli occorre dare risposte immediate ai cittadini che si rivolgono al giudice del lavoro e dopo due anni di applicazione della norma ora in vigore il bilancio è fallimentare e va abrogata. “Non è possibile impegnare la magistratura a capire se i ricorsi erano o meno ammissibili nel rispetto della procedura, invece di concentrarsi sulla legittimità o illegittimità del licenziamento”.
Una presa di posizione politica che trae origine dalle istanze rappresentate nell’ultimo biennio da giudici e avvocati, schiacciati da un contenzioso sempre crescente e da norme di dubbia interpretazione. “Una giustizia che non è veloce è una mancata giustizia – ha inoltre dichiarato l’on. Venittelli – e il rito Fornero ci ha dimostrato di non dare risposte e certezze né al lavoratore dipendente né all’impresa”.
L’avvocato Piacci ha sottolineato come la proposta di legge rispetta le esigenze rappresentate dai giuslavoristi, che osteggiavano e continuano a farlo il passaggio inutile inserito nell’ordinamento. “La velocità dei processi come giustizia reale è un valore etico ed economico e questo è l’obiettivo che come categoria ci sentiamo di voler raggiungere”, magari tornando allo status quo ante, garantito dalla legge del 1973, che prevedeva un iter dignitoso alle parti processuali, consapevoli che i contenziosi avevano una ricaduta reale sulle vite umane e sulle problematiche concrete di ordine quotidiano.
Il capogruppo alla Commissione Giustizia Verini ha inteso sottolineare la centralità di questa proposta di legge, a cui verrà dato tutto il sostegno possibile, nel solco di quella semplificazione ed efficacia che l’intera maggioranza persegue nella legislatura.
La conclusione dell’onorevole Venittelli ha ripreso proprio il tema del dibattito di lunedì scorso alla direzione nazionale del Pd, con riferimento alla necessaria riforma del mercato del lavoro e alla questione della “causa manifestamente inesistente”, oggetto di severe critiche.
“Andiamolo a spiegare ai nostri investitori esteri che la manifesta inesistenza della giusta causa o giustificato motivo è la condizione che il giudice deve discrezionalmente valutare ai fini della reintegra! Per questo c’è esigenza di cambiare e di farlo subito”, in relazione all’elemento più controverso sulla disciplina in atto sui licenziamenti del lavoratore dipendente.

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